Egregi signori
Chiediamo l'intervento delle persone sensibili che conoscono le leggi e sanno che ai colombi non si può sparare; chiediamo che si preoccupino di richiamare il loro sindaco a metodi più scientifici e progrediti.
Il TAR ha sempre condannato il ricorso alle armi e le città italiane si sono orientate verso metodi incruenti per il controllo della popolazione di colombi.
L'elenco delle malattie possibili e impossibili di cui il sindaco si avvale, delegittima le dichiarazioni dell'Istituto Superiore della Sanità: " i rischi sanitari sono sempre enfatizzati ma nelle nostre zone non si è fino ad ora riusciti a trovare una relazione diretta tra la presenza di un agente patogeno in uccelli urbani e focolai di malattia umana" (A. Mantovani).
Invitiamo il primo cittadino di Trevignano ad informarsi presso le città che non hanno mai applicato metodi cruenti o che si sono convertite dopo averli usati, e applicano con successo il metodo scientifico basato sulla legge della "capacità portante" per la quale ogni popolazione animale libera soggiace, per la sua crescita, alla disponibilità di cibo e di siti di nidificazione.
Riportiamo più sotto una breve relazione sul colombo di città, chiedendo all'amministrazione comunale di Trevignano di ritirare l'ordinanza e ai cittadini di ricorrere al TAR se questo non avvenisse.
Per risolvere un problema si può seguire un percorso di civiltà. L'intelligenza che arriva nello spazio può arrivare anche sui tetti e nei campi.

 

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 
 
firme dei sostenitori del messaggio: 

 
 
p.s. relazione in allegato e articolo di cronaca
 
 

COLOMBI DI CITTA'

Un problema che si può risolvere

SINTESI

 

I colombi

I colombi discendono dal piccione selvatico (Columba Livia), oggi molto raro in Italia e sono stati introdotti nelle città, per abbellirle,  alla fine dell'ottocento.
Anche se manca un riferimento di legge chiaro,  il colombo di città (Columba Livia  forma domestica) viene considerato dalla maggioranza dei ricercatori e confermato dall'INFS (Istituo Nazionale per la Fauna Selvatica) un animale domestico libero, quasi un "randagio".
I colombi hanno trovato  nei centri abitati il corrispettivo del loro ambiente naturale e quindi si sono moltiplicati.
Il problema per gli uomini nasce da questa esplosione demografica che indica, nel superamento dei 300-400 individui per km2, il punto di rottura dell'equilibrio (Ballarini 1989).

I danni lamentati

Si accusano i colombi dei seguenti danni:

  • ai fabbricati e monumenti (anche se l'indagine di Salvalarte, promossa dal Ministero della Cultura,  effettuate alcuni anni da Legambiente su 60 monumenti italiani, ha dimostrato come il maggiore responsabile del cancro della pietra,  risulti  il traffico automoblistico sia per le vibrazioni che per l'inquinamento atmosferico che produce);
  • sporcizia e degrado urbano (facilmente eliminabili con una pulizia  effettuata giornalmente dai servizi pubblici);
  • alle coltivazioni agricole (esistono i dissuasori e pratiche di allontanamento)
  • rischi sanitari (sempre enfatizzati ma: "Nelle nostre zone non si è fino ad ora riusciti a trovare una relazione diretta tra la presenza di un agente patogeno in uccelli urbani e focolai di malattia umana" A. Mantovani Ist. Sup. di Sanità)

Esperienze cruente di contenimento

Per contenere la popolazione in una misura accettabile, nel recente passato alcune città (come Barcellona  che tra il 1996 e il 1990 ha sterminato 108.193 individui e Basilea che tra il 1961 e il 1985 ha sterminato circa 100.000 individui) hanno usato metodi cruenti senza alcun successo. La popolazione di colombi non subì variazioni e, a prescindere dalla questione etica, la strategia risultò fallimentare.
I posti lasciati vuoti vengono prontamente occupati per minore mortalità naturale, maggiore natalità e immigrazione.
Anche a Firenze (iniezioni di tanax al cuore) e in altre città italiane (caccia, gas, fucili laser.....) dove sono stati usati metodi cruenti il risultato non è stato apprezzabile e, per giunta, si è dovuto affrontare la contestazione  attiva dei cittadini divenuti ormai sempre più  sensibili alla natura e agli animali.

UNA LEGGE SCONOSCIUTA

La legge che regola le popolazioni di animali è il segreto che rende valido ogni intervento umano di ripristino dell'equilibrio,  fornendo una soluzione seria, incruenta, etica ed ecologica.
Tanto semplice quanto scientifica: è la legge della capacità portante. Una  popolazione cresce in funzione delle risorse alimentari e dei siti di nidificazione presenti in un dato territorio.

