Egregi signori
La Sardegna non è nuova ad episodi di barbara violenza verso gli animali. Anzi, nell'isola gli animali sono considerati peggio delle cose delle quali si ha molta più cura.
La nostra coscienza e i nostri sentimenti si rivoltano leggendo quanto denunciato dagli articoli in calce.
Gli animali, esseri viventi, capaci di soffrire, avere fame, paura, abbandonati alla sorte più crudele dall'indifferenza delle istituzioni e dall'incapacità e insipienza degli abitanti, vengono sacrificati con la violenza più aberrante da bruti che di umano hanno solo le fattezze quando non vagano per le strade in cerca di un turista compassionevole che abbia cura di loro e, magari, li prenda con sè.
L'orgoglio di una società sta nella sua crescita culturale e morale, cioè nell'impegno di ogni cittadino a migliorarsi, a sensibilizzarsi soprattutto verso le creature innocenti e totalmente indifese.
Le istituzioni sarde non sono certo un modello sotto questo aspetto, casi come quelli odierni si leggono continuamente sui giornali mentre le risposte restano sempre le stesse:  apatia invulnerabile, inadempienza legislativa, arroganza amministrativa.
Invitiamo i cittadini sensibili e civili a non fermarsi alle lamentele ma a proseguire la loro opera di pressione verso le istituzioni di ogni genere affinchè compiano quel dovere che la legge impone loro nei confronti degli animali (legge quadro 281 del 14 agosto 1991, legge successiva regionale, legge 189/2004, codice penale, ecc.) dando esempio di correttezza  e meritando in questo modo il rispetto di tutti.
Soltanto attraverso un comportamento evoluto e consapevole e non grazie al mare azzurro,  alle spiagge candide e alle rocce rosse, la Sardegna troverà il suo posto nel cuore di chi è compiutamente umano.
Altrimenti resterà soltanto una collezione di pietre.

 
.....................GRUPPO BAIRO Onlus        
www.bairo.info
 
 
firme dei sostenitori del messaggio: 

p.s. articoli di cronaca in allegato

 

LA NUOVA SARDEGNA
DOMENICA, 28 AGOSTO 2005 
 
Sardegna
 
di Gianni Bazzoni 
 
Avvelenati, impiccati o interrati vivi   
Sono troppi i randagi a Platamona Ecco come va avanti lo sterminio 
 
SASSARI. C’è qualcuno che ha dichiarato guerra alle decine di cani randagi che sostano nella zona tra la pineta e la spiaggia di Platamona. Una trentina di cuccioli, partoriti di recente, infatti, sono stati eliminati con una azione sistematica da «killer» che hanno agito con diverse modalità. Una delle volontarie che assistono gli animali ha denunciato di avere trovato cuccioli sotterrati nella pineta dentro le buste di plastica. Alcuni sarebbero stati interrati quando erano ancora vivi.
Una morte orribile per gli animali, vittime senza colpa di una situazione che - nonostante sia stata denunciata più volte - non è mai stata affrontata in maniera adeguata dalle varie istituzioni che hanno competenza per la gestione dei problemi legati al fenomeno del randagismo. Così, prendendo come pretesto il grave disagio e i rischi inevitabili dal punto di vista igienico e sanitario, qualcuno ha pensato di avviare una campagna di sterminio che ha aggiunto solo una buona dose di crudeltà a una vicenda che è ben lontana dall’essere risolta.
Dei 29 cuccioli «censiti» dai volontari ne sono rimasti solamente otto e la paura che possano fare la fine degli altri è più che giustificata.
«Siamo testimoni di violenze incredibili - hanno raccontato i volontari - che non dovrebbero esistere in un paese civile. Oltre ai cuccioli sotterrati, abbiamo scoperto anche delle carcasse in avanzato stato di decomposizione con legacci intorno al collo e fissati alla coda. Anche per questi esemplari una morte orribile».
La situazione deve essere precipitata nell’ultimo periodo, dopo che c’erano state delle avvisaglie con i primi avvelenamenti, pare con il topicida versato nelle ciotole dell’acqua.
«Per cercare di gestire il problema senza causare disagi agli operatori della zona - ha affermato una delle ragazze che assiste gli animali investendo risorse proprie - abbiamo tentato di portarli in fondo alla pineta, in una zona defilata. Qui abbiamo posizionato degli scatoloni grandi come cucce che, però, sono stati portati via. Tre cani sono stati sterilizzati a nostre spese, d’intesa anche con la Lida. Ma è un impegno notevole che da soli non possiamo reggere: decine i fax inviati al servizio veterinario dell’Azienda sanitaria locale che conosce molto bene il problema». Non c’è stato, però, un intervento importante, a tutela di tutti.
Le proteste, da quando è cominciata la stagione estiva si sono sprecate. Soprattutto per la presenza delle zecche «trasportate» dai cani fin sulla spiaggia, dove stazionano spesso.
«Abbiamo speso tanti soldi per acquistare la medicina contro le zecche, cambiando diversi prodotti - ha detto ancora una volontaria che opera a Platamona - ma siamo riusciti ad arginare il fenomeno solo in parte. Da soli non potevamo fare di più. E chi ha condannato a morte i cani non ha trovato la soluzione migliore: non potrà continuare a uccidere».
 
