Egregi signori
Noi non abbiamo parole ma sentimenti forti, duri come la pietra, per l'ignobile, indegno essere che qualcuno chiama uomo ma il cui vero nome dovrebbe essere mostro, bruto, demonio.
Sentimenti di strazio e di immensa pietà per il cavallo, animale mansueto, pacifico, amico innocente.
Contro quel mostro di violenza, di barbarie, di spietata follia e contro tutti quelli che, piagnucolando, inermi, passivi, vigliacchi hanno lasciato che la violenza venisse scatenata nei confronti della vittima innocente che non ha osato ribellarsi  per fedeltà a quel sacro legame d'affetto.
Un insegnamento che tutti dovrebbero captare per modificare i loro pensieri e le loro azioni, per imparare, una volta di più quanta semplicità e quanto coraggio insegnino a noi gli animali, nostre vittime, nostri agnelli sacrificali.
Ma anche, di nuovo e sempre, quanta vigliaccheria, quanta violenza, quanta barbara cecità passata nel silenzio e nell'omertà, ci arrivino dagli esseri umani.
Noi vogliamo che la legge 189/2004 venga applicata, che almeno una persona, presente al fatto, abbia la coscienza e il rigore morale di denunciare il criminale. Che lo spirito e la lettera di un pronunciamento del Parlamento italiano siano considerati inderogabili da chiunque possa giudicare. Che esseri tanto immotivatamente crudeli (ammesso che la crudeltà possa avere un motivo che la giustifichi) vengano emarginati perchè pericolosi in quanto capaci di inquinare la coscienza collettiva. 
Altrimenti niente potrà essere sperato, nessun paradiso potrà mai tornare tra gente feroce e indifferente, nessun dio potrà mai essere rappresentato dall'essere umano. Tutto il  male sarà ancora possibile.

........................GRUPPO BAIRO Onlus        
www.bairo.info
 

firme dei sostenitori del messaggio: 

p.s. articoli di cronaca in allegato

LIBERO - 22 GIUGNO 2005
 
Padrone massacra di botte il suo animale che si lascia uccidere senza reagire
 
La cavalla buona e l'uomo bestia
 
di Oscar Grazioli
 
Chi c'era afferma che gli occhi della cavalla erano sconvolti, non dal dolore ma dall'incredulità. C'era allegria nell'aria quella domenica, l'allegria delle fiere di paese in una bella giornata di sole e di caldo temprato da un'aria fresca che a Collagna non manca mai. Collagna, amena località montana dell'Appennino reggiano proiettata verso il profumo della Lunigiana e del golfo di Spezia... Quella mattina di primo giugno, a Collagna si teneva, come tutti gli anni, la " fiera merci e bestiami ", una delle mille fiere di paese che ogni giorno di festa, nei mesi estivi, dovrebbe movimentare la vita degli abitanti e quella dei turisti. Le solite bancarelle, gli stand gastronomici con gnocco fritto e salumi, l'immancabile gazebo di peruviani che vendono le malinconiche note della cordigliera. Non mancano poi gli artisti di strada, il mangiafuoco, l'uomo sui trampoli e il lanciatore di coltelli. Poi deve per forza esserci qualche bestia a fare un po' di spettacolo, sennò che fiera è? E allora c'è il maiale unto d'olio da catturare o il rodeo dei vitelli o la corsa degli asini o, peggio di tutti, lo spettacolo circense con il povero leone spelacchiato, i denti cariati e le ossa divorate dall'artrite. Quel pomeriggio a Collagna c'era un altro top che raramente manca in una sagra di paese seria. Lo spettacolo equestre, con la straordinaria partecipazione dei Butteri dell'alta Toscana. «Venghino siori, venghino a divertirsi, venghino siori e bambini 3;.». E sono venuti. Un piccolo gruppo di giovani a cavallo, vogliosi di farsi vedere, di mostrare le loro bestie, le selle, i finimenti, gli speroni da cow boy. Vogliosi soprattutto di far vedere ai Butteri come si comanda un cavallo. E tra un "cin cin" e un "prosit", tra una generosa scollatura e una gonna trasparente, salgono i toni, le battute si fanno più grevi, gli scherzi più feroci. L'alcol lavora veloce e infido. Forse qualcuno gli ha allentato la sella, forse l'ha sistemata male lui. Il giovane sale d'un colpo e scivola dall'altra parte della cavalla tra gli scherni dei presenti e il sorriso di un buttero che guarda la scena divertito. Ci riprova ancora, ma il tentativo va a vuoto. Frizzi e lazzi si sprecano. La ragazza con le tette fuori ride di lui. Parte il primo calcio, dritto nella pancia. Il giovane inveisce contro la cavalla, mentre lascia andare una serie di calci con la punta dello stivale. Nitriti di dolore, nitriti di sorpresa. La gente intuisce e mormora, ma la furia si alimenta come il fuoco al vento. Il pugno è diretto in pieno muso, poi un altro e un altro ancora. Ancora calci nel ventre, sulle zampe e poi pugni a non finire dovunque. Ma che fa, si chiedono, la vuole ammazzare a pugni e calci? Sì, è la sua intenzione. La cavalla potrebbe alzarsi sui posteriori e sfracellare la testa dell'uomo con gli zoccoli. Ma non lo fa, non lo può fare, vincolata come è da un patto antico che non le permette di fare del male ad essere umano. E allora non rimane che indietreggiare fino all'orlo del campo di calcetto. Rotola giù per la scarpata scomposta e sbatte la testa contro una grossa pietra. Silenzio, qualcuno piange, altri invocano aiuto. Il giovane si ferma, la furia si placa. Pochi minuti e arrivano i soccorsi. Due veterinari veglieranno la cavalla cercando di tamponare il sangue che sgorga dal naso e dalle orecchie. Muore a mezzanotte. Dicono che negli occhi avesse ancora un misto di tristezza e di incredulità.
 

