Egregi signori                                                                       
Leggiamo l'articolo allegato.
Ma pensate veramente che i boschi siano proprietà esclusiva dei cacciatori e di coloro che li sostengono, difendono, e li considerano quindi unici cittadini del territorio?
Per l'investimento e uccisione di caprioli e cinghiali da parte degli automobilisti e della morte tanto evitabile quanto stupida degli animali,  si accusano i cani. Che osservazione farneticante!  Perchè la morte a fucilate è invece inevitabile e intelligente?
I cacciatori sono gli ultimi a dover lamentare la morte di animali selvatici in quanto sono i primi a ucciderli, e con quanto divertimento!
Gli animali selvatici  camminano, hanno zampe, olfatto, un'etologia che li comanda, quindi si spostano. E si spostano a prescindere dai cani, dai gatti, dagli uomini.
Non si capisce poi perchè il bosco deve essere esclusivo possesso dei cacciatori (cittadini armati e devastatori)  e non dei cittadini con i loro cani (pacifici ed ecologisti).
Tale vergognosa discriminazione a favore dei cacciatori interessati alla morte e non alla vita dei caprioli e dei cinghiali non è compatibile con una parità di cittadinanza e di legislazione nè con una obiettiva informazione.
Credevamo che, considerata la vicinanza storica e geografica con l'Austria nazione più civile e avanzata culturalmente, i triestini avessero una maggiore capacità critica e rigore intellettuale, ma si sa, i cacciatori non hanno cittadinanza: ovunque si trovino appartengono all'esclusiva società degli ammazzatori ai quali non è consentito pensare, tanto meno ragionare e, soprattutto, farlo in base a principi etici.
I cacciatori, primi a ricattare amministratori e legislatori, primi a evadere le leggi (bracconieri, avvelenatori, importatori di fauna alloctona......ecc.)  si ergono a giudici morali delle persone che passeggiano nei boschi con i propri cani! Ma dove dovrebbero andare?
Forse il cane è un schiavo da tenere sempre legato, animale che non deve conoscere la libertà a lui concessa dalla natura?
Ci sembrano ridicole le esternazioni del sig. Donato Abbatessa e di coloro che nell'articolo lo sostengono.
Ci auguriamo una maggiore misura da parte di tutti e, soprattutto una cartellonistica e dei segnali luminosi (come già altrove sperimentati) per avvertire gli automobilisti della possibilità di incidenti con gli animali del bosco e, naturalmente, sosteniamo la predisposizione di spazi  e percorsi verdi dove i cani possano correre liberi.
Le leggi italiane impongono il rispetto degli animali d'affezione, li tutelano e pretendono comportamenti pertinenti alla soddisfazione dei loro bisogni.  Da ricordare!
 
..................... GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 
firme dei sostenitori del messaggio: 
 
 
p.s.: articolo in allegato
 
IL PICCOLO
11/05/05
 
L'episodio è accaduto domenica all'altezza dello svincolo per il Sincrotrone. La femmina era gravida: deceduto anche il cucciolo
 
Il cane lo insegue, capriolo muore investito
 

 
Ma la legge parla chiaro: niente corse nei boschi o nei parchi senza guinzaglio
 
Gli amici a quattro zampe annusano le prede e le stanano rincorrendole. Pochi giorni prima, a finire sotto le ruote sono stati tre cinghialetti di una settimana
 
provincia di Trieste

Una doppia morte. Tanto evitabile quanto stupida. L'episodio è accaduto domenica attorno a mezzogiorno; una femmina di capriolo, inseguita da un cane sciolto è stata investita mortalmente sulla Basovizzana, all'altezza dello svincolo con l'area del Sincrotrone. Nell'impatto, il piccolo capriolo portato in grembo dalla madre ha trovato la stessa fine sul duro selciato. Sarebbe nato a breve, se la madre non avesse trovato sulla sua strada l'automobile inconsapevolmente "assassina". L'episodio, che fortunatamente non ha provocato alcun incidente al conducente dell'autovettura, viene riferito da donato Abbatessa, responsabile della riserva di caccia di Basovizza. Informato sull'impatto, l'ennesimo di una serie assai poco nota e spesso celata da chi si trova a investire i selvatici. Abbatessa ha recuperato i due animali deceduti. Il piccolino, che è stato congelato dal responsabile, ora verrà affidato al Civico Museo di Storia naturale di Trieste: forse potrà "servire" per eventuali studi. - L'investimento del capriolo afferma Abbatessa, - capita appena qualche giorno dopo un altro impatto verificatosi lungo Strada Basovizza, in pieno giorno, all'altezza della casa cantoniera che precede la cava Cok. In quel caso, tre cinghialetti di appena una settimana erano finiti sotto le ruote di una vettura, anche questa volta senza conseguenze per il conducente. La madre e gli altri tre fratellini erano invece riusciti a completare l'attraversamento della provinciale per ripararsi nella boscaglia sottostante.- Ma perchè accadono sempre più frequentemente episodi che, accanto alla morte degli animali selvatici, potrebbero innescare dei gravi incidenti automobilistici? - La questione è nota - risponde il responsabile della riserva basovizzana - Molte persone non si premurano di osservare la legge e lasciano i propri cani, spesso di grossa taglia, liberi di girare per parchi e boschi. I quadrupedi annusate le prede, cercano di stanarle e li rincorrono spesso sino allo sfinimento. Non deve stupire quindi l'improvvisa comparsa di caprioli, cinghiali, volpi e altri selvatici in mezzo alla carreggiata. Spesso, sostiene ancora Abbatessa, - si riesce a evitare un impatto che potrebbe avere conseguenze terribili.- Secondo il cacciatore, durante il giorno caprioli e cinghiali, specialmente in questo periodo di nascita dei piccoli, trascorrono la giornata nella tana. Sono i cani liberi dal guinzaglio a indurli a lasciare il rifugio e a costringerli a una disperata fuga. Questi episodi, per la verità, non si verificano solo nei boschi dell'altopiano. Sono quotidiane le segnalazioni di cani di grossa e media taglia che scorrazzano tranquillamente tra sentieri e boscaglie del Farneto o di Villa Giulia. Pure in questi ambiti, grazie alla grave incuria dei padroni, rincorrono lungo scarpate e canaloni caprioli e altri animaletti che si avventurano pure sul viale al Cacciatore o nelle vie contigue alla vallata di Rio Orsenigo. C'è chi sostiene addirittura che alcune persone  utilizzino questi parchi comunale per allevare i pitbull al combattimento. - Molti non se ne rendono conto, - annota amaramente Abbatessa - e sostengono che almeno nei boschi i propri quattro zampe abbiano il diritto di muoversi in assoluta libertà. Sono atteggiamenti che palesano evidentemente un'ignoranza completa sulle normative vigenti.- Eppure la legge al riguardo parla piuttosto chiaro. - Vi sono infatti, delle ordinanze comunali, - spiega il direttore della Forestale triestina Aldo Cavani. - Ordinanze che prevedono delle sanzioni per chi non porta a spasso il proprio cane con il laccio. Anche noi Forestali all'occorrenza possiamo sanzionare che viola la regola. - Anche dal comando dei vigili urbani, il comandante Sergio abate, conferma l'obbligatorietà di condurre i cani al laccio non solo nel centro città ma anche nei parchi e boschi pubblici dell'altopiano. Per tanti che fanno spallucce e continuano a lasciare i quadrupedi incustoditi, la sanzione può arrivare fino a 300 euro. una multa salata, ma sicuramente commisurata a coloro che scambiano spazi aperti e giardini come se fosse il salotto - meglio, il giardino - di casa propria.

Maurizio Lozei

 

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