Egregi signori
quando raccogliete informazioni scandalistiche su comportamenti irrazionali, criminali e  preistorici, restituite alla società anche quell'informazione corretta, quella verità che sembra non vi interessi di comunicare.
Gli italiani pensanti ve ne saranno grati, gli italiani non pensanti anche, perché argineranno quella paura che li tiene sul filo del precipizio emotivo.
La società ne avrà vantaggio e, forse, si potrà ancora camminare verso quel progresso di cui tanto ci riempiamo la bocca ma che non essendo progresso culturale, si sgretola al primo luccichio sinistro.
Non ci aspettiamo altro che un supplemento di verità.
 

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articoli di cronaca in allegato

 

IL MATTINO
4 MARZO 2006
 
Gatti avvelenati, è psicosi aviaria
 
MARIELLA OTTIERI MARIELLA ROMANO
 
Torre del Greco (NA). Probabilmente sono stati avvelenati i due gatti trovati morti, ieri mattina, ai bordi di un marciapiede di via Alcide De Gasperi, a pochi metri da palazzo la Salle, da un circolo di tennis, da un parco giochi per bambini e da tre istituti scolastici. E, inevitabilmente, l’incubo aviaria e il timore di un possibile contagio, hanno fatto scattare immediatamente l'allarme: il panico si è alimentato intorno alle 8, un'ora di punta per gli impiegati comunali che vanno al lavoro e gli studenti del liceo scientifico Nobel, del tecnico commerciale Pantaleo e del classico De Bottis per i quali la campanella suona tra le 8,15 e 8,30 e che transitano tutti in zona. Allertati da negozianti e residenti, i primi ad arrivare sul posto sono stati i responsabili dell'Asl 5 che hanno innanzitutto provveduto ad allontanare i curiosi che già si erano affollati e a isolare le carcasse dei due animali che giacevano sulla carreggiata a pochissima distanza l'uno dall'altro. Ma, al responsabile del servizio veterinario Ludovico Abbagnale che ha effettuato il primo sopralluogo tecnico-scientifico, è bastato esaminare anche in maniera superficiale i due felini per intuire che non è stata certo l'influenza dei polli a ucciderli. Tuttavia, la certezza che non ci fosse alcun pericolo, è arrivata a metà mattinata dalle analisi di laboratorio: i gatti che vivevano per strada potrebbero essere stati avvelenati. Non si sa, però, se abbiano ingerito in maniera accidentale esche per topi o se qualcuno abbia volutamente offerto loro carne o pesce contaminato. Di sicuro, il ritrovamento dei due animali che potrebbero essere morti durante la notte o nelle primissime ore della mattinata, ha mandato in tilt il traffico per almeno quindici minuti: ingorghi e forti rallentamenti si sono registrati soprattutto quando il responsabile dell'Asl dopo l'esame esterno ha disposto la rimozione delle due carcasse. L'allarme scattato ieri, l'ennesimo di questi giorni, dimostra comunque quanto i torresi siano tormentati dalla paura dell'aviaria. Una psicosi che, nonostante le rassicurazioni ufficiali, non accenna a spegnersi: sabato scorso un'altra segnalazione ha infatti scatenato il panico tra i cittadini. A mandare in tilt i centralini della polizia e dell'Asl, in quell'occasione, fu un'oca guardiana trovata in fin di vita in un parco di via Gramsci. In quell’occasione gli abitanti del quartiere, pensando che l'animale potesse essere infetto, chiesero l’immediato intervento dell'unità veterinaria. Anche in quel caso, però, gli esperti hanno accertato che non si trattava certamente di un caso di influenza dei polli. Dunque, un altro falso allarme: l'oca bianca, secondo l'Asl, probabilmente si è semplicemente schiantata contro il muro di un palazzo rimanendo gravemente ferita.
 
