Egregi signori
Gli animali in ogni luogo di questo pianeta, vengono sottoposti a sevizie ignobili. Crudeltà spietate e ciniche, fino alla morte della bestiola stessa. Dopo anni di torture sopportate nel silenzio di una casa forse apparentemente normale, il povero Pippo è morto. 15 anni di orrore senza che nessuno avesse mai potuto fare nulla per lui. Alla fine, quando il suo vecchio e martoriato corpo non poteva più sopportare angherie di sorta, il suo vigliacco e bastardo padrone ha pensato bene di gettarlo in un cassonetto. Come spazzatura.
Quando finirà tutto questo? Quando sarà che le istituzioni crederanno nelle leggi che emettono?
Migliaia di  animali come Pippo, in questo momento, stanno subendo la stessa sorte. Canili lager, randagismo, vivisezione, allevamenti, maltrattamenti, sevizie..... sono tante, troppe le cattiverie inferte a chi non ha voce per poter vederne una fine. L'omertà, il menefreghismo, la superficialità che spesso domina l'animo umano quando si trova ad essere testimone di un caso di maltrattamento è vergognosa. C'è sempre qualcosa di più importante da fare che soccorrere una bestiola in grave difficoltà. 
Una risposta comoda, rapida e che sistema la coscienza..........cosa è una coscienza??
Ma allora quando finirà tutto questo?
Quando l'uomo imparerà ad essere veramente tale: ricordandosi che la vita deve essere rispettata, sotto qualsiasi forma possa apparire. Quando saprà riconoscere gli stessi diritti di libertà a tutto ciò che respira e saprà provare compassione per gli indifesi..... tutti gli indifesi, sia che abbiamo le zampe che le gambe. Quando capirà di non essere dio, ma solo un essere vivente fra tanti altri. Forse allora si potrà delineare una fine ai soprusi e alle vigliaccate inferte con così tanta leggerezza e gratuita cattiveria.
Ma le nostre generazioni non avranno la fortuna di godere un tale spettacolo.

Enrica Boiocchi Vice presidente GRUPPO BAIRO Onlus        
www.bairo.info
 

firme dei sostenitori del messaggio: 

p.s. articolo di cronaca in allegato 

 
Il Secolo XIX
25/05/05
 
E' morto il cane Pippo- fu buttato tra i rifiuti
Dopo tre settimane. Sequestrato alla Spezia un altro animale maltrattato
 

La Spezia - Non potrà più raggiungere a Genova la giovane donna che si era offerta di dargli affetto e cure, anche se ormai era vecchio e sofferente. Nè potrà raggiungere a Torino l'anziano signore che si era fatto avanti per portarlo a passeggio nel parco. Pippo, il meticcio di quindici anni che tre settimane fa aveva impietosito tutta l'Italia, perché qualcuno - rimasto disgraziatamente impunito - lo aveva gettato sanguinante in un cassonetto della spazzatura, non ce l'ha fatta. Ha chiuso gli occhi per sempre, stremato dalle sevizie subite. Proprio nel giorno della sua merte, ieri, un altro cane é stato liberato dalla catena di un metro e poco più, che lo stringeva così forte al collo da provocargli ferite infette e doloranti. Sono due terribili storie spezzine di animali ridotti in schiavitù, ai limiti della sopravvivenza, privati della loro dignità da uomini senza dignità.
A Pippo non ha retto il cuore. Non soltanto era stato gettato senza scrupoli nella spazzatura, come un rifiuto senza vita, ma addirittura aveva la pettorina così stretta che gli si era incastrata nel torace, tutto lacerato. Le cure prodigate dall'ufficio tutela animali del Comune della Spezia non hanno potuto ripagarlo di troppa sofferenza. "Aveva vissuto di sevizie - denuncia la dirigente Antonietta Zarrelli, referente in convenzione per tutti e trentadue i Comuni spezzini - pensavo che il nostro affetto, seppure tardivo, potesse compiere un miracolo. Avevo già trovato due persone in Italia disposte ad adottarlo, una a Genova l'altra a Torino. Purtroppo non ce l'ha fatta. Mi spiace che nessuno spezzino si sia fatto avanti, e soprattutto che nessuno abbia denunciato chi ha commesso tanta atrocità. Personalmente credo che chi arriva a seviziare un animale possa essere altrettanto crudele con una persona. Non posso che augurarmi che si arrivi a fare piena luce su questa storia".
Al vecchio meticcio, era stato dato il nome di Pippo dai volontari che l'avevano estratto dal cassonetto, su segnalazione di una passante. I gemiti uscivano dal bidone della spazzatura. Per puro caso, non era ancora passato il servizio di raccolta. La bestiola si trovava là, schiacciata fra i sacchi dei rifiuti, e sanguinante. "Sono brutti segnali di indifferenza - sottolinea ancora la dottoressa Zarrelli -. E so' che maltrattamenti e abbandoni sono puniti oggi anche dalla legge, che prevede sanzioni pecuniarie e conseguenze penali. Su questa storia non intendiamo chiudere il sipario. Pippo era stato trovato in un cassonetto a Piana Battolla, nel Comune di Follo, ma potrebbe essere stato gettato nel bidone dei rifiuti da chiunque, magari da qualcuno giunto lì con un'auto".
Intanto, ieri l'ufficio ha sequestrato con il supporto delle forze dell'ordine un altro cane, che viveva da anni legato a una catena di un metro e mezzo di lunghezza, costretto in prigionia, senza potersi mai muoversi oltre l'angusto raggio imposto da suoi aguzzini. Il ferro piantato nel collo gli aveva provocato una ferita infetta, che lo costringeva ormai a non poter più neppure voltare il muso. Affidato a un veterinario, l'animale é apparso così malconcio ai soccorritori da suscitare un misto di pena e dolore. Oltre che rabbia per il trattamento a cui era stato sottoposto.
Sondra Coggio
 
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