Egregi signori
I randagi, ovvero cani (animali d'affezione), gatti (animali d'affezione) non devono sparire nel nulla perchè esiste una legge di civiltà valida anche per il sud d'Italia, la 189/94.
Questa legge punisce con il carcere chi compie atti di crudeltà verso gli animali ed è compito delle istituzioni tutte farla rispettare. Altrimenti la Legge è come un aborto, non esiste.
Una legge si fa rispettare se per primi ne abbiamo considerazione, se le diamo credito, se la consideriamo indicatore di civiltà.
Questo noi pretendiamo dalle istituzioni italiane tutte, in particolar modo da quelle del meridione dove fenomeni di maltrattamento, abbandono, randagismo, sono  troppo frequenti senza che si dia loro il giusto risalto, la giusta interpretazione di valore.
Non è soltanto l'animale maltrattato o abbandonato ad essere colpito ma anche gli uomini carnefici e brutali che rendono la società  disumana. Perciò anche la società viene colpita e si degrada.
Si possono citare varie definizioni di civiltà (espresse da grandi uomini) e poi fare la prova del nove per sapere se la tale società rientra nella categoria: "La civiltà di un popolo si vede da come tratta gli animali"; "Quando si parla di verità e di giustizia non c'è differenza fra i grandi e i piccoli problemi perchè il principio che li governa è indivisibile"; "Verrà il giorno in cui uccidere un animale sarà considerato come uccidere un uomo".
E' troppo  chiedere l'adesione a tale principi ? Noi ci contiamo.
 
........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 
 
firme dei sostenitori del messaggio: 

p.s. articoli di cronaca in allegato

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (LECCE)
04/09/2005
 
Pochi animali in circolazione, un vero mistero 
Randagi svaniti nel nulla
Si teme che possano essere vittime di balordi
 
GALLIPOLI (LE) Emergenza randagi al rovescio. In questo scorcio d'estate, non è tanto la presenza di animali randagi a preoccupare cittadini ed ospiti, come per altro successo fino a pochi giorni or sono, ma la loro rarefazione sul territorio comunale; e questo perché, unitamente ai randagi, sono scomparsi alcuni cani di quartiere, come dire quelli adottati da persone che, non potendoli tenere in casa per i più disparati motivi, si prendono, però, cura di loro. «Quando interviene sul territorio l'accalappiacani della Asl - spiega una delle volontarie - è accompagnato da chi conosce la situazione e sa quali cani, malati o aggressivi, devono essere catturati. Le "sparizioni" di questi giorni lasciano supporre interventi non autorizzati e con chissà quale scopo: a volere essere ottimisti, per trasferirli in un qualche canile privato fuori dal territorio comunale, magari con la speranza che poi il Comune paghi la retta, non si sa con quali controlli alla distanza; da pessimisti, temiamo che possano ripetersi tristi episodi del passato». Quest'ultimo riferimento è ad una vicenda di qualche anno fa, sospesa tra certezze e leggende metropolitane, quando pare che, a sud del territorio comunale, fu trovata una sorta di fossa comune contenente numerosi corpi di cani uccisi. Più concreto il riferimento all'aspetto finanziario, perché dalle indagini dei volontari sarebbe emerso che il Comune liquida le rette, magari per cani ricoverati cinque o dieci anni fa, ma non c'è un censimento aggiornato delle loro presenze nei canili privati. I volontari, per altro, non intendono abbassare la guardia rispetto alle sevizie subite dai cani, e lanciano un appello perché chi dovesse esserne testimone chiami le forze dell'ordine, forte della normativa vigente. «A Gallipoli non è mai stato scoperto nessuno - sottolineano - malgrado il proliferare delle violenze». Ed infatti, dopo quello recentemente segnalato dalla Gazzetta, i volontari indicano gli ultimi due episodi, accompagnati dall'immancabile appello all'adozione. Si apprende così che nei giorni scorsi è stato ritrovato nelle cave di Mater Gratiae un cane giallo con le quattro zampe rotte; sulla strada, invece, chiamata dagli automobilisti a seguito di quello che si riteneva un incidente, la polizia municipale ha trovato un anziano cagnolino che il veterinario ha poi detto essere stato massacrato di botte. I due cani sono sopravvissuti: le cure ricevute presso il canile comunale hanno fatto il miracolo, ma la struttura è satura (questo, però, è un altro discorso) ed ora Giallo e Berni, come li hanno chiamati, cercano un padrone.
Giuseppe Albahari
 
 
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
 
La Questura aveva segnalato la presenza di mute di cani in via D'Aquino 
E' ancora allarme-randagismo
L'assessore Delibero chiede al prefetto di convocare un vertice

 
Taranto
E' ancora allarme randagismo in città. Alla luce della dimensione che il fenomeno sta progressivamente assumendo, l'assessore comunale alla Sanità, Francesco Delibero, ha scritto una lettera al prefetto, chiedendo la convocazione di un vertice allargato al procuratore della Repubblica, al questore, al direttore generale e al direttore del Dipartimento di prevenzione dell'Asl, per adottare con urgenza provvedimenti idonei ad arginare la crescente e pericolosa presenza di randagi per le strade cittadine. La Questura si è già attivata nei giorni scorsi per segnalare al responsabile dell'Unita operativa lotta al randagismo canino, la presenza di mute di cani che si aggirano in via D'Aquino. In diverse circostanze il «poliziotto di quartiere» è dovuto intervenire, pur in mancanza di idonea strumentazione, per allontanare i cani che potevano costituire un pericolo per i passanti ed in particolar modo per i bambini che passeggiavano. Gli agenti hanno avvertito le autorità competenti e i veterinari che operano presso il presidio ospedaliero «Testa».
 
 
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