METODI  INCRUENTI
In città

E' proprio la legge della capacità portante che offre gli strumenti per intervenire. 
Il controllo demografico dovrà porsi  come obiettivo prioritario la riduzione delle risorse: cibo e rifugi (Johnston e Janiga 1995).
Destinatari del programma e interlocutori privilegiati sono  quindi i cittadini sia per la riduzione dell'enorme quantità di cibo che mettono a disposizione dei colombi, sia per la chiusura di fessure, buchi, sottotetti, cornicioni, lucernari, ecc. usati per la nidificazione.
Nelle città in cui questo programma è stato effettuato, si è verificata un'alta percentuale di decremento demografico (30-50%).
Poichè la distribuzione di cibo agli uccelli rappresenta spesso un bisogno affettivo delle persone,  può essere installata in un luogo  stabilito, una colombaia.
Altro sistema di controllo utilizzato nei centri urbani  è la distribuzione di mais trattato con nicarbazina, una sostanza che inibisce la fecondazione.
Per la protezione dei monumenti possono essere usati i dissuasori di vario tipo esistenti in commercio.
Naturalmente ogni intervento comporta un preventivo censimento, monitoraggio ecc, nonchè adeguate campagne di informazione che coinvolgano i cittadini.

In campagna

Le interferenze con le attività agricole, soprattutto alle colture di girasole, mais e soia possono essere contrastate con vari sistemi: cannoncini a scoppio ripetuto, pallone "predator", razzo acustico, falcone acustico ecc.
Recentemente il Parco Regionale Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli ha sperimentato le tecniche innovative e incruente con risultati giudicati buoni (Gorreri 1997).
Un espediente ulteriore per sviare gli uccelli che, tra l'altro, rientra negli interventi di miglioramento ambientale nell'ambito della programmazione faunistica del territorio agro-silvo-pastorale previsti dalla legge 157/92 e finanziati dalle Amministrazioni regionali o provinciali, può essere quello di destinare alcuni piccoli appezzamenti a colture a perdere.
Un altro sistema di controllo della popolazione di colombi è dato dal coinvolgimento di predatori naturali, offrendo a questi possibilità di nidificazione e sosta e, eventualmente, immettendo alcuni individui per aumentarne la densità  presente.
Per questa operazione deve essere coinvolto l'INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica).
I predatori naturali del colombo sono il falco pellegrino, l'allocco e la taccola.

CONCLUSIONE

Tutti i metodi usati, affinchè abbiano successo, devono mirare a ridurre la capacità portante dell'ambiente.

BIBLIOGRAFIA

Testi consultati:

  • Colombi e storni in città: manuale pratico di gestione di Marco Dinetti e Umberto Gallo-Orsi
  • Come convivere con i piccioni di città - Quadrimestrale del Centro Italiano Ecologia Umana Urbana gennaio 1997 - Maria Pacini Fazzi Editore -
  • Animali di città di Roberto Marchesini
  • Controllo delle popolazioni ornitiche sinantropiche: "problemi e prospettive" dai Rapporti di sanità pubblica veterinaria del convegno organizzato dall'Istituto Superiore di Sanità, dal Centro di Collaborazione OMS/FAO e dall'Università di Pisa

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IL GAZZETTINO DI VICENZA
Domenica, 9 Ottobre 2005
 
Con un'ordinanza urgente 
Il sindaco dichiara guerra ai colombi
 
Trevignano (TV) - (L.Bon) Il sindaco dichiara guerra ai colombi. Con un'ordinanza urgente diffusa in vari locali del Comune, il primo cittadino di Trevignano Franco Bonesso ha disposto nei giorni scorsi la limitazione del numero di colombi "domestici di città" nel territorio comunale. Un atto che potrebbe far discutere ma al quale, peraltro, già altri centri hanno provveduto. Tale limitazione potrà avvenire "mediante l'abbattimento nelle zone agricole, attuato a cura dei cacciatori aventi i requisiti di legge in materia venatoria, con fucile a canna liscia sotto diretto controlli degli agenti venatori provinciali e volontari"; è ipotizzata anche "la cattura all'interno dei centri abitati con l'utilizzo di reti o di trappole". Nello stesso tempo, però, il sindaco chiede anche aiuto a tutta la popolazione. Che è invitata "a chiudere eventuali fori presenti negli edifici o porre in opera reti o dissuasori nei sottotetti per impedire la nidificazione". Non vanno inoltre somministrati "alimenti ai colombi".Tale ordinanza è stata emessa alla luce del "disagio che stagionalmente grava sulle colture, sugli edifici pubblici e sugli allevamenti zootecnici dovuto ai danni causati dall'attacco" di tali presenze. "I colombi -aggiunge il sindaco- sono in costante aumento e potrebbero comportare problemi seri anche di carattere igienico-sanitario". In particolare, alla presenza di tali animali potrebbe essere legata la diffusione di "salmonellosi, toxoplasmosi, calmidiosi" ma anche la presenza di "parassiti e zecche". Il sindaco sottolinea anche i danni di carattere economico derivanti da tali presenze. Li connette in particolare alla necessità di interventi di bonifica per il risanamento dei luoghi. Alternative meno "rigide" dell'abbattimento (dissuasori, reti, cattura e successivo rilascio) non risulterebbero d'altro canto efficaci.

Risposta della responsabile del Gruppo Misto Daniela Marzinotto

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