Egregi signori
Siamo d'accordo nel considerare un delfinario come  lager per delfini, cioè per mammiferi intelligenti, sensibili, solari.
Sembra che l'essere umano abbia dimenticato il divertimento sano e, oppresso com'è dalla vita sociale, scarichi tutta la sua impotenza e l'aggressività accumulata sulle creature indifese.
Perchè continuare su questa strada?
Da una parte si creano  parchi marini dall'altra le prigioni.
L'agognato flusso turistico si promuove con la civiltà della fantasia e non con la retorica della prepotenza.
Chiediamo al comune di Trieste di opporsi a un progetto che la sensibilità dei molti reputa di infima consistenza.

........................GRUPPO BAIRO Onlus        
www.bairo.info
 

firme dei sostenitori del messaggio: 

p.s. articolo di cronaca in allegato

Il Piccolo di Trieste
30/06/05
 
Parco del mare e turismo

I delfini sono mammiferi estremamente intelligenti, con una ricca vita sociale e protagonisti da sempre di episodi di spontanea e generosa solidarietà verso gli esseri umani. I delfinari sono dei lager in cui questi animali sono segregati, costretti a una vita innaturale e in cui la loro intelligenza e mitezza vengono sfruttate per procurare divertimento ad esseri umani troppo stupidi o insensibili per preoccuparsi della violenza e della crudeltà che stanno dietro a certi spettacoli.
Il presidente della Camera di commercio Paoletti e la lobby di Centrodestra, nel volere la costruzione di un delfinario a Trieste, forse questo lo ignorano o forse non se ne preoccupano, reputando tale «attrazione» in grado di promuovere l’agognato flusso turistico. Certo non di turisti colti e raffinati, che sfuggirebbero come la peste acquari, delfinari e acquasplash, ma evidentemente questi non fanno parte del target... Viste le serie difficoltà costantemente incontrate nel campo delle manifestazioni culturali, dall’amministrazione di Centrodestra, per contro molto versata nell’organizzare spettacoli di tipo ludico o paramilitare, a questo tipo di intrattenimenti popolari si vuole ora aggiungere anche il circense.
A nostro avviso inoltre tutto il progetto del «Parco del mare» andrebbe ripensato. Innanzitutto i cittadini dovrebbero poter non solo «capire quale sarà il futuro urbanistico della città» come espresso dall’esponente dei Ds Bruno Zvech, ma poter partecipare alle scelte sul futuro urbanistico della città, senza vedersi calare sulla testa progetti dal costo elevatissimo e dall’incerta ricaduta.
L’utilizzo del terrapieno di Barcola dovrebbe essere scelto prima in base alle esigenze comunicate dalla cittadinanza e non solo in funzione dell’attrarre ipotetici turisti danarosi.
Inoltre i turisti che cercano divertimenti stile acquasplash possono trovarli già in numerose località vicine. Può invece essere opportuno creare spazi per istituzioni scientifiche, museali ed espositive, purché desiderate dai cittadini, dato che il turismo che la nostra città può attrarre è soprattutto quello legato ad eventi culturali o emporiali.
Chiara Bernardoni

direttivo provinciale

dei Verdi
 

Risposta di Fabio Scoccimarro Presidente della Provincia di Trieste

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