Gentili signori
non è necessario citare questo o quel giornale, questo o quell'articolo, per sapere, senza ombra di dubbio, quasi senza eccezioni, che la legge quadro 281 del 14 agosto 1991 (a cui ha fatto seguito in Toscana la legge 43 del 25 maggio 1995) è stata applicata in minima parte e mai integralmente (vedi anche punto 1 e 2 della circolare del Ministero della Salute 14 maggio 2001 n. 5).
I canili da risanare sono sempre da risanare e i canili municipali da costruire sono sempre da costruire.
Le "buone intenzioni" vengono pubblicamente reiterate anno dopo anno dai nostri amministratori, i progetti svegliati momentaneamente dal letargo e affidati ai giornalisti, tornano a dormire i loro sonni tranquilli mentre la legge continua a tormentare la coscienza dei cittadini volonterosi e impotenti.
A questo comportamento non sfuggono i sindaci e amministratori della Maremma che non arrossiranno neppure, bontà loro, leggendo che i cittadini sanno e non dimenticano.
Per esempio non arrossiranno gli amministratori di Grosseto che durante la riunione del consiglio comunale del 14 aprile 99 affermavano: "presto avremo un canile".
E non arrossiranno i sindaci Meozzi, Fabbrizzi e Bonifazi legati al guinzaglio in una "spiritosa" fotografia pubblicata dalla Nazione del 25 febbraio 2001 a suggello di un articolo celebrativo di Giancarlo Capecchi.
E il sindaco Bonifazi non arrossirà neppure rileggendo l'articolo del Tirreno del 16 giugno 2002 quando, in un impulso di generosità, rivolse un appello ai suoi concittadini affinchè adottassero i cani del canile Enpa ormai "insufficiente" a ricevere ulteriori animali considerato che "la valida e moderna alternativa" del canile comprensoriale non era  stata ancora attivata.
Il Tirreno del 24 aprile 2004 continua a scrivere come  "la soluzione al problema sia stata individuata nella costruzione del canile comprensoriale di Scarlino, un progetto che dopo anni di attesa sembra sul punto  di essere realizzato". Infatti su Maremma News, giornale on line del 5 marzo 2004, si scrive festosamente che "la prima pietra del canile comprensoriale  è stata finalmente apposta"  perchè "i sindaci di Follonica, Scarlino, Gavorrano e Montieri hanno firmato l'accordo di programma..............e il progetto definitivo dovrebbe essere pronto entro il mese di settembre (2004)".
Il tempo è passato e il canile comprensoriale è rimasto nell'articolo.
Non "s'ha da fare" e non si è fatto mentre il canile dell'ENPA  a Follonica, eufemisticamente chiamato "inadeguato, insufficiente" ma più volte denunciato,  resta ancora un  luogo punitivo per i cani (a meno che non si considerino i cani come spazzatura) ed è ora in fase di commissariamento da parte della direzione nazionale.
Eppure il denaro circola!
E' iniziato l'anno 2006, la legge che obbliga i comuni a dotarsi di un canile risale al lontano 1991. Quanti soldi sono stati sprecati per far soffrire e morire i cani?
Quanto denaro sperperato o non utilizzato (come i fondi messi a disposizione della Regione Toscana)?
Ai cittadini la non ardua sentenza.
Ci auguriamo la pubblicazione della nostra lettera. Grazie.
 
........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 

firme dei sostenitori del messaggio:

p.s. articoli di cronaca in allegato

 

LA NAZIONE

25.02 01

 

Meozzi Fabrizzi e Bonifazi, al guinzaglio, promettono:- faremo il canile comprensoriale

 

Di Giancarlo Capecchi

 

Tre sindaci davvero da ringraziare perchè non è facile trovare persone, con un ruolo così importante, che attraverso l'autoironia,  si prestano a farsi mettere collare e guinzaglio per urlare insieme a Licia Cappellini, volontaria dell'Enpa di Follonica e a un personaggio come Claudio Ramazzotti già noto al pubblico di "Striscia la Notizia" la loro rabbia per coloro che abbandonano i cani, li maltrattano, mostrano una insensibilità inaccettabile. E con il guinzaglio al collo Emilio Bonifazi, Alessandro Fabrizzi sindaci di Follonica Gavorrano e Scarlino hanno promesso a Licia Cappellini che gestisce il canile dell'Enpa a Follonica dove sono tenuti (bene e con grande affetto) 300 cani che nei prossimi bilanci comunali ci sarà una cifra per consentire  il miglioramento della struttura da adeguare alle necessità di oggi (dieci anni fa l'attività del canile fu iniziata grazie a i volontari con sei cani), renderla accogliente per i vari Fido, Toby, Kira che non hanno ricevuto dai loro padroni la stessa amicizia, la stessa compagnia e lo stesso affetto che loro hanno dato. Davvero un impegno, sottoscritto davanti al "notaio" Claudio Ramazzotti davanti alle "casette" che ospitano gli animali, che consentirà in tempi brevi ai comuni di tutto il comprensorio delle Colline Metallifere di avere una struttura capace di risolvere non solo il problema dell'abbandono ma anche di aiutare i volontari, gratificarli, apprezzare il loro lavoro, facilitarlo. Naturalmente per tutti i follonichesi, che vogliono aiutare l'Enpa locale rimangono disponibili, in vari esercizi pubblici le "scatoline"  per le offerte che - ha detto Licia Cappellini - stanno dando davvero una grande mano consentendo di acquistare materiale per disinfettare un ambiente che ha bisogno di grandi cure.-

