Gentili signori
Questo racconto ci fa pensare  che tutti abbiamo un'anima e sentimenti in quanto vivi e possiamo comunicare l'un l'altro proprio perchè vivi.
I linguaggi possono essere verbali e non verbali e per capirli serve soltanto attenzione, partecipazione, sintonia. Soprattutto serve lasciare liberi i sentimenti.
Per secoli la Chiesa ha dibattuto se le donne avessero o non avessero un'anima. Per secoli le donne sono state senz'anima. Ma quanta più anima dimostrano di avere invece le donne e quanto assurdi sono i dibattiti sull'argomento.
Le donne amano, sanno aiutare, sanno accudire, sanno dedicarsi ai bambini, ai malati, agli anziani, ai disperati, agli animali per vocazione naturale eppure per la Chiesa (potere maschile) non avevano un'anima. Guardiamoci intorno.
Raggiunto lo scalino del riconoscimento dell'anima alle donne, ora l'umanità (la Chiesa) deve scalare quello dell'anima agli animali.
Tutti coloro che vivono con un animale e lo amano sanno bene che gli animali hanno un'anima che si esprime con l'amore, la dedizione, la fedeltà, il desiderio della presenza, della protezione. Tutti noi che amiamo gli animali sappiamo che l'amore è come l'acqua e come l'aria, non osserva barriere se non quelle imposte. Ma se le osserva non è più amore.
L'Amore è libero di essere.
Quindi, non ci meravigliamo dell'amore ma delle classificazioni che dell'amore si fanno.
 

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

LIBERO
19 GENNAIO 2006
 
Recuperiamo la nostra indole animale
 
Non credo affatto che gli animali non abbiano un'anima e non so se confutare questo asserto, possa essere solidale o meno a quello che dice la Chiesa o la scienza. In realtà tutto ciò poco importa perché quando una persona ha la fortuna di avere, come me, curato e amato un animale, non ha bisogno di risposte in quanto esse sono davanti ai propri occhi quotidianamente. Come il mio cane che, pur gravato da una fame continua, aspettava con la bava alla bocca il mio ritorno dal lavoro, alle nove di sera, per avvicinarsi alla scodella solo dopo essersi accertato che avevo preso posto accanto al mio commensale; come lo stesso amico indistruttibile che quando mi vedeva triste si metteva ad ululare col musetto all'insù e le lagrime che scendevano. Poi un giorno triste, dopo soli dodici anni, il mio cane se n'è andato per sempre con un male incurabile. Il momento più straziante è stato quando, dopo aver portato il corpo alla Casa del Cane per dargli una degna sepoltura, ho intravisto appesa al muro una targhetta di ceramica sulla quale era incisa la cosiddetta " preghiera del cane": la parte più toccante è quando dice " lo so che adesso il tuo cuore è straziato per non avermi più accanto , ma se vuoi fare davvero una cosa per me, che poi è per me perchè è per te, possa fare tu felice un altro cuccioletto che ti sta aspettando in qualche angolo o in qualche strada per farti felice ed in questo modo felice me". Credo che, anche se fatta dall'uomo, una tale poesia mette in atto quello che nel nostro animo si sia formato in virtù dell'amore disinteressato e della genuina fedeltà che un animale ci può dare, cose che se non provengono da un'anima bisogna rifare daccapo la definizione stessa. Personalmente ho seguito l'invito della poesia per ben due volte, ma la terza non ce l'ho fatta perché quando si perde l'affetto di un animale perché la sua anima sale come tutte al cielo, si soffre troppo. Ho preferito comprare una tartarughina dopo aver consultato un libro per vedere quale è l'animale più longevo. Anche la tartarughina, animale centenario, mi aspetta la sera perché quando entro in cucina la vedo che si sbatte con quel guscio possente sulle spalle inarcando il collo oltre il possibile. Mi rendo conto allora che, indipendente dalla fonte, l'anima si esprime attraverso un gesto d'amore che nasce dalla più tenera semplicità, come quella che lega un figlio a un genitore mentre il primo aspetta che egli porti il cibo per sfamarlo o la sola sua presenza per poterlo godere. Avere un gatto, un cane, una tartaruga o un cavallo non sono sostanzialmente cose differenti tra loro e quando un amico caro mi chiese se per me anche l'uomo è un animale con anima io risposi: l'uomo è l'animale più intelligente che esiste sulla terra ma talvolta proprio il suo spiccato intelletto gli fa perdere la cognizione che le cose più sentite sono le più semplici e meno elaborate, quelle che vengono dalla cura con la quale si soddisfano semplici bisogni quotidiani nonchè dal rispetto che ognuno dovrebbe avere per la nostra parte più istintiva e passionale che è la prima a essere tipica di un'indole animale, che tutti ci portiamo dalla notte dei tempi ma che poi per chissà quale motivo abbiamo in ogni modo cercato di rinnegare.
Bruno Russo
 
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