Egregi signori
l'esempio di ci˛ che sanno fare e fanno i ricercatori lo date voi stessi con l'articolo in calce che Ŕ soltanto uno dei pochi che vengono scritti e, naturalmente, in quanto stampa italiana parlate di ricerca straniera. Di quella italiana, semmai,  ne parleranno i mass media stranieri.
Si tace molto, la ricerca italiana  e i suoi metodi (se non uguali altrettanto cruenti) resta relegata nei documenti scientifici, nelle pareti murate dei laboratori, nella coscienza sporca e feroce di chi la effettua e di chi la autorizza. Niente viene fatto trapelare al grande pubblico.
I mass media non sanno, le persone non sanno, coloro che dovrebbero trarre vantaggio non sanno e, siamo certi che molti, se sapessero, rifiuterebbero di essere curati con metodi che passano attraverso l'ignobile violenza fatta ad altri esseri innocenti, capaci di sofferenza come gli umani.
I metodi alternativi non vengono finanziati, si istituisce la Piattaforma ma..... senza entusiasmo e senza veritÓ.
Eppure questi metodi giÓ esistono, sono possibili ma il sadismo dei vivisettori ne impedisce lo sviluppo mentre si tace degli errori anche gravi della ricerca sugli animali, della differenza di questi con l'uomo (si consiglia la lettura di  Hans Ruesch "La medicina smascherata).
La compagine dei vivisettori, come una setta religiosa, consuma i suoi riti nei nascondigli invalicabili, nel vigliacco silenzio suggerito dal privilegio personale, dalla durezza, dall'indifferenza. Gente che incide, spezza, amputa, acceca, brucia, taglia, penetra..... e poi, come se altre leggi, altre morali varcando la soglia del laboratorio li autorizzassero  a rinascere innocenti,  con quelle stesse mani, con quello stesso cuore, con quella stessa coscienza si inteneriscono accarezzando i propri figli, si compiacciono sentendosi in pace.
Come tutte le vergogne umane la conoscenza e la visione della vivisezione restano segrete.
Vogliamo invitare i mass media a scoperchiare la pentola, a pretendere di sapere, di conoscere le azioni, i metodi, a non restare schiavi di un protocollo settario, inesplorabile. La vivisezione ci appartiene. In quanto malati, in quanto paganti, in quanto cittadini, in quanto umani.
Vi invitiamo al coraggio della conoscenza.
 
........................GRUPPO BAIRO Onlus        
www.bairo.info

 
firme dei sostenitori del messaggio: 

p.s. articolo di cronaca in allegato

IL GAZZETTINO DI PORDENONE
Martedý, 19 Luglio 2005
 
CROAZIA
Zagabria
Spezzano le ossa delle zampe a 22 cagnolini per provare l'efficacia di un nuovo farmaco contro l'osteoporosi.
 
Protagonista dell'agghiacciante fatto la facoltÓ di Veterinaria dell'UniversitÓ di Zagabria che ha iniziato una serie di esperimenti su 32 cuccioli presi come cavie per testare un nuovo farmaco per combattere l'osteoporosi prima di metterlo in commercio.Secondo l'equipe di veterinari, il farmaco sarebbe molto pi¨ efficace di quelli attuali e soprattutto meno costoso. Gli esperimenti sono iniziati nonostante la campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica promossa dall'associazione nazionale "Amici degli animali". Domenica, nella centralissima piazza Jelacic, oltre 600 persone hanno manifestato contro gli "spietati" ricercatori per convincerli a desistere dagli esperimenti e accogliere le richieste dell'Organizzazione per la tutela degli animali. A nulla Ŕ valso nemmeno l'appello del decano ella facoltÓ stessa, Liliana Pinter, che si era schierata con i manifestanti. Parole al vento anche quelle dell'ex ministro della SanitÓ, Andria Hebrang, secondo il quale alla base della triste vicenda ci sarebbero grossi interessi finanziari.Esperimenti come questi sono vietati nei Paesi occidentali e nell'Unione Europea. Perci˛, qualche multinazionale dell'industria farmaceutica avrebbe pagato per poterli svolgere in Croazia. Intanto, il decano della facoltÓ ha ordinato l'apertura di un'inchiesta alla magistratura, disponendo anche la sospensione immediata del dottore e docente Anton Brkic che avrebbe spezzato le ossa delle zampette ai 22 cuccioli.
Flavio Forlani
 
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