 
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LA NUOVA SARDEGNA
27-08-05
 
Olbia 
 
Due spari contro un volpino nel quartiere Isticcadeddu
 
OLBIA (SS). Ritorna l’incubo del killer dei cani. Questa volta il cucciolo è stato fortunato, ma la paura è tanta. Qualcuno ha esploso contro Birba, volpino di due anni, due colpi di carabina. Uno dei piombini è rimasto incastrato su un fianco, l’altro l’ha ferito leggermente sul dorso. Una bruttissima sorpresa per Rocco Mele, il suo padrone. Ieri mattina, mentre giocava con il cane, si è accorto di quei puntini neri. «All’inizio ho pensato si trattasse di zecche - spiega Rocco - poi quando ho controllato meglio ho capito che qualcuno aveva sparato a Birba. Perché? Il mio cane non dà fastidio a nessuno, è un cucciolo buono e docile».  Rocco vive nella zona di Isticcadeddu, in una casa con terreno tutt’intorno dove il volpino scorrazza liberamente. Nel quartiere i cani randagi sono numerosissimi e soprattutto negli ultimi mesi sono aumentate le lamentele da parte di quanti non tollerano la loro presenza. «Ma fino a ieri - aggiunge Rocco - non si erano mai verificati episodi di violenza». L’uomo si è rivolto alla polizia. Si tratta di capire se ci possa essere un collegamento con altri fatti simili accaduti l’inverno scorso: due cani uccisi a fucilate (uno a Bandinu, l’altro a Sa Mariedda), mentre a un terzo i veterinari avevano dovuto amputare una zampa devastata dai pallettoni. 

 
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LA NUOVA SARDEGNA
DOMENICA, 28 AGOSTO 2005 
 
Sardegna
 
TORTURE   
Gatto infilzato da una freccia 
 
SASSARI. Un gatto infilzato con la freccia sparata da una balestra è stato salvato grazie al pronto intervento di un veterinario che l’ha operato d’urgenza. Il grave fatto è accaduto nella borgata di San Giovanni. Sono stati i proprietari dell’animale a fare la brutta scoperta: «Durante la notte abbiamo sentito il gatto miagolare - hanno raccontato - e quando ci siamo avvicinati ci siamo resi conto che aveva una freccia (con la punta piegata) infilzata tra il torace e l’addome. Il dardo ha perforato il diaframma e il veterinario, dopo l’operazione, ha dovuto aspirare l’aria dal polmone per farlo riprendere». Il gatto, una femmina di tre anni di nome Barbara, ora sta meglio e ha superato la crisi sopravvenuta dopo il delicato intervento chirurgico. I suoi padroni hanno dovuto spendere quasi 300 euro per le cure mediche dell’animale. Nessuna indicazione sul feritore.
 
 
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