Egregi signori
leggiamo l'articolo allegato e ancora una volta dobbiamo stupirci e indignarci delle azioni che la direzione di un parco intende mettere in atto.
Azioni di sterminio di migliaia di animali che, loro malgrado e per responsabilità umana,  vivono sull'Asinara. 
Il parco non tutela, commercia con la vita.
Il parco non assolve il compito morale e culturale per cui è stato istituito ma mercifica i suoi stessi beni.
Il parco e gli uomini si sostituiscono alla natura, ai suoi equilibri, disturbano, rompono e poi cercano la vittima che paghi i loro errori, che annulli compromessi, ricatti, aberrazioni.
Ci appelliamo alle persone con coscienza morale affinchè con civiltà guardino a un cambiamento di direzione .
 
........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 

firme dei sostenitori del messaggio:

 

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

Corriere della Sera
2 gennaio 2006

 
Troppi animali all'Asinara: catturati e macellati


Asinara (Sassari) - Sta per scattare sull'isola dell'Asinara la più grande operazione di esodo forzato di animali selvatici mai registrata. Migliaia di capre e centinaia di cinghiali saranno infatti catturati, ingabbiati, trasportati in nave sulla terra ferma (a Stintino) e macellati. La conferma dell'operazione viene da Vincenzo Satta, direttore del Parco: "Sull'isola ci sono troppi animali, l'intero ecosistema rischia di essere messo in ginocchio. Dobbiamo intervenire al più presto per ristabilire il delicato equilibrio dell'intero habitat". Verranno soppressi oltre 600 cinghiali (o porcastri) e non meno di tremila capre. I primi ad essere catturati saranno gli esemplari maschi, poi toccherà anche alle femmine. La carne proveniente dalla macellazione (prosciutti e insaccati) sarà poi messa in vendita con il marchio Doc dell'isola dell'Asinara. "I soldi che arriveranno dalla vendita di questi prodotti - dice Vincenzo Satta - serviranno per realizzare alcuni progetti legati alla sistemazione e al miglioramento del parco".
Secondo i dati del censimento effettuato nel 2005 dai ricercatori dell'università di Sassari sull'isola dell'Asinara, che fa parte del parco protetto, ci sono almeno 1500 cinghiali e 4000 capre. Perché, si chiedono gli ambientalisti contrari alla mattanza annunciata, negli anni scorsi non si è fatto nulla per limitare il boom demografico? Nessuno, fino ad oggi, si è preoccupato di monitorare le numerose colonie, di salvaguardarne la specie. Soprattutto bloccando la riproduzione.
Sull'isola vivono anche, allo stato brado, circa 200 cavalli, 150 asini grigi e un centinaio di asini bianchi. Questi ultimi sono, da sempre, il simbolo dell'Asinara e sono considerati una specie protetta. 2Abbiamo avuto pressioni - dice Satta - per sopprimere anche un certo numero di asini, ma per ora il pericolo è scongiurato".
Resta la mancanza, dicono i veterinari che si occupano saltuariamente degli animali dell'isola, di un progetto per la salvaguardia della specie rara degli asini bianchi: "Uno dei problemi è rappresentato dal fatto che gli incroci tra asini bianchi e grigi nel corso degli ultimi anni si sono moltiplicati. Con la conseguenza che si rischia la scomparsa dell'asino bianco. Più volte abbiamo tentato di far approvare programmi e iniziative mirate alla salvaguardia della specie. Ma non è accaduto nulla, tutto è lasciato al caso".
Nessuno si è pronunciato ufficialmente sull'operazione di esodo forzato con successiva mattanza il cui inizio è previsto per i prossimi giorni. Per evitare interventi di protesta da parte degli animalisti la data del trasferimento e della macellazione di capre e cinghiali non è stata resa nota. Si sa soltanto che a primavera tutto sarà concluso.

 

Risposta della Segreteria del Presidente della Regione autonoma della Sardegna e di Umberto Cocco dell'Ufficio stampa Regione Sardegna

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