Egregi signori
Vorremmo rispondere alla signora Sambataro che noi ci chiediamo, invece, come sia possibile che una legge dello stato, promulgata nel 1991, non venga rispettata. Che la signora non ne sia al corrente, che protesti contro l'effetto e trascuri la causa.
Cara signora la causa è che la Sicilia e tutti i suoi comuni evadono la legge dello Stato italiano che li obbliga a combattere il randagismo e tutelare gli animali d'affezione.
Se si annettesse valore e rispetto al  principio giuridico (legge) di tutela degli animali d'affezione si combatterebbe automaticamente il randagismo. Le misure per farlo sono indicate ma i comuni e i cittadini che sanno soltanto lamentarsi anziché promuoversi come cittadinanza attiva, volutamente o ignorantemente le dimenticano.
Sui palazzi dei tribunali c'è scritto a grandi lettere: "la legge non ammette ignoranza". Questo concetto fondamentale è totalmente disatteso.
Noi italiani siamo furbi, ognuno promulga la propria legge. La disciplina giuridica non ci appartiene.
Eppure il Diritto è nato in Italia. Quale tradimento!
Consigliamo alla signora e sua collega che, anziché rivolgersi all'esercito, alla guardia di finanza ecc......., si rivolgano ai sindaci (veri responsabili) e combattano la causa che produce il randagismo per eliminarne l'effetto.
Soltanto in questo modo i cani non saranno resi aggressivi da fame e sofferenza, la società raggiungerà quella civiltà che ignora, gli eserciti resteranno in pace, e i cittadini non crederanno di aver raggiunto l'apice del loro impegno scaricando lamentele.
 
........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 
 
firme dei sostenitori del messaggio: 

p.s. articoli di cronaca in allegato
 
LA SICILIA (CRONACA_CATANIA)
12/09/2005
 
Cani randagi liberi di mordere
 
Sabato scorso ho seguito un congresso organizzato dalla Ausl 3 e dal Policlinico all'hotel Nettuno sul lungomare. Durante la pausa, intorno alle ore 14, una mia collega che si recava a prendere l'auto, posteggiata di fronte all'hotel, è stata accerchiata da cinque cani randagi che l'hanno strattonata per i pantaloni e solo per un caso fortuito non l'hanno azzannata. Corsa in suo aiuto, mi son resa conto che si trattava di un branco di cani randagi aggressivi, affamati e, dall'aspetto, quasi certamente ammalati. Abbiamo segnalato l'accaduto alle tante forze dell'ordine presenti (guardie giurate, esercito e agenti della Guardia di Finanza) all'interno dell'hotel e il guardiano della struttura ci ha detto che anche un'altra persona aveva, poco prima, rischiato di essere morsa. Mi chiedo come sia possibile che tutti quegli agenti presenti non abbiano sentito il dovere d'intervenire al verificarsi del primo episodio di aggressione da parte dei cani randagi, così evitando di esporre gli altri partecipanti, la mia collega compresa, allo stesso rischio. La guardia giurata dell'hotel ci ha anche detto che la situazione di potenziale pericolo era stata più volte segnalata alle autorità competenti senza alcun riscontro da parte delle stesse. Mi chiedo: dobbiamo aspettare che venga azzannato un bambino, un anziano o un disabile perchi chi di competenza si decida a fare il proprio dovere?
E. Sambataro
 
 
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LA SICILIA (CRONACA_CATANIA)
14/09/2005
 
 
Vorrei rispondere alla signora che ha scritto in difesa dei cani randagi.
 
Si faccia una passeggiata alle giostre per constatare l'aggressività di quei docili, affamati e spaventati cani randagi. Io l'ho avuta l'altro giorno un'esperienza negativa con l'assalto di 5 o 6 cani alle giostre. Mi sono salvato ignorandoli, ma da altre lettere mandate da altri concittadini ho letto che qualcuno è stato azzannato ai pantaloni e addirittura un bambino è stato salvato da suo padre. Io i cani li amo e li rispetto e non mi azzarderei mai a far loro del male, però bisognerebbe prendere un provvedimento per i cani randagi aggressivi.
Salvatore Carciotto
 
 
«Macché, sono mansueti e tengono lontani gli scippatori»

Quale cittadino residente in via Del Rotolo ritengo, unitamente a mia madre, di prendere posizione circa la situazione dei presunti «randagi killer». I cani in questione sono assolutamente mansueti e proprio la loro presenza opera una bonifica naturale contro topi e ratti e altri predatori ben più pericolosi. Mi riferisco a eventuali ladri e scippatori, certamente sino ad oggi scoraggiati dalla presenza in zona degli animali. La realtà dei fatti è che, nonostante quanto falsamente sostenuto dai fautori di questa assurda persecuzione, le povere bestie non aggrediscono nessuno, se non violentemente provocate, né tanto meno sono solite accerchiare i passanti con fare minaccioso. Chi ha richiesto l'intervento del Comune certamente non ricorda lo scempio di tossici, con annesse siringhe, presenti nella zona, molto buia e desolata, tra via Del Rotolo e viale De Gasperi. Tossici, anch'essi, scoraggiati dalla presenza degli animali. I cani in questione invece spesso sono fatti oggetto di comportamenti violenti da parte di alcuni, fortunatamente pochi, incivili che ritengono in questo modo di esercitare un discutibile predominio su chi non ha altra colpa che quella di non avere una casa o un amico umano che si prenda cura di lui. E' evidente che se c'è qualcuno da accalappiare certamente non sono i cani ma coloro che, con la dimostrata mancanza di pietà e di rispetto per gli animali, atteggiamento che niente esclude possa essere riservato anche alle persone, fa alla società certamente un danno peggiore. Per questo si chiede che che gli animali, seppur privati della loro libertà, vengano tutelati con il collocamento in un ambiente che garantisca loro, oltre una serena sopravvivenza, anche la permanenza dei legami affettivi di gruppo creatisi tra gli stessi.
Marco Navarria e Angela Chimento

 

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