Egregi signori
Si dice: le nutrie danneggiano, le volpi danneggiano, i cinghiali danneggiano, i colombi danneggiano, i cormorani danneggiano, ........i cani  danneggiano i gatti pure perciò si avvelenano, in una parola tutti gli animali disturbano la nostra onnipotenza, la nostra sovranità assoluta.
Ma non sembra alle persone di buona volontà che questo verbo sia inflazionato? Che dietro questa spinta alla mattanza di tutto ciò che respira e che non sia umano, esistano interessi forti e connivenze altrettanto metalliche?
Le nutrie sono state importate per la pelliccia ma ora, si suggerisce, potrebbero essere usate come pietanza,  i cinghiali immessi illegalmente dall'est europeo per il divertimento, la ristorazione, ecc., i colombi perchè adornavano  le piazze delle città, i cani e i gatti, si sa, sono stati - da tempo immemorabile - addomesticati per la loro sfortuna ma per la gioia degli uomini, e gli animali selvatici non hanno diritto di mangiare, possono esistere solo come bersaglio.
Quanta inciviltà in tutto questo!
Inciviltà dei diretti interessati i quali pensano alle loro tasche e alle loro godurie, degli amministratori che vedono una riserva di voti, dei giornalisti e altri adepti che impongono come verità delle falsità e, in opposizione a questi tutori della morte, la civiltà dei cittadini rispettosi della vita, ribelli alla sofferenza delle creature, osservanti delle leggi e, pare, impotenti a fermare il delirio di sangue che attanaglia le citate categorie.
Ma, da ricordare, che anche costoro sono elettori e tanto più numerosi. Sapranno ricordare.
 

...............GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

firme dei sostenitori del messaggio:   

 
p.s. articolo di cronaca in allegato 

 
L'Arena
21/04/2005
 
VILLAFRANCA (VR). Obiettivo del progetto, cui partecipano dodici paesi, è debellare un
fenomeno che può creare danni all’ecosistema agricolo e all’uomo
Nutrie, lega tra Comuni per eliminarle
I roditori sono in aumento: anche nella città del castello sono ormai una presenza costante
 
Villafranca (Verona). Le nutrie non hanno abbandonato il paese. La presenza dei grossi roditori, che da anni imperversano lungo il Tartaro e si sono stabilizzati in alcuni centri come Isola della Scala e Vigasio, è ormai una costante anche nella città del castello.
La grana insomma non può più definirsi localizzata in determinati fazzoletti di territorio. Non è un caso che si stia formando una sorta di lega intercomunale (con Isola assieme a Bovolone, Buttapietra, Casaleone, Trevenzuolo, Gazzo Veronese, Concamarise, Mozzecane, Isola Rizza, Erbè e Sorgà) per definire strategie e azioni comuni contro l’animale che, lo ricordiamo, può provocare gravi danni all’ecosistema agricolo, è una minaccia per gli argini dei fiumi e -in casi più rari- è portatore di leptospirosi.
A Villafranca le cose sembravano essersi sistemate nello scorso mese di febbraio. Allora in via Dante, nel tratto di passeggiata che costeggia il Tione, erano stati avvistati almeno un paio di esemplari, catturati nel giro di una settimana. Dopo qualche giorno ne era stato ingabbiato un terzo. Il sospetto che la razza avesse prolificato cominciava ad essere fondato.
Di lì a poco altri esemplari sono stati infatti avvistati più lontano dal centro del paese, verso la zona degli impianti sportivi. Poi segnalazioni sono arrivate pure dai luoghi a ridosso della comunità di Emmaus, in aperta campagna.
«Il problema esiste, tanto più che da tempo abbiamo posizionato due gabbie vicino al ponte di legno di via Dante, vicino all’acqua. Attendiamo che qualche altra nutria abbocchi alle esche», racconta Giuseppe Galeazzi, responsabile del servizio ecologia del Comune. «Tuttavia abbiamo motivo di credere che ci siano alcuni esemplari più a ovest per cui siamo orientati a spostare le gabbie. O ad aggiungerne qualcuna».
La presenza di topi, dati in aumento, complica ulteriormente la situazione: «Può darsi che i lavori nel centro storico, con scavi e cantieri in più punti del paese, abbiano facilitato i movimenti e lo spostamento verso il Tione anche dei ratti. Che però a Villafranca ci sono sempre stati. Bisogna evitare di favorirne la permanenza e la crescita, gettando per esempio pezzetti di pane alle anatre».
«Esiste un’ordinanza del sindaco che vieta di dare da mangiare agli animali vicino al Tione», ricorda anche l’assessore all’ecologia Luigi Franchini. «È quanto mai opportuno rispettarla. Da parte nostra sappiamo che il problema delle nutrie esiste e deve essere affrontato. Chiederemo alla Provincia di sistemare altre gabbie lungo il corso d’acqua. Teniamo continuamente monitorata la situazione, ma conosciamo bene anche la facilità con cui la nutria, purtroppo, si riproduce».
Il fenomenale incremento del numero di questi animali (una volta una specie da pelliccia) sta stimolando un dibattito sempre più vivace. E fantasioso. Così alcune settimane fa l’assessore all’ambiente di Gazzo, Anito Franzini, criticando gli attuali sistemi di cattura, aveva proposto di cambiare strategia e obiettivi: «L’utilizzo delle gabbie è ridicolo», aveva detto, «visto che si prendono meno animali di quelli che si riproducono. E anche le cartucce date ai cacciatori non sono sufficienti. Bisognerebbe vedere se le nutrie sono commestibili. Forse è questa la strada giusta».
Nell’attesa di verificare proprietà nutritive del roditore, che in Sud America risulta essere già molto apprezzato, podisti, mamme, bambini e abituali frequentatori delle rive del Tione sono comunque invitati a prestare particolare attenzione: il fenomeno-nutria è tutt’altro che debellato.
Francesco Arioli

