Egregi signori
quello che il sindaco di Barberino chiama "percorso amministrativo" è in realtà il solito ammazzamento.
Quando si tratta di animali la nostra superba civiltà sa trovare solo un metodo per eliminare ogni problema che li riguardi (e mai per loro colpa).
Le mucche che, grazie all'inciviltà (ma anche alla compassione di chi non ha avuto il cuore di ucciderle), si sono ritrovate libere e da venti anni godono di questo privilegio (una miserevole goccia nel mare degli allevamenti intensivi dove centinaia di milioni di animali vivono i pochi mesi loro accordati tra gli escrementi, senza potersi muovere nè sdraiare, senza brucare l'erba nè vedere la luce del sole, riempiti di farmaci, fino alla tremenda morte), sono da salvare e non da uccidere.
Perfino la crudele Spagna con le sue oltre 2000 feste sadiche civili e religiose, con la barbarie della corrida, salvò la vita al toro Ferdinando che, gettato nell'arena per combattere, pensò bene di mettersi a brucare l'erba del prato.
Risparmiamo la vita a queste mucche, almeno per rinverdire le nostre radici, per lasciarci un po' contagiare da quel senso di libertà per loro tanto naturale e per noi conquista estenuante.
Un sistema c'è (e se non va bene se ne possono cercare altri): costruire intorno a loro una grande recinzione e portare i bambini delle scuole a guardarle. Mentre le maestre racconteranno la loro storia  i bambini capiranno che gli animali non esistono solo nei fumetti ma anche nell'erba e sotto il sole.
Ci auguriamo che il comune di Barberino, terra di vasti spazi, sappia conservare per le mucche la libertà

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

firme dei sostenitori del messaggio:

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

LA NAZIONE
12 FEBBRAIO 2006
 
Barberino: la decisione del Comune
Mucche in liberta? Diventano pericolose abbattiamole
 
Andrea Settefonti
 
Se qualcuno queste mucche le vuole bene, se le può prendere, altrimenti devono essere abbattute perchè sono un pericolo pubblico. E' arrivata a questa conclusione la discussione sulla mandria di vacche che da annipascola libera a Barberino, nella zona tra Linari, Vico Sant'Appiano. - Non è - fanno sapere dal Comune - una pregiudiziale volontà dell'amministrazione comunale nè una mal indirizzata passione venatoria di qualche singolo amministratore a richiedere l'uccisione delle mucche brade che si aggirano da vent'anni nella zona di Linari. Sono invece le leggi dello Stato Italiano ed, in particolare, i dispositivi adottati per fronteggiare l'emergenza della mucca pazza che vogliono che siano abbattuti e sottratti al circuito alimentare i bovini di cui si è persa la traccabilità.- Dopo gli ultimi avvistamenti e soprattutto dopo gli ultimi danni alle culture, il Comune si è trovato di nuovo a dover intervenire sulla questione delle mucche. - Le mucche che vivono allo stato brado - continua l'amministrazione - costituisce un pericolo per la circolazione stradale e per chi si trova a fare una passeggiata nel bosco o in campagna, e un grave  continuo danno per tutte le colture e i giardini di zona. Periodicamente poi si odono spari notturni e si rinvengono residui di carogne in putrefazione, cioè tracce evidenti di una macellazione clandestina sommaria, che presumibilmente alimenta un commercio illegale di carni prive di tracciabilità. Vi sono quindi pericoli immediati per la salute e la sicurezza dei cittadini che ci impongono di intervenire.- Le vacche che vivono allo stato brado sono dunque, un problema da risolvere. - E' evidente che all'origine di questo fenomeno c'è un reato, quello di abbandono di  questi animali in libertà cioè in pascoli impropri ed abusivi. E' necessario percò che una situazione simile non debba prolungarsi o ripetersi. Esistono leggi specifiche (e canili) che consentono di trovare ospitalità per i cani randagi catturati. Non ne esistono per mucche randagie, mai esistite in precedenza e imprevedibilmente comparse venti anni fa sul nostro territorio.-  Se qualcuno - conclude - è interessato e in grado di prendere le mucche in questione, una volta catturate e mantenerle in vita, ben sapendo che non possono essere destinate ad un uso alimentare, noi ne saremo ben lieti. Diversamente il percorso amministrativo seguirà l'iter imposto dalla legge.- Ovvero l'abbattimento.
 
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