Sent: Friday, February 20, 2004 10:28 PM
Subject: L'isola che non c'è

 

Quanto vorremmo che fosse il cuore a suggerire le buone azioni affinché la ragione non creasse quei mostri che invece crea!!
Quanto vorremmo che la legge fosse in sintonia con la compassione, che guardasse all'umanità e non alla disumanità!
Come vorremmo che l'essere umano sapesse capire il bene con tutto se stesso, cuore e  mente, quale essere completo e non spezzato,  rifiutando qualsiasi comportamento questo bene corrompa per produrre il suo contrario: la sofferenza.
Quanto vorremmo che tra le grinze delle norme e dei regolamenti ci fosse una piccola isola a cui attaccarsi come un salvagente e risparmiare il dolore a cui vanno incontro i due cani innocenti e l'uomo debole a cui fanno compagnia.
C'è ancora quest'isola nella coscienza umana?
Ce lo auguriamo.
 
......................................GRUPPO BAIRO Onlus
 
Firme dei sostenitori del messaggio:
 
 
p.s. articolo di cronaca in allegato
 
IL SECOLO XIX WEB
 
Da casa al canile con la forza
ANIMALI All'epilogo la vicenda delle due cagnette di Ospedaletti. L'accusa: abbaiando disturbano i condomini
Sfrattate Lady e Candy: la sentenza è diventata esecutiva
 
Ospedaletti (IM) -
 
Giovedì 19 febbraio Lady e Candy, le due cagnette del condominio "Le Serre" di via Padre Semeria, saranno "sfrattate". E' diventata esecutiva, infatti, la sentenza del giudice di pace Andrea Vaiuso, emessa l'autunno dello scorso anno, con la quale viene disposto l'allontanamento dei due cani, madre e figlia, rispettivamente di 14 e 5 anni, dalla famiglia Portale-Ferrari, che li ha adottati. Giovedì i veterinari dell'Asl, con l'ufficiale giudiziario, dovrebbero eseguire l'ordinanza del giudice. Portando Lady e Candy al canile. La loro "colpa", secondo il giudice - che ha accolto le proteste dell'amministratore del condominio, Gianluca Briguglio, sembra su input di un inquilino - sarebbe quella di abbaiare. Sono cani, però, e dire che non devono abbaiare equivale a "ordinare" ad un bimbo piccolo di non piangere. «E' assurdo - dice Gabriella Portale - anche perché non è mai stato provato che Lady e Candy abbaiano di notte. Saremmo noi i primi a rimetterci, visto che io devo andare a lavorare (è cassiera in un supermercato), e nostro figlio Loris a scuola». Ma la questione è soprattutto legata alle condizioni di Leonardo Ferrari, marito della signora Gabriella. L'uomo è invalido civile al cento per cento, bloccato sulla sedia a rotelle. Lady e Candy rappresentano la sua unica compagnia quando la moglie è al lavoro e il figlio a scuola, e numerosi medici hanno attestato, nel suo caso, i benefici della "pet therapy". Proprio in virtù di questo aspetto della vicenda, oltre che dalla volontà di proteggere i due cani, per Lady e Candy, fin dall'appello lanciato dalla famiglia attraverso le pagine del Decimonono, si era mobilitata tutta la provincia, con la raccolta di centinaia di firme di protesta. Alla famiglia, inoltre, sono arrivate decine di lettere e telefonate di solidarietà. Nella battaglia sono quindi entrati Enpa e Lega del cane. Quest'ultima associazione, in particolare, aveva sottolineato che la sentenza era stata emessa sulla base della protesta di un solo inquilino, e che non vi fossero prove sull'effettivo disturbo arrecato dalle due cagnoline.
«Non sono mai stati effettuati rilievi fonometrici dai tecnici dell'Arpal - aveva spiegato il presidente della Lega del cane, Danilo Roda - e in ogni caso la protesta di un solo inquilino non basta per giustificare l'allontamento di due cani dalla loro famiglia». Per un paio di mesi sembrava che l'allarme fosse cessato, e che lo "sfratto" non sarebbe stato eseguito. A gennaio, però, l'amministratore si è rifatto vivo. Il professionista ha infatti scritto al giudice di pace Vaiuso perché venisse dato seguito all'ordinanza da lui emessa. «Chiedo che vengano determinate le modalità per l'esecuzione forzata della sentenza», la richiesta dell'amministratore. Un mese e mezzo dopo, per Lady e Candy sembra davvero scoccata la fine. Per loro il futuro potrebbe essere una gabbia del canile.
E Gabriella Portale lancia l'ultimo, disperato appello: «Come si possono togliere due cani dalla loro casa?»

Paolo Isaia
15/02/2004
 
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