Egregi signori
che le politiche delle Province siano filovenatorie scaturisce anche dalla lettura degli articoli allegati in particolare quando si parla di "abbattimenti concessi".
Quindi l'impunità data dalla certezza che tutto andrà come è sempre andato (cioè a esclusivo vantaggio dei cacciatori e dei loro adepti)  toglie alle istituzioni anche il pudore.
Tutti in coro gridano: al danno! Al danno! Al danno! Ai cinghiali!
Purtroppo tutti odono l'invocazione corale e, diversamente dalla favola, nessun "al lupo al lupo" fu più ascoltato di questo.
Ma sanno gli agricoltori che è proprio grazie ai loro amici cacciatori che i cinghiali proliferano in tutta Italia?
Sanno gli agricoltori che i loro amici cacciatori hanno introdotto questi animali anche dove non esistevano?
Sanno gli agricoltori che i loro amici cacciatori importano i cinghiali dall'est europeo e li immettono nei territori contravvenendo alla legge 157 che vieta l'inquinamento genetico?
Se non lo sanno si informino e se lo sanno sono opportunisti.
Gli indennizzi non bastano perchè l'imperativo è uccidere (si chiami cacciare, abbattere, prelevare....la sostanza non cambia).
Ma, nei casi accertati di danno,  si conoscono e si attuano i metodi di allontanamento altrove utilizzati?
Auguriamo ai volonterosi una riflessione e agli altri consigliamo: giù la maschera!

........................GRUPPO BAIRO Onlus        
www.bairo.info
 

firme dei sostenitori del messaggio: 

p.s. articoli di cronaca in allegato

IL GAZZETTINO DI PORDENONE
2 Giugno 2005
 
Ricomincia ufficialmente in provincia la lotta agli animali "colpevoli" di arrecare danni all’agricoltura 
Cinghiali, si riapre la caccia 
Intanto sul "tavolo verde" è polemica tra la Coldiretti e l’assessore Francesconi
 
provincia di Pordenone
Si riapre la caccia ai cinghiali, "colpevoli" di causare danni all'agricoltura. Complessivamente gli abbattimenti saranno 65, 35 in meno rispetto a quelli concessi lo scorso anno. Resta però il fatto che la campagna di abbattimento dei cinghiali in provincia di Pordenone è già iniziata. Per ora sono state autorizzate le riserve di Spilimbergo e Pinzano (in quest'ultimo territorio sono già stati uccisi quattro capi), ma sono in corso di approvazione altre 11 di altrettanti comuni della fascia montana e pedemontana della Destra Tagliamento. Intanto sul "tavolo verde" scoppia la polemica. Il vicecommissario della Coldiretti Silvano Capannini ha "aperto il fuoco" contro l'assessore Renzo Francesconi. «Non ha mantenuto le promesse». Secca la replica: «Non è vero».
 
L'assessore provinciale Marco Pottino ha esteso le uccisioni a 15 riserve in provincia. Gli agricoltori: «Stavano facendo troppi danni» 
Già riaperta la caccia al cinghiale 
Potranno essere abbattuti in tutto 65 animali. Autorizzazioni attive a Pinzano e Spilimbergo

Complessivamente gli abbattimenti saranno 65. Ben 35 in meno rispetto a quelli concessi lo scorso anno. Resta però il fato che la campagna di abbattimento dei cinghiali in provincia di Pordenone è già iniziata. Per ora sono state autorizzate le riserve di Spilimbergo e Pinzano (in quest'ultimo territorio sono già stata uccisi quattro capi), ma sono in corso di approvazione altre 11 di altrettanti comuni della fascia montana e pedemontana della Destra Tagliamento.
«Abbiamo chiesto alla Provincia di attivarsi - ha spiegato il vice commissario della Coldiretti Silvano Capannini - in seguito alle segnalazioni dei nostri associati. Questo è un periodo delicato perchè ci sono le semine. Parecchi coltivatori ci hanno fatto presente che i cinghiali entravano nei campi, in particolare nella zona pedemontana e creavano parecchi problemi. In pratica si mangiavano i semi, costringendo ad una nuova semina. Ci sono stati casi di associati che hanno dovuto riseminare ben quattro volte. È ovvio che aumentano tutti i costi con seri problemi per i nostri coltivatori. Per questo abbiamo sollecitato la Provincia e devo dire che l'assessore competente, Marco Pottino, si è dato subito da fare».
Il vicesegretario fa però una precisazione. «Per quanto ci riguarda non vogliamo assolutamente passare come gli "steminatori di cinghiali", nessuno di noi lo è, ma il problema è legato al risarcimento del danno che questi animali provocano alle colture. Attualmente non esiste la possibilità che la Regione risarcisca l'intero danno, ma contribuisce eventualmente con un parziale indennizzo che non copre tutte le spese sostenute. Se l'Ente coprisse tutto per noi non servirebbe affatto arrivare all'uccisione dei cinghiali. Purtroppo così non è. L'unica possibilità, quindi, è quella di attivarsi sul fronte degli abbattimenti».
«Rispetto allo scorso anno - ha spiegato l'assessore provinciale Marco Pottino - ci siamo attivati in tempo anche se devo dire che alcune autorizzazioni regionali sono arrivate con un pò di ritardo. Abbiamo comunque provveduto ad inviarle alle riserve di competenza e credo che tra qualche giorno saranno tutte attive. Come lo scorso anno abbiamo autorizzato per gli abbattimenti le guardie venatorie, i cacciatori della riserva interessata proprietari dei fondi. Il permesso durerà sino a fine luglio e credo, visto il periodo, che questa volta il numero dei capi abbattuti sarà decisamente più alto». ldf
 
 
IL SECOLO XIX
02/06/2005
 
BREVI
 
Santa Margherita - Abbattimento dei cinghiali prorogata la sospensiva

provincia di Genova
Il Tar ha prorogato di altri 15 giorni la sospensiva del piano di controllo dei cinghiali, redatto dal parco di Portofino. L'argomento ritornerà in camera di consiglio il 16 e fino a tale data l'abbattimento con l'uso delle gabbie resta proibito. «E' una soddisfazione per chi aveva fatto ricorso al Tar - dice l'avvocato Daniele Granara, legale di Enpa e Italia Nostra - I cinghiali per ora sono salvi».

 
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