Egregio sindaco
lei non deve scegliere.
Lei deve fare il suo dovere che è quello di rispettare le leggi. Lo Stato italiano glielo impone e se lei pecca di superbia, di menefreghismo e di bassa arroganza è doppiamente colpevole: come cittadino e come amministratore.
Lei può scegliere se finanziare la mostra di cartoline d'epoca o quella di pipe ma non può scegliere se tutelare i cani oppure no.
Sa leggere? Sa capire?
La lettera (e lo spirito) della legge per la tutela degli animali d'affezione e la lotta al randagismo parlano chiaro dal 1991. Lei ha rispettato la legge? Ha costruito il canile municipale? Ha tutelato i cani promuovendo sterilizzazioni, controllo dei tatuaggi, adozioni......? Ha lottato contro il randagismo perseguendo i suoi concittadini che vergognosamente abbandonano, in barba a legge, civiltà, umanità, i loro cani?
Se non l'ha fatto lei si pone contro la legge ed è perseguibile e ci auguriamo che qualcuno lo persegua perchè non è di esempio a nessuno in quello Stato che si dichiara "del Diritto".
Lei è del rovescio, dell'opposto, del contrario.
Non  scelga ma faccia.
Non classifichi ma faccia.
Classificare significa non fare perchè i cani saranno sempre per lei all'ultimo posto e non ci sarà spazio, nè tempo, nè soldi, nè volontà per pensare a quelli che occupano l'ultimo posto.
La vergogna delle amministrazioni come la sua è proprio questa: si trincerano dietro la declamata mancanza di soldi ma anche quando i soldi ci sono o c'erano, la scelta non cambia per chi non ha il decoro della propria coscienza.
Il sindaco si lava le mani con sapone e candeggina, come altri prima di lui. Non è al servizio della comunità ma si serve della sua carica per promuoversi a "tiranno".
Invitiamo i cittadini consapevoli dell'etica, della giustizia e della legalità a ricordarsi del loro amministratore.


........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

firme dei sostenitori del messaggio:

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

IL SECOLO XIX
22/01/2006
 
Caleo chiude le porte dei canili
SARZANA I costi di mantenimento diventano proibitivi. Il sindaco: «Dovevo scegliere tra i vecchi e i cani. Scelgo i vecchi...»
In una lettera inviata all'Asl invita i veterinari a non raccogliere più i randagi  

 
Sarzana (La Spezia)
Costano troppo. Pertanto la città di Sarzana ha deciso di chiudere le porte dei canili ai cani che vagano sul proprio territorio comunale: randagi, abbandonati o feriti che siano. Chi già era dentro, rimarrà, a spese delle casse pubbliche: tutti gli altri no. E infatti, con una nota a firma del sindaco Massimo Caleo, il Comune ha invitato il servizio veterinario della Asl V, competente per quanto riguarda il recupero dei quattro zampe in strada, a non raccogliere più niente che assomigli ad un cane, mangi come un cane, e soprattutto costi come un cane: a fronte dei 175.000 euro che Sarzana sborsa per mantenere la marea di bestiole alloggiate in diversi canili.
La decisione appare clamorosa: di quelle destinate a fare il botto. Una precisa normativa regionale, la numero ventitrè dell'anno 2000, obbliga difatto i sindaci a farsi carico di ogni cane che sia trovato a vagabondare sul territorio di competenza: sia esso randagio, o abbandonato, oppure finito in strada per chissà quale storia.
Il caso di un primo cittadino che decida di dire "basta", appare inedito: una ribellione che lo stesso Caleo risulta aver motivato direttamente ai rappresentanti delle associazioni animaliste, in un incontro che si è svolto ieri a Sarzana, con una frase molto chiara. «Dovevo scegliere fra i vecchi e i cani. Ho scelto i vecchi...».
La drastica chiusura di Sarzana non arriva a freddo. Al "Secolo XIX", una settimana fa, aveva già palesato il proprio malessere l'assessore comunista Antonella Guastini: «Spendiamo troppo per mantenere i cani abbandonati - aveva denunciato - sottraiamo risorse che ci servono per l'infanzia e per gli anziani, che sono moltissimi». Caleo ha optato dunque per il giro di vite, definitivo: lasciamoli in strada. Bocche cucite alla Asl: ma l'arrivo della lettera ha scatenato una bufera.
Si profila un conflitto di autorità: la Regione che obbliga, il sindaco che dice picche. E si profilano scontri: difficile poter pensare che le strade del secondo centro della provincia possano diventare un luogo in cui i cani vivano a titolo permanente.
Davanti ad un cucciolo abbandonato, ad un cane ferito, ad un randagio, i sarzanesi dovranno girarsi dall'altra parte? E altrettanto faranno le istituzioni? Il niet di Caleo appare evidente: niente nuovi ospiti. «Non mi risulta che si possa pensare di sottrarsi ad una normativa della Regione - commenta a caldo Antonietta Zarrelli, responsabile del servizio tutela animali - non ho ancora visto questa lettera, ma i Comuni hanno precisi obblighi di tutela. Avevo già condiviso con la Guastini la necessità di ridurre i cani, con una sterilizzazione diffusa e seria, che rispetti l'animale ma anche la comunità, costretta a sopportare i costi di comportamenti irresponsabili. Un cane in canile vive male, e costa da 2,5 a 5 euro. Ma lasciare i cani in strada, non si può. Purtroppo, temo che se si continuerà così, ci sarà chi riproporrà di tornare al passato: ai tempi in cui i canili sopprimevano i cani. Sarebbe davvero terribile». Quindi, una considerazione sulla violenta reazione dell'Ordine dei Veterinari, davanti alla proposta di una campagna di sterilizzazione: «Non ho mai detto che una cucciolata fa male. Dico solo che sterilizzare fa bene, quando non si sa dove finiranno i cuccioli. In questo momento, mi è arrivata una cucciolata di nove terranova: dove li mettiamo? Ai veterinari, al presidente Peirone, chiedo solo collaborazione. Sono loro il primo filtro con i cittadini. Con serenità, dobbiamo operare tutti per lo stesso fine: la tutela dei diritti degli animali, ma anche dei diritti della comunità in cui tutti viviamo».
Sondra Coggio

 

articolo di cronaca

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