Egregi signori
Questo articolo è molto istruttivo per chi conserva la capacità di pensiero.
Evidentemente non sono soltanto i cittadini del sud Italia a dare la caccia agli untori ma anche i cittadini di una città come Milano che si vanta di un suo avanzamento culturale e allineamento con le più progredite società del nord Europa.
La paura costringe gli italiani, indistintamente, da sempre zoofobi e assolutamente ignoranti di natura e animali a compiere gesti irrazionali, degni del più grossolano comportamento umano.
Evidentemente la cultura contemporanea, estraniata dalla sua origine, allontanata dalle radici naturali, bombardata da una comunicazione allarmistica (non è lo scoop l'arma letale dei giornalisti?), disinformata a tutto campo perché nell'educazione scolastica manca la disciplina "ecologia, scienze della natura", è guidata soltanto dal terrore di una catastrofe annunciata (pandemia).
D'altra parte non è successo così anche per la sars? Per l'aids? Per........
E' difficile mantenere il senno di questi tempi. Occorre coraggio, capacità critica, sentimento.
Tutte capacità che alla maggioranza sono state tolte.
Chiediamo ai mass media, ai padroni della comunicazione, agli istruttori d'opinione,  di tener conto che il loro è divenuto il primo potere; ne facciano buon uso. Glielo impone la verità.

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

VIVIMILANO
4 MARZO 2006
 
Nessuno tocca gli animali. L'Asl: «Rischi inesistenti, non sono migratori»
«Piccione morto in strada, abbiamo paura dell'aviaria»

È morto dopo due ore d'agonia. Da una settimana è sul marciapiede. Nessuno è venuto a tirarlo via: non l'Asl (segnalazione persa nei giri tra centralini), non l'Amsa (non è competenza degli spazzini), non i carabinieri (hanno altro di cui occuparsi). E neppure un cittadino si è azzardato a fare quello che i milanesi hanno fatto per secoli: prenderlo e buttarlo. Eppure tutti entravano al bar: «C'è un piccione morto là fuori», «Avete chiamato qualcuno?», «State attenti». Nessuna pietà. Qualche sorriso. Parecchi timori. Perché al piccione di via San Marco è capitato di morire nel ruolo — inedito e ingiustificato — che la società della comunicazione di massa gli ha appiccicato addosso: l'untore. Primo, parola alla scienza: i piccioni non sono migratori e dunque non a rischio aviaria. Lo ripetono Asl, servizi veterinari, Protezione animali. Secondo: la psicosi è comunque strisciante e acclarata. Basta chiedere il bilancio dell'Enpa: «Negli ultimi mesi c'è stato un crollo massiccio di animali in difficoltà consegnati dai cittadini al nostro pronto soccorso». In che misura? «Novanta per cento». Perché? «Qualsiasi animale malnutrito, ferito o moribondo suscita diffidenza». La paura stimola le leggende metropolitane. Voci raccolte dai centralini dell'Enpa: «Nel mio quartiere c'è una moria di cani, hanno leccato a terra gli escrementi dei piccioni», «Devo vaccinare il mio cane contro l'aviaria?». Conferma l'Asl: «Quando in Tv si parla di aviaria riceviamo oltre dieci chiamate al giorno per uccelli morti o malati». Da notare che nella storia del servizio veterinario milanese mai erano arrivate segnalazioni allarmate per piccioni, passerotti o merli defunti. Semplicemente, finivano nella spazzatura. Cadaveri smaltiti in silenzio dalla metropoli. Adesso invece qualcuno li vorrebbe tutti sotto un microscopio. Anche perché il ministero, non potendo pretendere perizia ornitologica dall'uomo della strada, non ha potuto far altro che diramare un appello generico: «Non toccate volatili morti». Così laggiù, in un corto circuito a cascata di verità scientifiche, notizie amplificate e profilassi preventiva, giace il piccione di via San Marco. Testa reclinata sotto l'ala. Immobile. Ma intoccabile. Corpo esposto sulla pubblica via, da 7 giorni in attesa di sepoltura. Ma a chi tocca andarlo a prendere? Agli incaricati dell'azienda che ha in appalto il ritiro delle carcasse per conto dell'Asl. Se la bestia è morta in luogo pubblico paga il Comune. Basta una telefonata all'azienda sanitaria o ai vigili urbani. Se tutto fila come dovrebbe, va in esecuzione il precetto dell'Asl: «In caso di piccioni non si procede a esami autoptici ma si inviano alla distruzione le carcasse».
Gianni Santucci
 
Le informazioni
Numeri Asl per il ritiro degli animali morti: zone 1-2-7-8 -9: 02/85788920; zone 1-7-8: 02/85788921; zone 3-4-5-6: 02/85788914; zone 5-6: 02/85788923

 
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