Egregi signori
leggiamo l'articolo allegato e ci domandiamo come si possa parlare di 50 milioni di animali sacrificati senza che un moto di orrore si formi nel nostro cervello e nella nostra coscienza  se non nel nostro cuore.
Qualcuno è capace di mettersi nel corpo di quei poveri animali? Sentire su di sè la loro sofferenza?
Qualcuno è capace di affermare con totale certezza quanta verità e giustizia ci sia in questo comportamento umano?
Umano (non compassionevole), cioè proprio degli uomini, fatti a immagine e somiglianza di Dio, esseri superiori, esseri speciali, non sepolcri imbiancati, non demoni, non criminali ma esseri degni  nel bene e nel male che solo loro sanno esprimere al più alto livello.
Non esiste vita, specie, individuo dentro una specie che sia più sadico dell'uomo.
Noi che vogliamo appartenere al novero degli umani degni nel bene e, consapevoli respingiamo il male,  apprezziamo e incoraggiamo tutte quelle anime incerte, titubanti, dubbiose, quei ricercatori che ragionano in libertà riuscendo ad aprire brecce nei meccanismi stereotipati e sclerotizzati.
Vogliamo sostenere quelli che cambiano strada, cambiano principio, capiscono. Tutti quelli che contrastano la vivisezione ritenendola non soltanto immorale ma anche antiscientifica e  intraprendono la strada dei metodi alternativi (vedi: www.ricerasenzaanimali.org/   www.mediciinternazionali.org/   www.antivivisezione.it/   www.novivisezione.org/ www.lavocedeicnigli.it/vivisezione.htm   www.ipamitalia.it   www.frame.org.uk/   www.vitadatopi.net/   ) e considerano un ignobile efferato delitto trattare la vita come la trattano i vivisettori.
Solo immaginare un piccolo corpo che si divincola disperatamente per cercare di fuggire terrorizzato ci fa rabbrividire ma, se pensiamo a quanti sono gli esseri che in ogni minuto di un solo giorno subiscono atrocità indicibili senza alcuna possibilità di salvezza, allora i nostri brividi diventano un terremoto che ci sconquassa.
Noi sappiamo metterci nei panni di queste vittime, sentiamo l'empatia e soffriamo e moriamo mille, milioni di volte, tante quante sono le morti di questi innocenti  senza voce, senza leggi, senza avvocati, senza protettori, senza mass media, senza televisione, senza sponsor, nell'oscurità e nel silenzio di un buco nero che tutto fagocita.
E' assurdo che si parli di leggi sul maltrattamento animale e non si consideri con orrore questo "orrore".
Se il cittadino spezza la zampa al suo cane viene punito con il carcere ma se a farlo è un vivisettore ecco che il cane non è più un cane ma una macchina, merce manipolabile. La visione cartesiana appiccicata come un'aureola sul camice immacolato del vivisettore (sepolcro imbiancato), sigilla, come una legge aurea, l'infamia.
Vogliamo opporre a  Cartesio,  Einstein: Quando si tratta della verità e della giustizia non c'è distinzione fra i grandi problemi e i piccoli perché i principi generali che riguardano l'azione dell'uomo sono indivisibili".
E sperare.

 

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

 
p.s. articolo di cronaca in allegato

 
LA REPUBBLICA
20/10/2005
 
Test tossici, dalle cavie ai geni
Norme europee
 
Per milioni di animali e migliaia di sostanze il futuro sarà "REACH", la normativa la cui applicazione dovrebbe entrare a regime in oltre 11 anni a partire dal 2006 e che moltiplicherà per le aziende la documentazione richiesta per l'immissione sul mercato di tutte le sostanze chimiche. "Rigorose procedure porteranno alla sostituzione delle sostanze più pericolose per la salute dell'ambiente e dell'uomo", dice l'eurodeputato italiano Guido Sacconi, relatore ufficiale per la "REACH", "uno dei punti sui quali si lavora di più riguarda il contenimento dei test sugli animali e lo sviluppo e l'utilizzo di test alternativi". La proposta prevede tra l'altro l'esecuzione di test di tossicità per 30.000 sostanze commercializzate prima del 1981 che non hanno mai subito controlli rigorosi. Per eseguire i test previsti dalla "REACH" sono necessari 1700 animali tra cavie, conigli, cani, scimmie e altri ancora per ogni singola sostanza. Fino a 50 milioni di animali sacrificati nei laboratori di tutta Europa. E questo senza considerare le nuove sostanze. Claude Reiss, tossicologo molecolare direttore di ricerca al Cnrs di Parigi ha osservato come "ormai non sia più il tema etico sull'uso del modello animale ad essere criticato quanto, piuttosto, la sua validità scientifica che ha portato a disastri farmacologici ben noti a tutti". Le strade da percorrere sono altre. Una di queste è la tossicogenomica, scienza in pieno sviluppo negli Stati Uniti dove viene addirittura promossa dalla Fda e dall'Epa, le agenzie federali del farmaco e dell'ambiente. In pratica si tratta di studiare il nucleo delle cellule e il comportamento di decine di geni. È la tecnica "Dna array", le cellule in coltura vengono esposte in diversi momenti e a diverse concentrazioni ad una sostanza da testare e si osservano i geni attivati e codificati con colori diversi. Il test è rapido e con bassi costi. (mp. s.)

 

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