 

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IL TIRRENO
16.06.02
 
Con l'Enpa per i cani abbandonati
 

Follonica: Il consiglio comunale nella sua ultima riunione, ha approvato con l'Ente nazionale protezione animali (l'Enpa), una convenzione per la gestione del canile rifugio, una struttura che, da anni, grazie soprattutto all'opera amorevole dei volontari, rappresenta un importante e indispensabile punto di riferimento, non solo per la zona di Follonica, ma anche per quella di molti comuni vicini.

Un vecchio canile che, ormai insufficiente alle necessità, sta compiendo, con mezzi scarsissimi e tanta buona volontà, un'opera meritoria. Purtroppo il numero degli ospiti va sempre più crescendo e questo anche per motivi  strettamente "stagionali", quando cioè, quello che viene definito un amico a quattro zampe diventa un ingombro agli svaghi e al relax. Così sono sempre di più gli obbligati randagi o a morire per le strade o a trovare ospitalità in un rifugio che, francamente non ce la fa più e per il quale da anni, purtroppo però solo a parole, si va cercando una valida e moderna alternativa. Per rendersi conto delle grosse, difficili, anche se mai ritenute insormontabili problematiche quotidiane che la gestione comporta, basta vedere quanto stiano facendo coloro che gestiscono il canile guidati dalla Presidente dell'Enpa: la signora Licia Cappellini, ex maestra che accumula la sua passione i suoi sforzi e le sue arrabbiature nell'atmosfera delle sue belle poesie. Così non mutando ancora orizzonte, il vecchio canile di Follonica continua a fare quanto può e ad accogliere ogni giorno ospiti nuovi: il che vuol dire occupazione di uno spazio che non c'è e un onore sempre più consistente. Una delle soluzioni, oltre al fatto logistico, sarebbe quella della diminuzione dei "rifugiati", per giungere a questo, oltre alla correttezza umana, c'è la possibilità dell'adozione. Nel corso della riunione svoltasi in consiglio comunale, il sindaco Emilio Bonifazi, ha rivolto un appello perchè siano in molti a compiere un gesto di solidarietà adottando un cane abbandonato. D'altra parte chi vuole può farlo e nella maniera più semplice dopo una visita al canile, aperto tutte le mattine, per scegliere il cane, ci si può rivolgere al comune, lasciando le proprie generalità e fissando l'appuntamento per ritirare l'animale scelto. Contemporaneamente viene attivata una segnalazione all'Asl che fa corrispondere ai dati del cane quelli de nuovo proprietario. E tutto gratis (a.c.)

 

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MAREMMA NEWS

 

Firmato l'accordo per la realizzazione del canile comprensoriale

Presenti il sindaco di Follonica Emilio Bonifazi, quello di Scarlino Alduvinca Meozzi, i vice sindaci di Gavorrano, Mariano Salvadori e Montieri, Claudio Maddaloni.

 

