Egregi signori
Ci risulta che al Piccolo zoo di Rispescia,  struttura gestita da una signora anziana, oltre a cuccioli di cane in vendita, oltre ad animali selvatici autoctoni tenuti in gabbie o minuscoli recinti nella sporcizia più profonda, ne esistono molti altri di esotici come i pappagalli Ara.
Vorremmo che la ASL di Grosseto seguisse l'esempio di quella di Savona.  Non è difficile.
Vorremmo andasse semplicemente a fare un sopralluogo per verificare il rispetto delle leggi internazionali con la ferma consapevolezza che la CITES impone la tutela degli animali  e non quella delle persone.
Sollecitiamo a questo compito anche il Corpo forestale dello Stato e il WWF locale che dovrebbe avere a cuore la biodiversità.
Che ne è delle leggi in Italia?
Che ne è della coscienza di rispetto e di tutela?
Chiediamo un controllo e una risposta relativa.

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

IL SECOLO XIX WEB

19/01/2005
 
Quando lo zoo è sul pianerottolo
 
L'Asl intensifica i controlli tra i privati e le rivendite. Il veterinario: «Troppa gente si dimentica di presentare la denuncia»
Animali esotici e proibiti nelle case dei savonesi Migliaia di esemplari: serpenti velenosi, orsetti, iguane

Savona

Pitoni, iguane, ragni velenosi, maialini vietnamiti, ricci albini, cani della prateria (marmotte), tartarughe russe, scorpioni, tarantole, camaleonti, puzzole, persino orsetti tibetani. C'è di tutto nascosto in case e giardini savonesi. Animali esotici, qualche volta anche di specie quasi in via di estinzione (ma quando lo sono scattano i divieti assoluti di commercio), fanno compagnia a cani, gatti, pesci rossi e gli altri animali cosìddetti domestici, da compagnia.
Che ci sia un vero e proprio boom lo confermano i titolari dei negozi di animali cui arrivano richieste di ogni genere. «Qualche volta anche di animali assolutamente proibiti da tenere - spiegano - Spesso gli acquirenti sono persone normalissime cui piace l'idea di averli in casa perché affascinanti o che magari li comprano per esorcizzare la paura, come nel caso dei rettili».
Dire esattamente quanti ce ne sono in provincia di Savona è però difficile perché non tutti i proprietari li denunciano all'ufficio veterinario dell'Asl come prevede la regola. Per ignoranza o calcolo, tanti li tengono in sordina, clandestinamente. E questo fa sì che tra i numeri ufficiali e quelli reali ci sia una differenza sempre più grande, con i reali molto più numerosi.
«Per impedire che ciò succeda abbiamo ribadito ai negozi l'importanza di ricordare a chi li compra il dovere di denunciarli ai nostri uffici - spiega Bruno De Felice, dell'ufficio veterinario dell'Asl - vale per tutti quelli esotici, in particolare quando prevedono la "Cites", ovvero l'iscrizione nelle categorie di quelli più tutelati, non ancora in via di estinzione ma comunque a rischio. Il perchè semplice: c'eravamo accorti che tanti li ospitavano senza denunciarli e così falsando sempre di più i numeri. Ora i negozi stanno attenti ma è comunque un dovere di chi li compera denunciarceli».
Dopo la denuncia il personale dell'Asl organizza controlli ad hoc per verificare le condizioni in cui questi animali vengono tenuti. «E nel caso di anomalie, prescriviamo gli adeguamenti necessari per non farli vivere in modo troppo contrario alla loro natura - conclude De Felice - Controlli ne facciamo tutti i giorni e soprattutto da questi capiamo che tipo di animali abbiamo nel savonese. La fetta principale degli esotici è rappresentata da tartarughe anche molto rare, poi volatili, quindi rettili, serpenti ma anche iguane e camaleonti, infine aracnidi. Per fortuna, a differenza di altre, siamo una provincia senza grossi mammiferi. Al di la delle voci non ci sono riscontri ufficiali della loro presenza e onestamente è un bene».

Dario Freccero

 

risposta di Angelo Properzi responsabile WWF della provincia di Grosseto - controrisposta del Gruppo Bairo  

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