Egregi signori
Che strano!   Leggendo l'articolo in calce  verifichiamo che i cacciatori  del "Club della palomba" hanno un'etica, venatoria naturalmente, più avanzata di quella dell'INFS. 
Ma l'INFS non dovrebbe avere a cuore la fauna selvatica, far rispettare la legge, dare o negare consensi?
Si spara nei parchi per uccidere (ma eufemisticamente: contenere) questa o quella specie a cui viene addebitato il degrado dell'ambiente perchè, tanto, come può difendersi un animale?
Si importano cinghiali alloctoni per ucciderli con il beneplacito o il silenzio assenso di chi dovrebbe impedirlo considerato che tale attività produce inquinamento genetico.
Le Province hanno gioco facile, sbandierando danni che nessuno può verificare nella reale consistenza ed esatta provenienza, consentono la caccia in ogni periodo dell'anno perciò questo "nobile" sport dell'ammazzare creature innocenti e indifese, va avanti privilegiando l'infima minoranza e penalizzando la grande maggioranza a cui non si dà ascolto.
E' dell'uomo la viltà della menzogna.
Questo è il nostro amato "Bel Paese".
 
........................GRUPPO BAIRO Onlus        
www.bairo.info

 
firme dei sostenitori del messaggio: 

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

 
IL MESSAGGERO
Domenica 3 Luglio 2005
 
APPELLO 
«Caccia al colombaccio, il 4 settembre è troppo presto»   
Il Club della palomba: in quel periodo l’uccello è ancora nella fase riproduttiva, sarebbe una strage di piccoli
 
 
di MICHELE CIOCCONI
 
Un appello all'etica venatoria. Lo lancia alla Regione l'Associazione nazionale cacciatori tradizionali di colombacci, che non ha proprio digerito la decisione della Giunta regionale di anticipare a domenica 4 settembre l'apertura della caccia al colombaccio.
Per la “Colomba Palumbus”, questo il nome scientifico della specie, la normativa prevede infatti una stagione venatoria che va «dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio». «A quali principi d'ordine faunistico - si chiede il Club della palomba - ci si è ispirati nel prendere tale decisione? In attesa di una risposta, come associazione abbiamo il dovere di esprimere sin d'ora il nostro più netto dissenso, e di esternare tutto il nostro impegno per far rimuovere una vistosa anomalia contenuta nella proposta della Giunta».
Il problema principale sta nel fatto che, per il colombaccio, la fase riproduttiva si prolunga ogni anno per tutto il mese di settembre, «e ciò è dovuto a fenomeni legati alle mutazioni climatiche, al tipo di colture in essere nei terreni ed all'aumentata sedentarietà della specie. Dunque perché uccidere un genitore che parte dal nido dove i figli sono appena nati, o che vi fa ritorno portando con sé il cibo necessario per i piccoli?».
Etica venatoria a parte, ciò su cui l'associazione vuole richiamare maggiormente l'attenzione è la normativa, più precisamente la direttiva europea 409/79 ed il più recente documento redatto dalla Commissione UE “Ornis”, «che dispongono il divieto di far coincidere il periodo biologico della riproduzione di ogni specie con quello della loro cacciabilità».
Il Club della palomba ribadisce dunque le proprie ragioni, e si augura che «tra i primi a prendere atto di queste richieste ci siano il direttore dell'Istituto nazionale della fauna selvatica, professor Toso, l'assessore Bottini, titolare della proposta, e ovviamente il presidente della Giunta regionale, Maria Rita Lorenzetti».
 
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