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L'Arena
21/04/2005
 
VILLAFRANCA (VR). Obiettivo del progetto, cui partecipano dodici paesi, è debellare un
fenomeno che può creare danni all’ecosistema agricolo e all’uomo
Nutrie, lega tra Comuni per eliminarle
 
ISOLA DELLA SCALA (VR).
Il castorino è un incubo per il territorio a sud di Verona; e Melotti organizza un vertice in Provincia 
Undici paesi contro le nutrie 
Franzini assessore di Gazzo propone di mangiarle: «Se sono commestibili»
     

     
Isola della Scala (VR). Undici comuni alle prese con i problemi creati dalla diffusione delle nutrie cercano assieme una soluzione. Bovolone, Buttapietra, Casaleone, Trevenzuolo, Gazzo Veronese, Concamarise, Mozzecane, Isola Rizza, Erbè, Sorgà hanno risposto all'invito del consigliere delegato all'agricoltura del Comune di Isola della Scala Luca Melotti e si sono incontrati con la Provincia in sala civica. Concordando sul fatto che occorre intervenire seriamente, hanno discusso sul come: eradicare gli animali o accontentarsi di limitarne l'espansione? Ed escludendo di aspettare che fattori ambientali risolvano naturalmente il problema ( in Inghilterra lo hanno risolto le temperature rigide di un lungo periodo), potenziare l'uso delle gabbie-trappola o dare più cartucce ai cacciatori ? 
I due sistemi sono già in uso, ma sono gli spari a confermare la diffusione del roditore. «Lunedì 28 febbraio dalle 19 alle 23 abbiamo abbattuto, recuperato e seppellito più di 200 esemplari in località Palazzina; e pochi giorni prima a Gazzo, sempre in poche ore, 135», dice Napoleone Crema, uno dei 25 cacciatori del Gruppo Anuu migratoristi e della Federcaccia, che dopo aver seguito un corso speciale che ha dato loro la qualifica di «Operatore esperto per il controllo di volpe, nutria, corvidi e passeriformi», sono autorizzati dalla Provincia ad uscire in media due sere alla settimana con le guardie provinciali per gli abbattimenti. 
Ma la nutria continua ad essere un problema per la Provincia . «È difficile pensare che 30 persone possano gestire un problema così grosso», ha detto Ivano Confortini, responsabile del servizio Caccia e pesca, «tentare di eradicarle è una battaglia persa, il territorio è vasto e la nutria compensa le perdite con l'aumento della natalità. I maschi sono molto erratici e le femmine in due cicli riproduttivi danno alla luce fino a otto piccoli l'anno. Purtroppo non hanno ancora raggiunto la densità massima e stanno occupando tutti gli spazi possibili, sono arrivate fino al lago di Garda. Occorre limitarne l'espansione; le trappole funzionano se gestite bene, in collaborazione tra Provincia, Comune, consorzi, popolazione e agricoltori». 
«Ma con le gabbie», ha osservato Melotti, «200 nutrie si prendono in un mese. Occorrono più cacciatori». «Gabbie-cacciatori devono essere un discorso corale», ha spiegato Damiano Cappellari, responsabile del corpo di polizia provinciale, «più persone vengono coinvolte, più facile risolvere il problema, ma il coinvolgimento dei cacciatori è essenziale. Noi portiamo le gabbie anche a casa, poi l'utilizzo prevede un' autorizzazione personale e, poichè l'animale può essere ucciso solo con uno sparo, l'intervento di un cacciatore autorizzato coordinato da un agente della polizia provinciale». Per l'assessore provinciale Giovanni Codognola si tratta di un problema più politico che tecnico, perchè per legge la nutria non è un animale pericoloso; per Anito Franzini, assessore all'ambiente di Gazzo, occorre cambiare strategia. «La palude pensile del Busatello», dice, «è piena di buchi che dobbiamo tappare in continuazione per evitare che l'acqua esca dall'area protetta. C'è davvero la volontà di abbattere le nutrie? L'utilizzo della gabbie è ridicolo, si prendono meno animali di quelli che si riproducono. Anche le cartucce date ai cacciatori non sono sufficienti, occorre cambiare mentalità e vedere se le nutrie sono commestibili, forse è la strada giusta». 
In attesa che si trovino volontari per l'assaggio e che la carne di nutria diventi un piatto tipico, i Comuni intervenuti chiederanno lo snellimento della burocrazia legata alla cattura e all'abbattimento della nutria; e che il roditore diventi animale cacciabile. 
Mariella Falduto
 

Risposta del dott. Dott. Ivano Confortini responsabile del servizio caccia e pesca della provincia di Verona e controrisposta del GRUPPO BAIRO Onlus

 

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