Egregi signori
Sappiamo che i cani guida sono per i ciechi occhi attenti che li conducono.
Ma non sono solo occhi, anche creature che sentono, si affezionano, soffrono l'allontanamento e l'abbandono.
A loro il cieco si affida. Una compagnia discreta e protettiva, spesso ricambiata dall'essere umano che sa di dover tanto al cane.
La libertà e l'indipendenza.
Abbiamo conosciuto un cieco che adorava i propri cani, ne apprezzava le qualità e li considerava suoi familiari pur dovendo ammettere che l'addestramento toglieva loro molti anni di vita.
Chi ama gli animali e li rispetta, può anche accettare il sacrificio che questi fanno per aiutare un sofferente ma non può accettare l'abbandono a cui è sottoposto il cucciolo al compimento dell'anno di vita.
La scuola cani guida affida il cucciolino a una famiglia che lo tiene con sè, lo ama, lo cura, lo coccola fino al compimento dell'anno.
Quella famiglia è la sua famiglia, quella casa la sua casa ma a questo punto la famiglia e la casa non esistono più, l'amore che il cane ha dato e, spesso, ricevuto , non conta più; le sue abitudini, il suo tappetino e le sue passeggiate, svanite nel nulla.
Da quel momento il cane è una macchina animale al servizio dell'addestratore. Vivrà in un canile e subirà i vari comandi fino a che, se idoneo, verrà consegnato a un nuovo padrone.
Non più giochi, non più coccole, non più vita da cane.
Lo strappo emotivo è grande.
Ci siamo sempre domandati perchè la scuola non coinvolge da subito il cieco e la sua famiglia. Se l'animale sarà idoneo niente cambierà per lui e questa buona volontà umana sarà il piccolo riconoscimento a quel tanto che il cane darà.
Non comprendiamo perchè l'etica non imponga una riflessione, perchè si tutelino i cani come animali d'affezione   e non si tutelino i cani come guida per ciechi, compito che la società umana giudica altamente utilitaristico.
Aspettiamo di conoscere qualche opinione e se sia stato mai sperimentato in Italia il metodo inglese che è meno aggressivo per il cane in quanto il cucciolo viene affidato solo per due tre mesi.
Non sarebbe l'ora di restituire qualcosa dell'infinita ricchezza che ci siamo presi?

 

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

 
p.s. articolo di cronaca in allegato

 

L’ARENA GIORNALE DI VERONA

25 OTTOBRE 2005

 

GARDA. Organizzatore il Lions club San Vigilio che partecipa all’addestramento dei cuccioli a Lambiate
Giornata a sostegno dei cani guida per ciechi
 

Il centro prepara 46 animali all’anno, sono 97 i non vedenti in lista d’attesa

 

Garda (VR). Tutto il bello e l’utilità dell’avere un cane: è questa la sintesi della giornata dedicata ai cani e al loro rapporto con l’uomo promossa dal Lions club di San Vigilio, con il patrocinio del comune di Garda.
Sul lungolago della cittadina lacustre sono stati allestiti gli stand che hanno ospitato le diverse associazioni e istituzioni che hanno preso parte all’iniziativa: il nucleo cinofilo protezione civile Ana.; servizio cinofilo antidroga del corpo di polizia penitenziaria di Verona; circolo cinofilo Ca’ del Sol di Lazise; centro Power dog di Verona; servizio nazionale cani guida per ciechi di Lambiate (Mi) fondato nel 1962 dai Lions club italiani.
Tutti hanno avuto modo di dare dimostrazione della propria attività: dalla ricerca di persone al salvamento in acqua, dall’individuazione delle sostanze stupefacenti all’esibizione di agilità, fino agli approcci educativi per arrivare a una corretta comunicazione tra proprietario e cane.
«Noi diciamo cane educato proprietario fortunato e sono, purtroppo, gli episodi di cronaca a confermare le difficoltà di gestione del rapporto uomo cane», dice Marcello Cotugno, del Circolo Cà del sol. «L’errore è porsi il problema solo quando c’è qualcuno che è stato morso. Enti ed istituzioni pubbliche dovrebbero, invece, essere le prime a contribuire a una sensibilità che ancora manca: educare oggi è il solo modo per prevenire ed evitare problemi domani. L’auspicio è che anche giornate come questa contribuiscano a diffondere una cultura più corretta in tal senso».
Una cultura che vede nella preparazione di cani guida per ciechi una delle sue finalità sociali più tangibili. Lambiate, in provincia di Milano, ospita un centro nazionale di riferimento, fondato su iniziativa dei Lions club italiani nel 1959. Nel 1962 è uscito da lì il primo cane consegnato a una persona non vedente.
«Il primo perché quello con il numero uno di matricola. Oggi quel registro è al numero 1604. Anche pensando a persone che hanno avuto più di un cane, perché questi animali vivono ovviamente meno degli uomini, si può dire che almeno 1500 non vedenti hanno avuto a fianco un cane guida grazie ai Lions», spiega Roberto Monguzzi, consigliere del servizio nazionale cani guida dei Lions.
«Formare un cane guida costa 11mila euro; va da sé che chi lo riceve non deve pagare nulla. Noi alleviamo i cuccioli, che iniziano l’addestramento a un anno di età; dopo di che occorrono almeno sei mesi per completare la loro preparazione».
Nel 2004 Lambiate ha consegnato 46 cani guida; quest’anno conta di arrivare a 50. «Ma la lista di attesa è attualmente di 97 persone. Il che significa», sottolinea Monguzzi, «che l’ultimo dovrà attendere almeno due anni. Per questo il reperimento fondi è un problema costante. Undicimila euro sono certamente una cifra importante; ma non lo è meno il risultato ottenuto: restituire a chi non vede autonomia e qualità di vita».
Giuditta Bolognesi

 

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