Egregi signori
lodevole obiettivo quello di combattere lo "sfruttamento illegale" ma, illegale o legale, lo sfruttamento non cambia nome, è sempre sfruttamento.
La  visione dei cani guida è molto idealizzata perchè osservata dal punto di vista umano. La realtà è ben diversa. Sappiamo che il marcio dell'uomo investe tutte le categorie e non soltanto quella del suo rapporto con gli animali ma è l'istituzione organizzata dello sfruttamento che non approviamo.  Ma i ciechi non avrebbero maggior beneficio da "guide" umane? Non vengono già accompagnati al lavoro, ecc. ecc.?
Il cane addestrato subisce un condizionamento pesante, la sua personalità viene  manovrata (manipolata) e ciò può avvenire soltanto con sofferenza psicologica, etologica e anche fisica (stanchezza, noia, stress, insofferenza, paura, ecc.) perchè deve rendere un servizio all'uomo e quindi diventare strumento funzionale a ciò che l'uomo pretende.
E lo pretende strappandolo alla madre a soli 50 giorni (mentre i veterinari si sgolano a dire che i cuccioli per una buona crescita devono restare con la madre e i fratelli due-tre mesi) e di nuovo alla famiglia affidataria che lo accudisce per un anno (il cane ha sentimenti e soffre e questa sofferenza non è insignificante sarebbe come dire che un piccolo furto perchè è piccolo non è un furto e si può compiere, oppure che un pugno in faccia perchè non uccide non è violenza e quindi si può dare).
Lo pretende consegnandolo a un addestratore che altro non è che un mestierante (salvo eccezioni) e, a fine orario di lavoro, lo lascia senza troppi complimenti, (abbia o non abbia mangiato, abbia o non abbia ricevuto le cure necessarie) al buon cuore di qualcun altro più sensibile, magari una donna, affinchè concluda ciò che è stato trascurato.  
E lo pretende con il bastoncino di gomma (e anche con qualche calcio), con il collare a punte, lo pretende piegando il carattere, regolando gli impulsi, frenando i bisogni ovvero, parafrasando la celebre frase di Orwel:   "il cane può comportarsi come vuole purchè si comporti come vuole il  padrone".
E lo pretende consegnando il cane a un cieco il quale spesso, proprio per la sua infelice condizione, ha  sviluppato un carattere impaziente e intollerante (quando non egoista e insensibile). Non è infrequente il caso di cani affidati e ritirati perchè  presi a calci e bastonate (denuncia dei vicini). Abbiamo esempi di ciechi dolcissimi e cani amati ma.....tristi.  Gli esempi personali non sono il "campione" della realtà.
Questi poveri cani passano di mano in mano soltanto perchè sono mansueti, intelligenti, affidabili, fedeli, dolci, pazienti. Le loro ammirevoli  e invidiabili caratteristiche, quelle che li rendono ideali per servire, sono proprio quelle che li consegnano indifesi allo sfruttamento umano.
Sappiamo che le scuole italiane sono datate anche se la vecchia mentalità dei metodi coercitivi inizia ad essere limitata
La Deliberazione n. 250 del 1.3.2000 della Regione Toscana (Scuola nazionale cani guida per ciechi di Scandicci alla quale la scuola di Limbiate si riferisce) regola la vita dei cani punto per punto e, naturalmente, non parla dei metodi di addestramento ma riferisce dei cuccioli consegnati a 50 giorni, ripresi dopo l'anno, addestrati per cinque più due mesi, cani soppressi se troppo aggressivi (non recuperati come si fa con i  pitbull da combattimento) , sottoposti ad attività scientifiche e di ricerca relative alla selezione dei soggetti destinati alla riproduzione....ecc.ecc.
Nessuno considera la differenza legislativa riferita ai cani guida e ai cani animali d'affezione? Gli uni sono sfruttati, condizionati, se non idonei o quando non più idonei per vecchiaia relegati in un canile o comunque a persona estranea, soppressi se aggressivi, sfruttati per la procreazione; i cani classificati come animali d'affezione non possono essere abbandonati, maltrattati (ovvero sfruttati), non possono sottostare a comportamenti contrari alla loro etologia, devono uscire, avere spazi, ecc...ecc. (legge 281/1991 - legge 189/2004).
Purtroppo nella società umana, vale per i cani quello che vale anche per gli uomini: i più buoni, i più servizievoli, i più solidali..... vengono puniti.
Se si riconoscessero al cane i diritti in quanto essere vivente, si dovrebbe rifiutare il suo sfruttamento come si rifiuta il suo maltrattamento  come quello di sopprimere per legge i cani guida perchè ritenuti troppo aggressivi - vedi art. 21.3 della Deliberazione citata).
Il cane è un animale sociale ma la natura non le ha affidato un lavoro e il suo "lavoro" non è comunque  quello che ha predisposto per lui l'uomo.
Nel caso in cui l'addestramento venga eseguito con metodi dolci e in piena sintonia con l'addestratore che resta il  riferimento (come nel caso dei cani della Protezione Civile), il cane può sentire soltanto un  disagio compensato dalla simbiosi affettiva con l'addestratore/padrone cosa totalmente estranea ai cani guida.
La scuola italiana ha copiato maldestramente la scuola inglese. Nel Regno Unito le famiglie affidatarie dei cuccioli di due mesi vengono selezionate tra quelle che hanno esperienza di cani, che hanno superato un test attitudinale e che poi saranno addestrate loro stesse per il compito di socializzazione ed educazione del cucciolo. Il cucciolo viene restituito all'età di 4-6 mesi per l'addestramento specifico. Il trauma da distacco sarà minore.
Per concludere, noi ci auguriamo una maggiore sensibilità e giustizia nei confronti dei cani guida usati per il nostro vantaggio, che vengano considerati metodi diversi di aiuto ai ciechi e che la discriminazione tra cane da "lavoro" e cane d'affezione possa andare in archivio perché la legge è uguale per tutti.