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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - TARANTO
4 MARZO 2006
 
 
Raffiche di segnalazioni ieri all'Asl
Psicosi-aviaria i gatti nel mirino
 
 
provincia di Taranto
Nonostante la negatività del gatto rinvenuto privo di vita nella zona di sorveglianza intorno a Torre Colimena - l'area in cui sono stati accertati i casi di influenza aviaria su due cigni reali - ora è psicosi-aviaria anche per quanto concerne i gatti. Numerose ieri le telefonate giunte al Servizio veterinario dell'Asl da parte di cittadini che hanno avvistato carcasse di gatti e segnalato la loro presenza un po' ovunque. Ma non ci sono rischi concreti. Il virus H5N1 è rimasto confinato ai cigni reali, giunti dai Paesi dell'Europa dell'est. Il caso del gatto che ha contratto l'influenza aviaria su un'isola del mar Baltico è dovuto alla circostanza che quel gatto è venuto a contatto, o forse si è anche alimentato, con carcasse di altri volatili che in misura consistente sono stati contagiati in quell'area. Nessuna nuova emergenza, quindi, qui da noi tanto che il Servizio veterinario dell'Asl chiede ai cittadini di segnalare l'eventuale presenza di carcasse di gatti ai Vigili Urbani. Intanto, prosegue il monitoraggio delle aree umide dove stazionano numerosi esemplari di uccelli migratori, in particolare delle aree dove stazionano i cigni reali che hanno dato il via all'emergenza aviaria in Puglia. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, nessun chiarimento, infine, per quanto riguarda l'operazione di abbattimento di almeno quattro cigni a Torre Colimena ad opera dei tecnici dell'Istituto nazionale di fauna selvatica, un'operazione - come si ricorderà - avvenuta all'insaputa dei vertici regionali e delle autorità sanitarie locali. M.R.G.
 
 
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IL GAZZETTINO VICENZA BASSANO
4 MARZO 2006
 
 
ARSIÈ Gatto stecchito, interviene l'Ulss
«C'è un cane morto nel lago» scatta falso allarme aviaria
L'animale era precipitato in un burrone
 
 
Arsiè (BL)
(g.l.) Un volo impressionante, un centinaio di metri nel vuoto picchiando su spuntoni di roccia, rimbalzando su sassi e tronchi e sfracellandosi poi sul fondo della forra dove lo ha notato, dall'alto della strada tra Incino e Cismon, un uomo che in quel momento stava camminando e che ha immediatamente chiamato il 115. È morto così, presumibilmente poche ore prima di essere avvistato dal passante che poi ha fatto intervenire i pompieri, un cane siberian husky dal pelo grigio di almeno dieci anni. Nella concitazione del momento però l'indicazione fornita dall'uomo del punto in cui si trovava la carcassa è stata imprecisa e sembrava che si trovasse sotto ai piloni del ponte stradale sul lato a monte del Corlo. Animale morto, lago: due elementi che da soli, in tempi di psicosi da aviaria, sono stati sufficienti a far scattare un'imponente mobilitazione di uomini e mezzi. Dalla caserma di Feltre è stata fatta uscire una squadra di vigili del fuoco che però, quando ha individuato il punto effettivo in cui si trovava la carcassa ha dovuto richiedere l'intervento del nucleo specializzato di soccorso alpino - speleo - fluviale da Belluno. Nel frattempo è stato chiamato anche il dottor Bertoni del servizio veterinario dell'Ulss feltrina. I vigili del fuoco hanno quindi dovuto calarsi nel vuoto con tecnica alpinistica per recuperare i resti del cane schiantato sulle rocce. Difficile stabilire se il cane sia stato lanciato da qualcuno che voleva disfarsene oppure se sia precipitato dopo essersi avvicinato troppo al ciglio della strada. L'animale era sprovvisto di microchip di riconoscimento e di collare, risalire al proprietario è praticamente impossibile, fermo restando che animali di questa razza raramente vivono in stato di randagismo. Servizio veterinario dell'Ulss in azione e accertamenti in corso anche a Mugnai dove nel pomeriggio è stato trovato un gatto morto.
 
 
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