Sent: Sunday, January 25, 2004 8:26 PM
Subject: Non più agli aguzzini

 
Egregi signori
Ci riferiamo all'articolo allegato.
Sosteniamo l'azione di quelle persone che non vogliono restituire i cani a colui al quale sono stati sequestrati.
Sosteniamo fortemente l'immoralità della restituzione all'aguzzino che li ha maltrattati anche se, ritenuta "legale".
Invitiamo le istituzioni ad intervenire per dare un seguito nobile e lungimirante a tale sequestro per non rendere la legge che pure è stata emessa per gli animali, ridicola e, nei fatti, illegittima.
I cani hanno sofferto, hanno trovato chi li cura, lasciateli vivere al meglio.
 
 
.............................. GRUPPO BAIRO Onlus
 
Firme dei sostenitori del messaggio:
 
 
p.s. articolo di cronaca in allegato
 

 
 
GAZZETTA DI PARMA - 20/01/2001
 
CASO–Timbuctù contro la decisione del giudice di restituire le bestie al padrone che le aveva
maltrattate
«Per quei cani pronti a incatenarci alle gabbie»

 

Fulmine è terrorizzato dagli esseri umani e non accetta di farsi neppure avvicinare. Gunter e Benson invece hanno imparato a smettere di tremare ma solo se riconoscono la mano amica dei volontari che li accudiscono.

«Proprio per questo, pur di tenerli con noi, siamo disposti a incatenarci alle sbarre delle gabbie», spiega Patrizia Pizzorni del canile municipale. Preannunciando battaglia in nome di quelle bestiole che da più di due anni sono ospiti della struttura di via del Taglio. Dove l'amore dei volontari ha fatto quasi del tutto il miracolo di fare svanire la paura.

«Noi vogliamo difendere i dodici cani da caccia, in particolare bracchi e spinoni, che sono arrivati qui in seguito ad un sequestro -- spiega la presidente della cooperativa Timbuctù che gestisce il canile. - Le guardie zoofile li hanno trovati maltrattati e in stato di denutrizione, e per questo li hanno affidati al canile, denunciando nel contempo il proprietario».

Era il gennaio del 2001: quel branco di bestiole spaventate ha sostato per un po' in una struttura della provincia prima di arrivare in via del Taglio. «Erano terrorizzati e compromessi psicologicamente e solo con molta pazienza siamo riusciti a conquistare la loro fiducia, curandoli con affetto». Lo stesso che il proprietario non aveva mai dato loro visto che, nel frattempo, l'uomo ha patteggiato davanti al giudice e ha pagato con una multa il disinteresse per i propri cani.

«In seguito però a questa sentenza, il giudice ha emesso una ordinanza di restituzione delle bestiole che dovrebbero tornare al proprietario. Noi non vogliamo che ciò succeda e faremo di tutto per impedirlo», aggiunge Patrizia Pizzorni che sogna per quei cani un destino diverso, fatto, quando possibile, di un'adozione da parte di famiglie disposte a farsi carico di animali dall'equilibrio così scosso.

«Per parte nostra condividiamo questa speranza - aggiunge Roberta Tagliati, funzionario tecnico del Comune. - Se il proprietario dovesse reclamarli, emetteremo immediatamente una richiesta di rimborso spese per gli oltre due anni in cui ci siamo occupati dei cani».

Uno stratagemma evidente per spingere il vecchio proprietario a rinunciare agli animali, garantendo loro una nuova vita il più possibile tranquilla. «Il padrone non si è fatto vivo per tutto questo tempo e speriamo non lo faccia neppure ora», conclude la presidente di Timbuctù. Mentre Fulmine, ignaro di quanto gli accade intorno scodinzola timido a chi offre una carezza e una ciotola di zuppa.
 

home bairos@tin.it torna alla pagina dei messaggi