Egregi signori
Leggiamo testualmente sul dizionario della lingua italiana, "integralismo: indirizzo ideologico fondato sulla conciliazione di opposte tendenze in seno ad un movimento (politico) sostanzialmente unico per fini e principi".
Quindi, integralisti risultano i cacciatori (Federcaccia) e gli ambientalisti (WWF) di Pisa che nel dibattito sui massimi sistemi, caccia sì, caccia no, hanno raggiunto l'accordo sul caccia ni, integrando fini e principi opposti.
Dividendo per due l'essere a favore e l'essere contrario, hanno prodotto l'impossibile.
Legge, giustizia; vita, morte; caccia, ambiente diviso due.
Noi non dividiamo per due: la legge non è geneticamente giustizia,  la vita non è la morte e la caccia non è l'ambiente. Sono concetti opposti che non si conciliano.
Se la definizione di integralisti ci viene data perchè difendiamo ciò in cui crediamo, siamo ben felici di essere integralisti così come lo siamo quando ci dichiariamo contro lo stupro o l'abuso sui minori.
La legge sulla caccia in quanto legalizzazione di un'ingiustizia (l'uccisione di milioni di vite innocenti per il divertimento di pochi sadici) non può che essere abolita, non modificata.
Così come è considerato contro la legge lo stupro e l'abuso sui minori (persone che non possono difendersi), altrettanto illegale dovrebbe diventare l'uccisione di animali indifesi, esseri sensibili soggetti di una vita.
Non comprendiamo quindi come la Federcaccia di Pisa possa abbracciare il WWF.
Evidentemente sono riusciti a compiere il miracolo: integrare opposti principi. 

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

IL TIRRENO
2 FEBBRAIO 2005
 
Caccia, segnali di pace
All'Università di Pisa incontro Federcaccia- Wwf
 
Giocanni Neri
 
Pisa: Ambientalisti e cacciatori fanno la pace. L'armistizio arriva dopo lunghi anni di guerra senza esclusione di colpi e di polemiche feroci e porta la firma del presidente della Federcaccia Franco Timo e del segretario generale del Wwf Gaetano Benedetto. Occasione della fine delle ostilità una lezione sulla cinofilia del nuovo corso di laurea "Tecniche di allevamento del cane di razza". alla facoltà Veterinaria dell'Università di Pisa.
 
Davanti agli studenti e agli esperti di cani da caccia chiamati per la lezione, Timo e Benedetto hanno concordato sul fatto che i tempi del muro contro muro sono finiti e che gli integralisti devono essere messi fuori gioco da parte di entrambi gli schieramenti.
Signor Timo, ma non volevate cambiare la legge nazionale sulla caccia, allungare la stagione venatoria, ampliare il numero delle specie cacciabili... Rivoluzionare tutto insomma e dare molto più spazio alle doppiette?
- Andiamo per ordine: la legge 157 va sicuramente aggiornata. E' del 1992 ed ha quasi 15 anni; molte cose sono cambiate. Dobbiamo certamente adeguarla alla nuova normativa europea. Questo però non vuol dire buttarla via del tutto.L'impianto resta valido e deve essere mantenuto. Per quello che riguarda la stagione però vogliamo anche in questo caso fare quello che viene fatto nel resto d'Europa. Non mi sembra per esempio che sarebbe uno scandalo cacciare anche durante il mese di febbraio. Sulle specie cacciabili poi riteniamo che sia giusto sentire il parere degli istituti scientifici e valutare come sono cresciute o diminuite certe popolazioni  e adeguare a questo il prelievo venatorio. Ecco questa è una parte fondamentale del nostro discorso: vogliamo che tutta la materia sia subordinata a pareri scientifici e alle esigenze delle categorie coinvolte: noi, gli ambientalisti, gli enti locali e gli agricoltori. Basta con le improvvisazioni e le scelte dettate dall'emotività.-
E' d'accordo signor Benedetto?
- Noi siamo molto contenti che i cacciatori abbiano preso le distanze dalla legge Onnis che voleva stravolgere la normativa sulla caccia e introdurre cose pazzesche. Si parlava infatti di totale depenalizzazione di reati gravi come l'uccisione di specie particolarmente protette, dell'introdurre dalla caccia nei parchi, del completo nomadismo venatorio. Poi si voleva lasciare libero il numero dei colpi nel fucile (attualmente il massimo è tre n.d.r.), aumentare le specie cacciabili, permettere la caccia la notte, liberalizzare l'uso di auto e natanti....Cose assurde che abbiamo visto con piacere rifiutare dai cacciatori. Da questa valutazione nasce la consapevolezza che possiamo sedere attorno ad un tavolo e affrontare i problemi seriamente.-
E la caccia del domani come sarà Timo?
- Certamente crescerà la caccia di selezione. Questa è la nuova frontiera dell'attività venatoria. Supportata da seri pareri scientifici che dicano quali e quanti animali devono essere cacciati perchè il prelievo sia corretto per l'ambiente e per i vari stock di animali.-
Torniamo all'incontro di Pisa. Pace fatta allora?
- La guerra in realtà non c'è mai stata, solo incomprensioni e pregiudizi. Noi vogliamo far capire che i cacciatori sono i primi ad amare il bosco e che possono essere molto utili per far fronte a problemi gravi come l'influenza aviaria o il pericolo degli incendi. Non a caso voglio muovermi su questo terreno. Sono queste le cose importanti. Non solo il fatto che si possa sparare o meno ai fringuelli o agli storni.-
Chi ha deciso di organizzare l'incontro, Benedetto?
- In realtà non siamo stati noi, l'idea è nata dal mondo della cinofilia e dall'Università di Pisa. Diciamo che è stata una bella sorpresa trovare gente disposta ad aprire un dialogo nuovo. Credo sinceramente che ambientalisti e cacciatori, partendo dal presupposto di adeguare la normativa italiana alle direttive comunitarie, possano trovare un modo di confrontarsi intelligente. Diciamo che partendo dai cani abbiamo trovato un modo di riconfrontarci dopo un lungo periodo caratterizzato da una serie di inutili estremismi.-

 

pagina iniziale bairos@tin.it torna alla pagina dei messaggi