Follonica 04/03/04: Si potrebbe dire che oggi, quattro marzo, la prima pietra del canile comprensoriale è stata finalmente apposta. In un incontro che si è svolto questa mattina a Follonica, nella sala consiliare, i comuni di Follonica Scarlino, Gavorrano e Montieri hanno firmato l'accordo di programma per la realizzazione della struttura. “Non abbiamo mai sottovalutato la questione del canile” - dice il sindaco Bonifazi - “se mai abbiamo dovuto far fronte all'oggettiva difficoltà di realizzare un'opera adeguata alle esigenze degli animali, in primo luogo i cani”. “Il nostro comune ha messo a disposizione gratuitamente un'area di circa un ettaro e mezzo” - aggiunge il sindaco di Scarlino Alduvinca Meozzi - “situata nella zona della Botte, in località Martellino. Una zona facilmente raggiungibile dai comuni coinvolti nel progetto, molto vicina alle principali vie di comunicazione. Un gruppo di tecnici è chiamato ora a lavorare a un primo progetto di massima, entro la prima metà del mese di aprile”. Ciò che appare evidente, quindi, è che la struttura ad oggi esistente nella zona di Valle, che ospita circa trecento cani, pur efficacemente gestita dall'ENPA, è inadeguata sotto molti punti di vista e deve obbligatoriamente essere spostata: è situata infatti in una zona pre-parco (prospiciente il Parco di Montioni) ove non possono essere realizzate le infrastrutture urbanistiche necessarie come ad esempio il sistema fognario e dove gli spazi per gli animali sono insufficienti come pure quelli destinati ai servizi. Dunque il primo passo è stato compiuto con la firma dell'accordo. Il secondo, quello del progetto, toccherà ai tecnici, riuniti in un gruppo di lavoro appositamente costituito. “Abbiamo già avuto i primi contatti con l'ENPA regionale” - dice l'architetto Lucia Bigazzi delle Bandite di Scarlino - “e sono stati effettuati i primi sopralluoghi. Si tratta di un'area che dovrà essere arricchita da vegetazione, per certi versi un vantaggio perché potrà essere impiantata una vegetazione appropriata per gli animali. Dovremo realizzare un adeguato sistema fognario e costruire i recinti che ospitano i cani con misure idonee e che rispondano ai requisitivi previsti dalla normativa vigente in materia. Prevediamo anche la realizzazione di reparti cucine ed infermeria, oltre ai locali da destinare ai visitatori”. Il progetto definitivo dovrebbe essere pronto entro il mese di settembre così da consentire l'attivazione dei necessari contributi regionali per un'opera che alla fine, costerà alla comunità circa 800.000 euro. Una struttura dove l'alloggio degli amici a quattro zampe si auspica che avvenga in caso d'emergenza e comunque solo in via temporanea, nell'ottica di favorire e privilegiare la cultura dell'adozione ma, ancor prima, quella del rispetto di tutti gli animali che non sono in nessun caso né uno sfizio, né un gioco del quale si ha diritto di stancarsi.

 

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IL TIRRENO

24.04.04

 

Non compatibili col parco

Saranno fatti chiudere i canili che si trovano a Montioni

 

Dopo quasi 25 anni di gestione della Comunità Montana l'area Montioni è tornata sotto l'egida del comune di Follonica. Che assieme  agli altri comuni nei quali insiste il Parco Interprovinciale ha istituito delle linee guida per la gestione del patrimonio agricolo e forestale: uno strumento ritenuto indispensabile per pianificare l'attività di gestione del complesso che fissa direttive importanti, innovative rispetto al passato e non scevre di critiche. Una delle linee guida forse più importanti  è l'eliminazione dei canili delle aree del parco. Nel corso degli anni infatti, le aree forestali sono state utilizzate da privati come spazio per la costruzione di box e altre strutture per il mantenimento e la cura di cani, specialmente da caccia. A questo utilizzo si è aggiunta anche la struttura gestita dall'Enpa di Follonica. L'utilizzo dell'area di Montioni per tale finalità non è più compatibile con le previsioni della gestione di medio e lungo periodo del parco stesso. L'obiettivo quindi è quello della progressiva eliminazione di queste strutture, sia private che di uso pubblico, per recuperare l'utilizzo della foresta demaniale per gli scopi naturalistici e turistici. Indubbiamente una svolta radicale rispetto a quanto avvenuto fino ad ora. La decisione è stata aspramente contestata nell'ultimo consiglio comunale dal rappresentante del gruppo misto Lino Lodi che ha così intravisto il pericolo di continui abbandoni e soppressioni degli animali. Una soluzione al problema è stata individuata nella costruzione del canile comprensoriale di Scarlino da utilizzare come canile rifugio e comunale. Un progetto che dopo anni di attesa, sembra sul punto di essere realizzato. La struttura sorgerà nell'area della Botte e funzionerà anche come pensione per cani appartenenti ai privati: per questo al momento dell'entrata in funzione dell'impianto, verrà attivato lo sgombero anche coatto delle strutture ad uso canile presenti nell'area di Mariellino. Altri punti della linea guida riguardano i poderi (possibilità d'avviamento di attività imprenditoriali di tipo agrituristico ed enogastronomico) e il recupero pubblico della ex cava di quarzite: tale operazione sarà possibile attraverso la conclusione del rapporto di concessione con l'attuale soggetto che utilizza l'area per la ripresa in possesso dell'intera superficie e la prosecuzione di attività di ripristino ambientale attraverso accordi fra le amministrazioni ed i soggetti privati interessati.

 

risposta del Settore Sanità Pubblica Veterinaria Dr. Andrea Leto - controrisposta del Gruppo Bairo

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