Egregi signori
una legge contro il taglio di orecchi e coda nei cani sarebbe una legge di civiltà, di facile applicazione e di facile controllo.
Invitiamo il Parlamento ad emettere queste facili, veloci, leggi di civiltà.
Prendendo l'esempio da altri paesi europei che, più avanzati dell'Italia in tema di animali,  già le hanno promulgate.
Non è giusto tollerare amputazioni che ostentano due risultati: infliggere sofferenza a esseri sensibili e a trasformare colui che dovrebbe essere un amico  (il padrone del cane) in torturatore.
Un amico di questo tipo, che considera un animale oggetto da modificare secondo il proprio canone estetico, inizia il  rapporto con il suo cane senza alcun rispetto e quindi sarà predisposto anche ad altri comportamenti crudeli, fra tutti: l'abbandono.
Invitiamo l'Italia a seguire le orme già impresse sul terreno della civiltà.

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

IL MATTINO

22 FEBBRAIO 2006

 

Fido: non tagliatemi la coda

 

Anche il Belgio dice no al taglio della coda per i cani. Cinque anni dopo avere introdotto il divieto di accorciare le orecchie agli animali, Bruxelles fa un ulteriore passo avanti verso la difesa degli amici a quattro zampe. E si aggiunge ai molti altri Paesi europei che già hanno deciso di vietare la caudectomia e la conchetomia, due tipi di amputazione che al giorno d’oggi hanno una funzione puramente estetica. Contestata da animalisti e da molti veterinari, ma ancora tollerata in diverse nazioni. Tra queste l’Italia. Le sanzioni. Chi insisterà con le mutilazioni dei cani sarà perseguito con multe fino a 5.500 euro. La nuova legge ha effetto anche sulle mostre e le esposizioni canine: non vi potranno partecipare animali che hanno subito amputazioni. Secondo le autorità belghe, dei 140mila cuccioli venduti nel 2005 nel Paese sono stati ben 42mila quelli usciti dagli allevamenti con le orecchie o la coda (o entrambe) mozzate. L’Italia. Sono già una decina gli Stati europei che hanno adottato norme rigide a tutela degli animali, tra cui Germania, Svizzera, Danimarca, Svezia, Olanda e Norvegia. In Italia, invece, non si è andati oltre ad alcuni disegni di legge presentati ma che mai hanno superato la discussione in commissione. Nel novembre 1987 era stato il Consiglio d’Europa, di cui l’Italia fa parte, ad approvare la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia che vieta, oltre al taglio della coda e delle orecchie anche l’asportazione di unghie e denti e la recissione delle corde vocali. Ma l’Italia non risulta tra i Paesi - e sono 18, dall’Austria alla Turchia - che l’hanno messa in pratica. Gli obiettori. Le mutilazioni ai fini estetici sono ancora molto diffuse e a poco servirebbero eventuali rifiuti da parte dei veterinari a eseguire gli interventi. Di norma le operazioni devono infatti essere realizzate in tenera età: entro i primi cinque giorni di vita il taglio della coda ed entro tre mesi quello delle orecchie. E di solito è di almeno tre mesi il periodo che intercorre tra la nascita in allevamento e la vendita vera e propria. C’è però anche chi ricorre al lifting quando l’animale è già avviato all’età adulta. Per non parlare dei cani utilizzati nei combattimenti clandestini. I rischi. Evitare le amputazioni non solo preserva i cani dai traumi dell’intervento chirurgico, ma evita rogne anche in futuro: per quanto ben fatte, queste operazioni di lifting non proteggono dal rischio di infezioni, senza contare la possibilità di contrarre altre patologie, dovute ad esempio all’ingresso di spighe, insetti e parassiti nei padiglioni auricolari lasciati sempre allo scoperto. La svolta. Cambiare mentalità non è facile, soprattutto tra gli allevatori. La tendenza tuttavia sembra già avere iniziato a invertirsi. Del resto è innegabile: che abbia o no la faccia da cattivo, un cane che scodinzola in casa è ancora una delle medicine più efficaci contro stress e malinconia.

 

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