No! Non sopprimete i tre pitbull!
Non hanno colpa della loro aggressività considerato il modo con cui sono stati tenuti, la sofferenza a cui sono stati sottoposti e se verranno uccisi, diventeranno vittime due, tre, infinite volte e tutti saranno colpevoli per non aver avuto per loro quel rispetto che la legge predica tanto (inutilmente, purtroppo).
Nessuna giustificazione per gli esseri umani arrivati a tanto.
I tre cani sono creature di cui avere compassione, a cui offrire risarcimento, verso i quali sarebbe giusto soltanto un gesto di riparazione.
Esistono scuole, centri dove i pitbull sfruttati per i combattimenti e sequestrati dalla polizia vengono recuperati e affidati alle famiglie.
Vi chiediamo di farlo. E non per pietà ma per dovere.

 

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 

firme dei sostenitori del messaggio:

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

IL SECOLO XIX
18/01/2006 
 
Il caso
Tre pitbull troppo aggressivi Il Comune: «Bisogna sopprimerli»
 
Andora (SV)
Tre pitbull molto aggressivi sequestrati al proprietario, affidati al Comune di Savona e quindi alloggiati al canile Val Merula di Andora. Una perizia che conferma l'impossibilità di affidamento degli animali appunto per l'aggressività. Una parcella per il mantenimento che alla fine di giugno 2005 sfiorava già i 2.000 euro.
Sono gli elementi di una vicenda che ieri è approdata alla riunione di giunta a Palazzo Sisto per fare il punto della situazione. «Sono da sopprimere perchè irrecuperabili e perchè ci costano troppo», è stata la proposta sulla quale meditare prima di prendere la decisione finale. Una proposta dolorosa e che farà discutere, ma a quanto pare necessaria.
Per capire a quale livello sia il problema del recupero «impossibile» degli animali, c'è un dato significativo: neppure il canile di Savona li vuole in quanto gli addetti sarebbero costretti a isolarli dagli altri cani. Quindi niente da fare, semaforo rosso. E sullo sfondo la questone denota quanti e quali guasti si possano provocare istruendo pitbull da combattimento, tenendoli segregati, e così inculcandogli un'aggressività brutale. La parte più penosa del calvario sofferto dagli animali è stata a settembre 2004 con il sequestro dei due maschi e di una femmina in un alloggio di Legino dove vivevano con la nonna del loro padrone. I vigili li trovarono affamati, mal tenuti, incattiviti dalla segregazione. Intervennero quando si stavano azzannando tra loro e nella foga avevano pure ferito l'anziana padrona di casa alla quale erano stati affidati dal nipote all'epoca irrintracciabile.
A metà dello scorso anno, dopo mesi di tentata "rieducazione" (si è rivelata impossibile), le conclusioni di un veterinario: non possono essere riaffidati a una famiglia perchè soggetti a episodi di aggressività provocati da paura, irritazione e anche profonda depressione. Quindi debbono stare in gabbie separate senza vedersi l'un l'altro e lontano da altri cani. Una situazione che per il Comune ha significato continuare a pagare la costosa retta del canile in quanto il legittimo proprietario non poteva provvedere al loro sostentamento. E ora il tragico epilogo: la proposta di soppressione. Una soluzione finale.
A. V.

 
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