 

NEWSLETTER     Corpo forestale dello Stato
23/06/05

- 1 - COLLAGNA (REGGIO EMILIA): DENUNCIATO A PIEDE LIBERO IL PROPRIETARIO DI UN CAVALLO; PERCUOTE L’ANIMALE, CHE SCIVOLA, BATTE LA TESTA E MUORE

Il fatto è avvenuto lo scorso 5 giugno, durante la fiera di Collagna. Secondo la ricostruzione fornita ai forestali, il proprietario di un cavallo, non riuscendo a risalire in sella per tornare a casa, percuote violentemente l’animale. Il cavallo scivola, precipita in una scarpata e sbatte violentemente la testa. Inutili le cure. Ora un uomo di Castelnuovo ne’ Monti dovrà risponderne davanti all’Autorità giudiziaria

17 Giugno – E’ stato denunciato a piede libero un uomo di Castelnuovo ne’ Monti, in provincia di Reggio Emilia, secondo le nuove normative a protezione degli animali. L’intervento degli agenti del Corpo forestale dello Stato è scattato su segnalazione del Presidente dell'Enpa, Ente nazionale Protezione Animali.
L’accusa riguarda la morte di un cavallo, avvenuta lo scorso 5 giugno a Collagna, nel centro del paese, durante la tradizionale fiera di merci e bestiame che si svolge annualmente. Secondo una prima ricostruzione dei fatti l'uomo, proprietario del cavallo con il quale aveva anche raggiunto la manifestazione, per non essere riuscito a rimontare in sella e così poter rientrare alla propria abitazione, avrebbe perso la pazienza e percosso violentemente con calci e pugni l'animale. Il cavallo, sotto i ripetuti colpi del padrone, è scivolato all'indietro sull'erba e sarebbe precipitato per la scarpata del campo di calcetto di Collagna, andando a sbattere violentemente la testa contro una pianta e contro la parete di un fabbricato rurale. Nonostante l’immediato soccorso prestato da alcune persone presenti e le cure ripetute di ben due veterinari, accorsi in un secondo momento, l’animale non ce l’ha fatta. E così è morto verso mezzanotte, a causa delle molteplici ferite riportate; la sua carcassa è stata recuperata la mattina seguente per essere portata ad un centro specializzato di distruzione. Ora il suo proprietario dovrà risponderne davanti all’Autorità giudiziaria.

 

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