Noi, associazioni contro la caccia, cerchiamo di parare le fucilate con uno scudo di cartone.
Noi ci affidiamo ai comunicati, i cacciatori alle azioni. Azione è infatti la proposta di legge Onnis.
Invece di affermare il nostro pensiero (quello del 75-80% o più degli italiani) con i metodi  sì di civiltà, ma di una civiltà forte, sicura di sè, una civiltà astuta che cerca, scopre e mette in azione fantasia e intelligenza per ricacciare l'avanzata illegale dei cacciatori noi, semplicemente, "rispondiamo".
Restiamo al seguito, ci riserviamo la seconda mossa, non preveniamo, non avanziamo strategie, non attacchiamo, ci difendiamo.
La nostra immaginazione è allo stop; la nostra volontà sbadiglia. Aspettiamo che l'uragano Katrina abbia compiuto i suoi misfatti.
Il referendum storico ci ha trovato sconfitti ma ci siamo accontentati lo stesso, dichiarandoci vincitori morali perchè avevamo ottenuto il consenso della stragrande maggioranza dei votanti.
Da allora niente è cambiato sotto il sole.
Nessuna iniziativa, nessuna proposta è stata avanzata.
Si indaga, si classifica, si ricerca, in una parola si studia ma non si previene, non si combatte seriamente. E per lotta seria si intende quella che abbia, non uguale forza e pari determinazione dei cacciatori,  ma forza maggiore e determinazione inossidabile.
Vorremmo che chi ha esperienza e conoscenza le ponesse al servizio di chi ha strategia e intraprendenza. Vorremmo che le associazioni ambientaliste e animaliste costituissero un "Comitato per l'abolizione della caccia", insieme ai Verdi e ai movimenti per la difesa della natura insiti in molti partiti.
Leggere quanto scritto nell'articolo in calce, ci fa male.
Sarà mai possibile tra noi e in noi un cambiamento?
Lo speriamo.
 
........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 
 
firme dei sostenitori del messaggio: 

p.s. articolo di cronaca in allegato
 

Fonte: animalieanimali.it
 
10 settembre - Roma 
Camera, liberalizzazione della caccia in Aula la prossima settimana. E' allarme per fauna selvatica.
  
''La settimana in arrivo dira' a tutti gli italiani la verita' su Gruppi Parlamentari e singoli Deputati che amano e vogliono difendere gli animali selvatici e su quelli che, invece, sono amici dei peggiori bracconieri''. E' con questa dura e netta dichiarazione che le associazioni ambientaliste e animaliste - Legambiente, LIPU, WWF e Animalisti italiani, ENPA, LAC, LAV - commentano l'inserimento all'ordine del giorno dei lavori della Camera dei Deputati della proposta di legge Onnis che propone lo stravolgimento dell'attuale legge sulla caccia, con l'inserimento di norme illegittime sia verso l'Unione Europea che per i principi di conservazione degli animali selvatici. ''Questa proposta - ricordano le associazioni - non ha completato l'iter in Commissione Agricoltura, ha ricevuto parere negativo dalle Commissioni Giustizia, Affari comunitari e sociali, nonche' il parere condizionato dalla Commissione Affari costituzionali e dalla Commissione Ambiente e inoltre sono stati presentati e depositati oltre 1.500 emendamenti. A cio' si aggiunga che solo la componente piu' estremista dei cacciatori la sostiene, che oltre il 90% degli italiani si e' dichiarato nettamente contrario a qualsiasi ulteriore modifica verso caccia selvaggia, che nelle forze politiche vi e' una trasversalita' di opposizione e che la maggior parte degli esponenti dei partiti di maggioranza e opposizione hanno riconosciuto che non e' una legge prioritaria per il Paese''. ''Se, premesso tutto cio', la proposta di legge dovesse passare dovremo dichiarare che il Paese e' prigioniero di pochi facinorosi''. La proposta di modifica, ripetono le associazioni, riapre lo scontro sulla protezione della fauna selvatica e la disciplina della caccia, che all'oggi ha trovato un equilibrio accettabile nella legge 157 del 1992, al momento unica legge nazionale per la protezione della fauna. Non sono infatti basate su motivazioni scientifiche ne' l'allungamento della stagione venatoria a febbraio e ad agosto, ne' l'aumento delle specie cacciabili con l'inserimento di specie protette in tutta l'Europa, ne' uno sfrenato nomadismo venatorio, mentre e' perfino un segnale grave e pericoloso nei confronti della lotta al bracconaggio la depenalizzazione dei principali reati venatori. ''Le associazioni ambientaliste e animaliste - si legge in un comunicato congiunto - chiedono al Presidente della Camera, On. Casini, ai Gruppi Parlamentari ed a tutti i Parlamentari che, di fronte alle gravi emergenze ambientali, sociali, economiche e politiche italiane ed internazionali, sia evitato al Paese un inconcepibile quanto disastroso dibattito parlamentare per approvare una legge che porterebbe solo ad un inaccettabile massacro di animali selvatici e l'ennesima pessima figura dell'Italia in Europa''.(ASCA)

 
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