Gentili signori
invece di lamentare  paure e disagi, perchè non vi rivolgete al vostro sindaco, alla vostra amministrazione, per pretendere da loro la lotta al randagismo che da ben 14 anni il parlamento italiano ha inscritto nelle proprie leggi? Se il cittadino non adempie ai propri doveri viene punito ma se è il sindaco e l'amministrazione tutta a non adempiere ai propri doveri, in Sicilia cosa succede?
Silenzio.
Ognuno di noi può fare la differenza soltanto se si propone di diventare un cittadino attivo. Attivatevi con i vostri amministratori, pretendete!
Consigliamo una riflessione sull'argomento perchè leggiamo troppo spesso quanto la Sicilia sia indietro a civiltà nel settore randagismo e tutela degli animali d'affezione.
I randagi sono esseri viventi e come tali vanno rispettati. Se si lascia che i bambini temano questi disgraziati animali come può l'adulto educare i figli al rispetto e alla tolleranza? Come può risparmiarli dal sentimento negativo della paura che è pur sempre sofferenza? L'adulto deve spiegare il perchè del randagismo e coltivare nei piccoli la compassione. Soltanto così libererà il bambino dai sentimenti negativi e lo indirizzerà ai ragionamenti critici e costruttivi. Occorre aiutare questi sfortunati cani a sopravvivere  invitando i figli a dare cibo e carezze. 
Uno, nessuno e centomila in Sicilia sembrano avere lo stesso valore.
Speriamo di no.
 
...............GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

firme dei sostenitori del messaggio:   

 
p.s. articolo di cronaca in allegato 

 

LA SICILIA 
21 APRILE 2005
 
SIRACUSA
 
Bambini «minacciati» dai randagi
 
ALLARME SOCIALE.
Nei giorni scorsi problemi anche per una ragazza bloccata nel box

Si moltiplicano gli episodi di aggressività di cani randagi nei confronti di persone, soprattutto bambini.
A essere preso di mira è stato un gruppo di ragazzini che non è riuscito a uscire dal portone di casa, in corso Sicilia. I piccoli sono stati costretti ad aspettare che uscisse un adulto che urlando ha messo in fuga una decina di randagi che stava litigando.
Una vicenda simile è accaduta anche a Elena F. abitante della via XIV Aprile che non è potuta uscire dal garage. I cani, secondo quanto ha detto la donna, avevano probabilmente sentito l'odore del suo cane e si erano avvicinati, troppo secondo la ragazza, che non ha lasciato il garage se non all'arrivo di un amico. I due fatti si sono verificati in pieno giorno, alle 16 l'uno, alle 19 l'altro.
Altro caso analogo è capitato a Daniela D., che non è scesa dalla propria auto mentre stava rincasando in via Federico De Roberto, in serata. La giovane, in un primo momento voleva chiedere aiuto al 113, poi pazientemente ha aspettato che il branco si allontanasse. Peggio accade a chi porta al guinzaglio il proprio cane. Maurizio si è visto aggredire il suo pastore tedesco da un gruppo di randagi mentre lo portava a spasso. Lui stesso non è stato ferito per poco, come ha detto. Nel centro storico la presenza dei randagi sembra essere più nutrita e agguerrita, in particolare nella via Epicarpo e in piazza Delle Grazie. Sono stati aggrediti persino i militari che ritornano alla base transitando nella via Veneto, accanto ai giardini pubblici. In città, secondo le stime dell'Associazione cinofila megarese, ci sono circa 250 randagi, «a maggio dovrebbe aprire l'ufficio veterinario per la sterilizzazione degli esemplari femmina - dice Nunzio Perrotta, assessore all'Ecologia - a carico del Comune sono gli arredi, stanziati con determina di circa 4 mila euro, comprese le gabbie. La prestazione dei veterinari e le medicine sono a carico dell'Asl».
Anna Burzilleri

 

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