Egregi signori
Come al solito, l'animale uomo, più bestia che animale, tratta il resto della vita sul pianeta come fosse un escremento.
Uccide gli innocenti per assolvere le proprie colpe.
Succede e succederà in Australia come succede e succederà in Italia.
Con il beneplacito del WWF e senza quello di San Francesco.
Da un cattivo seme come si può ottenere una buona pianta? Perché salvaguardare l'ambiente (astrazione) anziché gli individui (concretezza) che lo popolano?
Pretendere di riequilibrare il pianeta Terra, anzi di ricreare l'armonia perduta distrutta in millenni (soltanto millenni) di storia umana, chi può pensare  sia possibile?
Il desiderio di essere onnipotenti, di pensare che tutto sia lecito soltanto perché gli altri esseri non sanno parlare l'italiano o l'inglese o una qualsiasi altra lingua, rifiutando un giustificato dubbio, non è proprio quel grande peccato di superbia che ci ha cacciato dal paradiso?
Ma se è il ritorno all'armonia perduta che vogliamo com'è possibile ottenerlo uccidendo, cioè con il gesto opposto?
C'è armonia nell'uccidere? Quale motivazione potrà mai coprire l'orrore di un gesto che rende l'uomo indegno?
Si fa tanto parlare di pace (pensando agli uomini) ma siamo incapaci di praticarla perché ci alleniamo e molto, con i deboli, gli indifesi, gli ultimi. Ci giustifichiamo con la scienza, con l'ecologia, con gli interessi, argomenti che le vittime non possono confutare.
Perché desideriamo il paradiso realizzando l'inferno?
Il perverso esempio di pazzia che troviamo nell'articolo in calce e che ci riempie di ripugnanza,  ci  riporta ai vari esempi di pazzia nostrana:  l'uccisione della nutria, dello scoiattolo grigio, della marmotta.....ecc.ecc. Tutto per ripristinare quella sacra armonia che noi, per interesse, per ingordigia, per egoismo, per assoluto menefreghismo distruggiamo continuamente per poi, sempre in nome dell'interesse, ingordigia, egoismo di segno uguale e contrario, rivogliamo indietro.
Come in una macchina del tempo dovrebbe essere tutto cancellato e riportato ai primordi.
Ma, si sa, questo è impossibile: per l'uomo, per la nutria, per lo scoiattolo grigio, per la marmotta..... nostrani, per i cammelli, i dromedari, gli asini i conigli......australiani.
Auguriamo a tutti gli artefici, diretti e indiretti, di seguire l'esempio di Socrate e pronunciare umilmente e sommessamente la celebre frase: "So di non sapere".
Di cercare almeno metodi degni di un essere umano dalle caratteristiche divine.
 
........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 
firme dei sostenitori del messaggio: 
 

p.s. articoli di cronaca in allegato  

 
29 settembre - Sydney
 
Parlamento australiano chiede soppressione di milioni di animali domestici o importati.
 
Uno studio commissionato dal parlamento australiano chiede l'eliminazione di milioni di animali domestici presenti nel vasto Paese dell'emisfero sud della Terra. Si tratta di specie non native del continente, ma introdotte dai primi coloni europei e in seguito divenute selvagge e moltiplicatesi in modo incontrollabile e ormai, dice lo studio, troppo dannoso per l'ambiente e l'agricoltura locale. Gli animali in questione sono cammelli, cavalli, asini, maiali, gatti e volpi: il rapporto parlamentare ne raccomanda l'abbattimento o l'avvelenamento. I danni sono talmente evidenti e seri che neanche gli ambientalisti e gli animalisti si ribellano: la sezione australiana del WWF ha ammesso la necessità di procedere a queste eliminazioni e ha chiesto semplicemente che gli animali siano abbattuti nel modo meno doloroso possibile.(Astro9colonne)
 

 
CORRIERE DELLA SERA
26 settembre 2005
 
Lo annuncia la Commissione parlamentare per l'agricoltura Australia, la strage di milioni di animali «Le specie importate sono un vero flagello e vanno sradicate». Anche il parziale avallo del Wwf alla decisione del governo 
Anche i dromedari possono essere un pericolo per gli automobilisti australiani
 
 
CANBERRA (AUSTRALIA) - Tempi duri per i milioni di animali che vivono sul suolo australiano e non dispongono del marchio «Aussie d.o.c.». Asini, dromedari, volpi, capre, conigli selvatici, ma anche cani e gatti randagi sono nel mirino della Commissione parlamentare permanente sull'agricoltura, la pesca e le foreste, presieduta dal liberale Alby Schultz. Che li vorrebbe abbattere tutti.
DROMEDARI E CONIGLI - La presenza di specie non autoctone sul suolo australiano è un problema che grava da secoli sull'isola-continente. E' famoso il caso dei 24 conigli selvatici liberati nel 1859 da appassionati di caccia, diventati milioni nel giro di pochi anni per assenza di predatori: una vera piaga. Fu necessario organizzare una colossale campagna di abbattimento. Pochi sanno, però, che sempre per propiziare l'attività venatoria in Australia furono importate anche le volpi, che per costruire infrastrutture nel deserto furono introdotti i dromedari, e l'elenco potrebbe estendersi a numerose altre specie, importate ora per uno scopo, ora per un altro. Tutte si sono moltiplicate all'inverosimile, tanto che accanto ai famosissimi cartelli gialli che indicano «attraversamento canguri» o «occhio a non investire i koala», nel deserto se ne trovano di analoghi che si riferiscono a cammelli e dromedari.
RIPRODUZIONE INCONTRASTATA - Si tratta di animali che nessun predatore autoctono tocca e che hanno quindi la possibilità di riprodursi a dismisura. Per fare un esempio, i dromedari e i cammelli introdotti durante l'epopea della colonizzazione del deserto (tra il 1840 e il 1907), abbandonati appena i treni vi posero ruota, da poche migliaia sono diventati mezzo milione ed è stata perfino avviata un'attività commerciale per catturarli, addomesticarli ed esportarli in Arabia Saudita per scopi alimentari.
«ANIMALI GIUDA» - Gli australiani non esitano a definire queste specie «pest animals», animali infestanti. Esemplare il caso degli asini selvatici: sono stimati in circa cinque milioni, un vero flagello. In alcuni stati, per decimarli si è ricorso ai «delitti della mantide»: esemplari femmina di asino sono stati dotati di collari-radio e immessi sul territorio. Nel periodo degli amori attirano i maschi, che possono essere individuati e abbattuti più facilmente: duro sarebbe scovarli uno a uno in un territorio vasto milioni di chilometri quadrati. Sorte simile è toccata alle capre. Gli esemplari femmina usati a questo scopo sono stati battezzati «capre e asine Giuda».
DA DECIMARE - Ma il problema resta. La Commissione presieduta da Schultz propone l'abbattimento o l'avvelenamento di milioni di esemplari, operazione costosissima (si stima più di mezzo miliardo di dollari l'anno), ma talmente necessaria che persino la sezione australiana del Wwf è disposta ad avallarla, se si tratterà di abbattimenti veramente mirati. Nicola Markus, personaggio di spicco dell'associazione ambientalista, ha ammesso che «ci sono animali selvatici che non appartengono a questo Paese e che hanno avuto un incredibile impatto sull'ecosistema australiano. Sono davvero invasivi e costituiscono una minaccia alla biodiversità locale».
 
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