Egregi signori
Leggendo questo articolo certo non possiamo pensare che sadici siano soltanto i padroni dei cani e dei gatti ma insieme a loro anche i veterinari che mutilano gli animali.
La legalità della pratica di mutilazione o lifting non  riduce la sua crudeltà e immoralità.
Purtroppo sappiamo bene che, per la maggior parte, i veterinari non hanno fatto il giuramento di Ippocrate, non è per salvare dalla sofferenza e dalla morte gli animali che sono stati spinti, meno che mai dall'amore,  ma semplicemente dal mestiere. Uno come un altro.
Perciò attendiamo che qualcuno dal Parlamento o dal Governo, si disturbi a pensare quanto anacronistica e crudele sia la pratica delle amputazioni e la proibisca, per legge.
 
........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 
 
firme dei sostenitori del messaggio: 

p.s. articolo di cronaca in allegato 

TISCALI
13 OTTOBRE 2005
 
Incubo lifting per gli animali domestici
 
Orecchie mozzate e code tagliate nei catti, avulsione delle unghie e dei denti nei gatti. Mentre cresce costantemente il numero degli italiani che ricorrono al chirurgo estetico per i loro animali, si va diffondendo il dissenso per queste pratiche. Da quelle tradizionali come il taglio della coda e delle orecchie di alcune specie canine (Dobermann, l'Alano, il Boxer etc.) in pochi anni si è passati al vero e proprio lifting con l'eliminazioni integrale delle unghie dei gatti, o l'inserimento di protesi per cani. Il fine è quello di soddisfare il gusto estetico del padrone.
C'è chi come il dottor Edgard Brito ha anche ottenuto un successo clamoroso nel suo Paese, il Brasile, proprio grazie alla sua clinica specializzata in chirurgia estetica per animali. Il medico sostiene che sia giusto modificare l'aspetto di un animale domestico esattamente come avviene per molti uomini e donne. Una strana interpretazione del diritto degli uomini ai loro amici animali, ma dove sono sempre gli uomini a decidere.
I risultati di questa nuova tendenza sono sconvolgenti negli Stati Uniti. Si è difussa a macchia d'olio la pratica della "onichectomia" sui gatti, ovvero la rimozione totale delle unghie. Considerando il gatto alla stregua di un oggetto d'arredamento, si vuole impedire al felino di rovinare porte, divani e tappeti. Sembra assurdo ma è consentito anche in Italia dove non esiste una legge che proibisce di togliere le unghie a un gatto.
Anche alcune pratiche tradizionali come il taglio delle orecchie e della coda, difusissime in Italia, finiscono sul banco degli imputati. Gli antichi romani credevano che tagliando le orecchie ai cani, questi sarebbero stati immuni dalla rabbia, ma successivamente il Docking Dog si è affermato perché offriva al cane minori possibilità presa nella lotta con altri cani o animali. Per i cani da difesa, come il Dobermann, le orecchie venivano tagliate per rendere l'aspetto più aggressivo e incutere paura. Banditi i combattimenti sarebbe dovuto scomparire anche il rituale del taglio, che invece è rimasto. Ora c'è un disegno di legge che punta a "sancire la tutela degli animali in tutte le sue realtà: compagnia, mostra, competizione e allevamento" e che dovrebbe abolire definitivamente questa pratica.

 
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