Egregi signori
noi consigliamo all'ex sindaco Raffaele Leone di rinunciare ad alimentarsi così che egli possa provare cosa voglia dire soffrire e morire di fame, come diventi indispensabile anche  aggredire per mangiare e difendersi dall'ostilità  di coloro, tra i quali l'ex sindaco, che con la loro dottrina francescana promuovono  atteggiamenti incivili e illegali.
Istigare all'affamamento di animali come il cane e come il gatto, giudicati dalla legge animali d'affezione, a favore dei quali sono state emanate varie norme a protezione, per salvarli dall'abbandono e quindi dal randagismo, significa essere fuori legge e senza coscienza, in una sorta di far west dove la durezza, l'indifferenza, la crudeltà  vengono innalzate a dottrina.
Noi siamo dalla parte di chi chiede un canile decente a ospitare e a non imprigionare i cani (sterilizzandoli, facendoli adottare), dalla parte di chi vuole siano censite e sterilizzate (alimentate e curate) le colone feline nel territorio in cui si trovano, proprio come la legge quadro nazionale n. 281 del 14 agosto 1991 impone.
Ovunque, dove si è voluto affamare,  il TAR ha sentenziato la colpevolezza di questa iniziativa e quindi, come dovrebbero essere giudicati (se un tribunale li volesse processare) gli amministratori che, non solo non rispettano le norme ma fomentano tra i cittadini la loro evasione?
Noi crediamo che chi ha coscienza e intelletto debba prendere delle forti decisioni.
Intanto noi invitiamo tutti a disertare la città fino a che l'amministrazione comunale si esprima come civiltà e legalità vogliono.

........................GRUPPO BAIRO Onlus        
www.bairo.info
 

firme dei sostenitori del messaggio: 

p.s. articolo di cronaca in allegato

GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Siracusa)
14/06/2005
 
Cani abbandonati, nuova "emergenza" a Noto
 
NOTO. (vr) Una lotta senza fine e senza alibi. Una lotta che dura da anni, e che ha aperto un serrato dibattito concentrato sulla costruzione di un decoroso canile (l'attuale rifugio, "realizzato" sulla statale Noto-Rosolini, può contenere a malapena venti animali, ma arriva ad ospitarne quasi il doppio). E prima ancora gli sforzi devono tendere ad arginare il randagismo. Che a Noto, negli anni, ha fatto tante "vittime". Anzi, proprio in questi ultimi giorni c'è stata una nuova recrudescenza del fenomeno, destinato senza interventi a incrementarsi, che tra la gente ha prodotto diverse iniziative. Prima fra tutte una raccolta di firme presentata alle autorità competenti, ma anche diverse denunce, mentre coloro che vivono nei pressi del canile si sono addirittura rivolti alla Procura. In città, così come nelle contrade e persino nella riserva naturale di Vendicari, il randagismo è diventato un vero allarme. Tutto l'anno. E le reazioni non mancano. "Mi risulta ci sia stata una sollecitazione da parte dei carabinieri perch‚ l'amministrazione comunale intervenga", ha commentato l'ex sindaco Raffaele Leone, che a distanza di anni continua a difendere il suo provvedimento che vietava di alimentare cani e gatti randagi nei centri abitati e nelle campagne, e che nell'estate del 2000, allorquando fu emanato, generò polemiche. "Quell'ordinanza fu revocata dall'attuale sindaco, senza però che il problema fosse risolto. Sarebbe il caso, nell'attesa di procedere alla sterilizzazione, che l'ordinanza venisse riproposta", ha detto l'ex sindaco Leone. "La nobile Noto deve fare i conti col fenomeno del randagismo", è stato il commentato di alcuni turisti che hanno scelto la città barocca per le loro vacanze. Pericoli in città come nelle contrade. I branchi di cani avanzano. "A Lido di Noto, ma anche a Calabernardo - hanno detto i villeggianti delle borgate marine che richiedono interventi - il fenomeno avanza incontrastato". Anche nell'oasi di Vendicari. "All'interno della riserva - ha detto il portavoce dei Verdi Pino Iuvara - è facile incontrare branchi di randagi che oltre a rappresentare un elemento di forte disturbo per la fauna, a volte sono pericoli anche per i visitatori. Ci sembra ridicolo il divieto di introdurre animali domestici quando all'interno della riserva sono presenti tanti animali randagi". Vincenzo Rosana
 
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