Egregi signori
Alle affermazioni riportate nell'articolo in calce  noi replichiamo: niente di più vero!
I circhi che sfruttano gli animali sono  torturatori di esseri viventi.
Non chiamate voi tortura legare un elefante a una catena di mezzo metro?
Non chiamate voi tortura chiudere le tigri in una gabbia di due metri per due?
Non chiamate voi tortura sradicare dal loro ambiente naturale animali selvatici, costringerli a esercizi estranei alla loro etologia, farli vivere in un ambiente tanto artificiale quanto alienante?
Il circo con gli animali non è bello, non è educativo, non è buono, non è morale. 
Il circo sfrutta crudelmente esseri senzienti, privandoli di dignità, di benessere e del diritto a vivere secondo la loro etologia.
Sono tanti ancora i circhi che hanno come principale attrazione il domatore con le belve o altre attrazioni che coinvolgono animali.
Molte volte questi animali sono importati illegalmente e molti di essi vengono poi confiscati dalle Forze dell'Ordine e ospitati in zoo comunali.
Gli animali sono tanto carini da vedere, certo, gli elefantini, gli orsi, i leoncini, le tigri, sono proprio animali che vale la pena ammirare, ma quanti si soffermano a pensare che loro  non sono altrettanto contenti di dare spettacolo e di passare la vita in gabbie anguste?
Si portano volentieri i bambini al circo anche perchè attraverso di esso possono vedere animali altrimenti inaccessibili.
Ma lo spettacolo di animali in gabbia, lontani dal loro ambiente e dai loro comportamenti naturali, difficilmente può essere proposto come "didattico" specialmente per i bambini. Al contrario, fa vedere una realtà fasulla e lungi dall'essere formativo lo spettacolo è diseducativo e, per di più, infinitamente triste.
L'animale del circo deve diventare un automa, non può permettersi di sfidare il padrone o fare un passo falso. L'animale che commette il minimo errore imparerà a ubbidire nel modo più duro possibile. Le punizioni saranno esemplari, impossibile dimenticarle.
Alcuni non imparano mai, la loro volontà non può essere piegata, così muoiono per le ferite o semplicemente per inedia perché sono talmente disperati e rassegnati che non riescono più a mangiare.
Nel lungo periodo necessario per piegare la  volontà di un animale si arriva anche a togliergli acqua e cibo. "Alla lunga" - ha affermato un domatore - "devono assecondare l'uomo o morire".  Alcuni forse, i più fortunati, scelgono la morte. Pensate davvero che un cavallo sia contento di ballare con un pennacchio in testa? Esercizi come questo sono stupidi e qualche volta pericolosi e vengono insegnati agli animali con la frusta.
Anche quando vorrebbero riposare e stare tranquilli gli animali sono costretti a provare e riprovare gli esercizi e ad esibirsi in mezzo alla confusione sotto gli occhi di centinaia di persone.
Qualche volta a tigri, orsi, alligatori vengono anche tolti i denti e le unghie perchè non possano più ribellarsi.
La vita nel circo è così brutta che molti animali diventano pazzi.
Quando si spengono le luci e il tendone si chiude, rimangono le gabbie ma, soprattutto, rimangono gli animali a cui è stato tolto tutto, a cui è stata tolta la dignità.
Le parole sono menzognere, è la cruda realtà che asserisce il vero, che ci fa scegliere tra l'ipocrisia di una esternazione e la concretezza di una sofferenza.
Ci auguriamo che i mass media non restino acritici e che le persone sappiano  fare scelte morali
 

...............GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

firme dei sostenitori del messaggio:   

 
p.s. articolo di cronaca in allegato 

 
L'ADIGE
12/05/2005
 
Trento, attacco al «Cesare Togni». I titolari: venite a vedere come trattiamo le bestie
Animalisti contro il circo
Lettera al comune: «È una tortura. Basta spazi»

Vita dura per i circhi. Da tempo sono nel mirino degli animalisti che contestano le condizioni in cui vengono tenuti elefanti e felini. La protesta ora s´è infiammata anche a Trento dove è arrivato il circo Cesare Togni. Un gruppo di animalisti ha scritto al Comune per chiedere l´annullamento degli spettacoli e, in futuro, di negare gli spazi a qualsiasi performance che preveda l´impiego di animali. Dal circo ribattono: «Vengano a vedere come trattiamo gli animali».