........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 

firme dei sostenitori del messaggio:

p.s. articolo di cronaca in allegato


 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO  (BARI)
16/01/2006
 
Progetto di Serbari, associazione «Nuova Era» e Lions. Ieri in piazza del Ferrarese la manifestazione dimostrativa 
Gli occhi di Fido per chi non vede
Raccolti diecimila euro per donare un cane guida a un cieco
 
Bari
Piazza del Ferrarese si trasforma in un attimo in un luogo «terremotato», coperto di macerie. Sotto lo sguardo incuriosito di centinaia di curiosi attirati forse dal timido sole riapparso dopo una settimana grigia grigia, la giovane Siria, pastore tedesco di tre anni, agile e sicura, corre verso la montagnetta di macerie (finte) e annusa annusa annusa. Poi abbaia. Sotto c'è qualcuno, la squadra di soccorritori interviene immediatamente. È un ferito (finto anche lui, per fortuna), interpretato da Roberto, volontario della Pubblica assistenza Serbari, 27 anni, studente universitario. Roberto (ri)appare da quella che era una casa crollata, è salvo. Grazie a Siria. Applausi al cane salvatore e alla squadra del Serbari, nella piazza affollatissima, soprattutto di famiglie e bambini, innamorati degli animali cento volte più dei loro genitori, al solito. Missione compiuta per la squadra di Siria e, più in grande, per il progetto «Due occhi per chi non vede», promosso dalla Pubblica assistenza Serbari e dall'Associazione Nuova Era, in collaborazione con il Servizio Nazionale Lions Cani Guida Per Ciechi e i Lions International. L'obiettivo, quello di raccogliere i fondi per donare un cane guida (allevato nella Scuola d'addestramento di Limbiate, Milano) a un non vedente pugliese, è stato raggiunto: raccolti i 10mila euro necessari per addestrare e regalare il «miglior amico dell'uomo» a una persona che purtroppo non vede. E che grazie al cane potrà migliorare di gran lunga la qualità della sua vita. Merito dei cittadini che in questo mese e mezzo, dai primi di dicembre fino a ieri mattina, hanno contribuito economicamente alla realizzazione dell'importante risultato. Per un mese e mezzo, migliaia di baresi si sono avvcinati alla postazione in piazza Umberto, per dare il loro sostegno concreto all'iniziativa. Il progetto «Due occhi per chi non vede» si prefiggeva anche un altro obiettivo, anche questo raggiunto (come dimostrano i tremila spettatori di piazza del Ferrarese): sensibilizzare l'opinione pubblica verso i temi dell'abbandono dei cani e del loro sfruttamento illegale. Dice il presidente del Serbari, Giovanni Indraccolo: «Abbiamo voluto coinvolgere soprattutto famiglie e bambini, molte volte fruitori dei cani come "pacchi regalo". I genitori dovrebbero evitare questa pratica ormai diffusa. Puntiamo a creare un perfetto binomio - aggiunge Indraccolo -, affermando che è giusto regalare un cane, ma con uno scopo ben preciso, quello di dare serenità a qualcuno più sfortunato e non di temporaneo giocattolo». Tutta la piazza si è trasformata in un quadrilatero dove i «cani da utilità» hanno dimostrato la loro bravura e competenza nell'assolvere ai delicati compiti a loro assegnati. Hanno avuto il loro spazio le associazioni che si occupano della tutela e della cura dei cani. Sono intervenuti rappresentanti della Scuola d'addestramento dei cani per non vedenti di Limbiate (Milano), dell'Unione italiana ciechi (con i presidenti regionale, Giuseppe Simone, e provinciale, Luigi Iurlo), i gruppi cinofili della Guardia di Finanza e dell'Arma dei Carabinieri, oltre al gruppo cinofilo volontario di protezione civile «I Lupi del Salento» (di Lecce), specializzati nella ricerca di persone sepolte sotto macerie o smarrite. Ospiti graditissimi, il presidente della Provincia, Vincenzo Divella, l'assessore comunale ai Servizi sociali, Susy Mazzei, e il presidente della Circoscrizione Murat-San Nicola, Mario Ferorelli. Carlo Stragapede
 
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