Gentili signori
Sono rari come le eclissi di sole, i sacerdoti che amano la creazione con sentimenti veri e non con parole di circostanza.
Citando questo o quel passo della Bibbia per assecondare le loro brutte teorie, nascondendosi nella dottrina fatta su misura, senza slanci di poesia, di compassione, di rispetto e di amore per le creature.
La Chiesa purtroppo è cieca e sorda, percepisce un mondo a parte, non è sintonizzata sulla lunghezza d'onda delle grida di dolore dei nostri fratelli minori,  si attarda sulle teorie e dimentica i sui stessi santi "animalisti" relegandoli al silenzio.
Diciamo quindi un grazie, grande come una cattedrale, a Don Luciano Scaccaglia per il suo cuore (amore) che egli ha posto al di sopra di tutto.
E ringraziamo anche il direttore di Assud per le sue alte parole.


........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

firme dei sostenitori del messaggio:

p.s. articoli di cronaca in allegato


 

SESTO POTERE
21/01/06
 
 
A PARMA PARROCO ACCOGLIE ANIMALI IN CHIESA E RIMPROVERA SIGNORE IMPELLICCIATE
 
 
(Sesto Potere) - Parma - 21 gennaio 2006 - Benedizione degli animali con predica decisamente animalista a Parma, nella parrocchia dedicata a Sant’Antonio abate, dove martedì 17 è stata celebrata la festa del patrono con un appuntamento diventato ormai consueto per i cittadini. Il parroco della Comunità di Santa Cristina, Sant’Antonio Abate, Santa Maria Maddalena e San Pietro d’Alcantara di Parma, don Luciano Scaccaglia, aveva invitato esplicitamente i fedeli, per rispetto alla giornata incentrata sugli amici con la coda, a non vestire con abiti decorati da pelli animali. Ma due signore hanno fatto orecchie da mercante alla richiesta e si sono presentate in chiesa con le pellicce addosso.
Il parroco è molto noto in città perché permette ai quattrozampe l’accesso alle funzioni anche durante la messa della domenica ed è particolarmente apprezzato dagli amici degli animali per la sua autentica dedizione alla causa animalista; martedì infatti, per la benedizione degli animali, la parrocchia era affollatissima nonostante l’ora pomeridiana - l’appuntamento era per le 17 - e un clima inclemente, grazie alla partecipazione di un pubblico eterogeneo, compreso un cavallo, una capretta, tartarughe e criceti, oltre ai cani e ai gatti dei parrocchiani animalisti.
Non è stata celebrata una messa, ma è stata impartita una benedizione con un’omelia sugli animali, da proteggere in quanto creature di Dio che, al pari dell’uomo, avranno spazio in paradiso. Nel corso del toccante messaggio, intriso di citazioni, don Scaccaglia ha rimproverato aspramente le donne impellicciate, chiedendo loro con che coraggio si fossero presentate così abbigliate, pur sapendo quante sofferenze sono patite dagli animali allevati e uccisi per le pelli.
È l’ennesima esternazione di un parroco “scomodo”, famoso a Parma per aver aperto le porte della sua chiesa a tutte le confessioni religiose, agli immigrati, a partiti politici di estrema sinistra, a tutti quelli che avevano bisogno di un tetto e una mano amica, senza chiedere nulla in contraccambio. Don Scaccaglia è un esempio di impegno per tutti gli animalisti, che l’Enpa ringrazia per l’accoglienza dedicata ai nostri piccoli amici, per il coraggio di fronte a una società che ancora non considera gli animali degni di pari considerazione, per la lezione di un amore autentico e privo di pregiudizi.
 
 
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ASSUD
20 gennaio 2006
 
PARMA - PRETE IMPARTISCE BENEDIZIONE AGLI ANIMALI DENTRO LA CHIESA
Prete animalista, a Parma, fa entrare in chiesa gli animali ed impartisce loro la benedizione. Un prete "scomodo" ma decisamente vicino alla gente. A lui il plauso di Assud.
 
PARMA – Benedizione degli animali con predica decisamente animalista a Parma, nella parrocchia dedicata a Sant’Antonio abate, dove martedì 17 è stata celebrata la festa del patrono con un appuntamento diventato ormai consueto per i cittadini. Il parroco della Comunità di Santa Cristina, Sant’Antonio Abate, Santa Maria Maddalena e San Pietro d’Alcantara di Parma, don Luciano Scaccaglia, aveva invitato esplicitamente i fedeli, per rispetto alla giornata incentrata sugli amici con la coda, a non vestire con abiti decorati da pelli animali. Ma due signore hanno fatto orecchie da mercante alla richiesta e si sono presentate in chiesa con le pellicce addosso.
Il parroco è molto noto in città perché permette ai quattrozampe l’accesso alle funzioni anche durante la messa della domenica ed è particolarmente apprezzato dagli amici degli animali per la sua autentica dedizione alla causa animalista; martedì infatti, per la benedizione degli animali, la parrocchia era affollatissima nonostante l’ora pomeridiana - l’appuntamento era per le 17 - e un clima inclemente, grazie alla partecipazione di un pubblico eterogeneo, compreso un cavallo, una capretta, tartarughe e criceti, oltre ai cani e ai gatti dei parrocchiani animalisti.
Non è stata celebrata una messa, ma è stata impartita una benedizione con un’omelia sugli animali, da proteggere in quanto creature di Dio che, al pari dell’uomo, avranno spazio in paradiso. Nel corso del toccante messaggio, intriso di citazioni, don Scaccaglia ha rimproverato aspramente le donne impellicciate, chiedendo loro con che coraggio si fossero presentate così abbigliate, pur sapendo quante sofferenze sono patite dagli animali allevati e uccisi per le pelli.
È l’ennesima esternazione di un parroco “scomodo”, famoso a Parma per aver aperto le porte della sua chiesa a tutte le confessioni religiose, agli immigrati, a partiti politici di estrema sinistra, a tutti quelli che avevano bisogno di un tetto e una mano amica, senza chiedere nulla in contraccambio. Don Scaccaglia è un esempio di impegno per tutti gli animalisti, che l’Enpa ringrazia per l’accoglienza dedicata ai nostri piccoli amici, per il coraggio di fronte a una società che ancora non considera gli animali degni di pari considerazione, per la lezione di un amore autentico e privo di pregiudizi.
E.C.
 
Nota del direttore
Sono questi i preti che ci piacciono. Non le alte sfere del Vaticano sempre impegnate al controllo della vita degli uomini, della loro mente e delle loro azioni. Non quei vescovi e quei cardinali impegnati in battaglie politiche ed economico-finanziarie. Dateci tanti preti di provincia e meno cardinali e vescovi.
 
 

Risposta di Gabriele B. Fallica del quotidiano online della Sicilia ASSUD

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