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Trento  - Animalisti all´attacco: «Il circo è tortura»
Ma Elvio Togni risponde: «Vengano a vedere come trattiamo gli animali»
Uomini e bestie spettacoli in città
In quindici scrivono al Comune: «Non concedete più spazi a queste esibizioni»

 
CIRCENSI. Elvio Togni con il figlio e a fianco gli elefanti del circo Cesare Togni (Foto Munoz)
 
Di MATTIA PELLI

Chiedono al Comune di Trento di annullare gli spettacoli del circo Cesare Togni e, in futuro, di negare gli spazi a qualsiasi performance che metta in scena animali per il divertimento degli umani. Sono in quindici a firmare una lettera inviata all´amministarzione pubblica, e tutti condividono la stessa convinzione: il circo è uno «spettacolo di tortura», e qualsiasi animale deve veder riconosciuta «la sua dignità, la sua natura, la sua vita, che è diversa dalla nostra ma non per questo meno degna».
«Sicuramente - spiega Wilma Piffer, una delle firmatarie della lettera - quelli del circo non ammetteranno mai che maltrattano gli animali. Ma il fatto stesso che questi siano costretti a vivere in piccoli spazi è già una tortura. Prenda un elefante: pensi al suo ambiente naturale, alle distese della savana. È vero che molti animali nascono in cattività, ma esistono anche associazioni che si occupano di reinserirli nei loro ambienti naturali».
La tesi dei 15 sottoscrittori della lettera è che chi fa violenza sugli animali è spesso responsabile anche di quella sugli uomini e che andare a vedere il circo è un po´ come essere complici dei maltrattamenti. Scrive Roberta Perini, volontaria del canile di Trento, riferendosi agli animali: «La loro vita è fatta di spazi estremamente ristretti, catene, gabbie, continui spostamenti e a questo va aggiunto l´addestramento con bastoni, fruste, pungoli elettrici». Così, sabato sera, per informare gli spettatori che si recheranno all´area ex Michelin, i firmatari distribuiranno volantini in cui verrà descritta la condizione degli animali.
Elvio Togni - che gestisce il circo con il padre Cesare, ormai 81enne - è tranquillo e invita gli animalisti ad andare a vedere di persona come vengono curati gli animali. «Possono venire - dice - anche quando li addestriamo: utilizziamo solo la dolcezza, altrimenti non otterremmo nulla».
Piccolino, il sorriso aperto e un passato da domatore, Togni sembra abituato a questo tipo di polemiche. Spiega che nello spettacolo che inizierà questa sera (e andrà avanti fino al 23 maggio) sono tre i numeri con animali: ci saranno cavalli, cani e elefanti. A lui giriamo le critiche degli animalisti. «Sono stupidaggini - dice Togni - un elefante sta meglio qua che in uno di quei paesi dove li stanno eliminando tutti. Noi li curiamo continuamente, con loro siamo a contatto 24 ore al giorno».
Sotto un tendone apposito i tre elefanti si dondolano uno accanto all´altro: «Sono legati ma - spiega Togni - solo perché gli inservienti sono impegnati a montare le strutture. Poi verranno liberati all´esterno, in un recinto, e i bambini potranno venire a vederli». Ma gli animali - soprattutto quelli selvatici - non stanno meglio nel loro ambiente? «siccome nascono in cattività, se li riportassimo nel loro ambiente naturale sicuramente morirebbero. Con l´uomo stanno bene se vengono trattati con attenzione». Di animali Elvio Togni se ne intende: oggi ha sessant´anni e per tutta la vita ha fatto il domatore, e ne porta i segni addosso. In fronte ha ancora il segno netto di una incornata presa da un rinoceronte e ricorda con grande tristezza la morte del suo primo elefante, in Grecia, arrivato alla bella età di 80 anni: «mentre stava morendo sembrava mi chiamasse, voleva avermi vicino».
Le polemiche sugli animali? «In Italia ci hanno danneggiato parecchio. Si è creata una leggenda secondo la quale noi saremmo dei torturatori. Niente di più falso».
 
 
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