Egregi signori
consideriamo l'uccisione dei 33 cani del canile di  Colleluna  da parte del sindaco di Terni e collaboratori, oltre che una gratuita crudeltà, una anestesia della coscienza,  un vero attacco alla legge 281 che, all'art. 2 comma 6,  dichiara: "I cani possono essere soppressi in modo esclusivamente eutanasico soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità".
La leishmaniosi è una malattia curabile nel senso che può essere tenuta sotto controllo e il cane controllato può vivere ancora a lungo e bene.  Lo attestano i cani che convivono con questa malattia e lo attestano i veterinari che la curano. Stiamo parlando soprattutto di cani padronali che hanno qualcuno che li rispetta e li ama e non certo di poveri animali abbandonati, lasciati ammalare (inadeguate condizioni igieniche), uccisi; animali di nessuno (perchè il sindaco sotto la cui tutela sono stati posti,  è, per loro,  nessuno).     
La leishmaniosi è prodotta da un protozoo del genere leishmania che, per diffondersi, ha bisogno di un animale ematofago, ospite intermedio (flebotomo, pappatacio, moscerino, mosca...), che risulta di conseguenza il vettore  del protozoo leishmania nell'animale vertebrato (mammifero: cane, uomo, topo, ratto, ecc.). Quindi non è il cane a contagiare l'uomo ma il flebotomo vettore del protozoo che, in quanto ematofago ricercando il suo cibo (sangue) punge la cute del mammifero provocando la malattia.
"Finché esisteranno cani randagi o inselvatichiti e ratti, è del tutto inutile ed anche illusorio e delittuoso pensare di combattere la leishmaniosi uccidendo i cani domestici nei quali è stata accertata la malattia (Catarsini, 1989)".
Fra il 1990 ed il 1994 in Brasile vennero controllati dal punto di vista sierologico 4500000 cani; 80000 sieropositivi vennero soppressi (in un programma di controllo della prevalenza dell'infezione umana). Nonostante ciò l'incidenza della malattia umana aumentò di quasi il 100% (Dietze et al., 1997)
Alla luce di queste affermazioni e di queste esperienza (sintetizzate brevemente), invitiamo  l'amministrazione comunale di Terni  e la ASL territoriale a non mandare il cervello all'ammasso, a informarsi accuratamente, a prevenire la moltiplicazione dei flebotomi portatori del protozoo con opportune azioni igieniche nel canile e dintorni, a considerare gli animali degni di vivere, a ritenere la deontologia professionale un valore e, in assenza o carenza di tutto questo, a consultare per informazioni scientifiche il sito www.leishmania.org
Non è degna dell'essere umano morale e pensante l'azione crudele e irresponsabile, caotica e irrazionale con la quale si getta su poveri animali innocenti e vittime l'incuria decennale e la dimenticanza colpevole delle amministrazioni.
Inoltre, tenuto conto che la legge 189  all'art. 544-bis recita: "Chiunque per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale, è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi", invitiamo le associazioni del posto, gli avvocati animalisti o comunque difensori della giustizia, a sporgere denuncia contro l'operato dell'amministrazione comunale di Terni e della ASL.

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

IL MESSAGGERO (UMBRIA)
Venerdì 10 Marzo 2006

  
C’è il timore che i focolai dell’epidemia possano diffondersi e attaccare altri ricoveri per animali 
Scoppia il contagio, abbattuti 33 cani 
Al canile municipale di Colleluna si corre ai ripari contro la leishmaniosi 
 
 di ANNA MARIA RENGO
 
Terni
L'allarme lanciato nel novembre scorso, circa un possibile contagio di leishmaniosi all'interno del canile di Colleluna, non era infondato. Al termine dello screening a tappeto condotto dal Comune e dal Servizio Veterinario di sanità animale della Asl sui cinquecento cani ospiti della struttura comunale, la decisione del sindaco, contenuta in un'ordinanza, è stata drastica: abbattere quelli che sono risultati infetti. In totale trentatre, ai quali è stata somministrata l'iniezione letale. Altri tre erano già morti a causa della malattia e per altri dieci si è in attesa di ulteriori accertamenti, prima di decidere il da farsi. Anche se l'indirizzo del Comune, ente che decide in materia (la legge nazionale prescrive solo la comunicazione all'ufficiale sanitario) pare chiaro. Eliminare le possibili fonti di epidemia. Perché si tratta di una malattia contagiosa che si può trasmettere da cane a cane e, nei casi peggiori, persino all'uomo.
Una malattia che si sta diffondendo a macchia di leopardo in tutta l'Italia, e che sembra essersi insediata in pianta stabile anche a Terni. Negli ultimi quindici anni a solo quattordici cani del canile di Colleluna era stata riscontrata la leishmaniosi. Ora si inizia a parlare di epidemia. Anche perché è difficile isolare il cane malato in un apposito box, come invece i veterinari suggerirebbero, in una struttura sovraffollata nella quale solo da qualche mese sono iniziati gli attesi lavori di ampliamento.
Ma alla Asl, pur confermando l'abbattimento dei cani, non danno ulteriori ragguagli sull'accaduto, rinviando a oggi una nota esplicativa circa la diffusione della malattia nel ternano. Bocche cucite anche al canile, gestito da anni dalle volontarie dell'associazione "Grandi amici". Nessuno, al momento, se la sente di assicurare che la malattia sia circoscritta all'interno del canile, o se potrebbe essersi diffusa anche nei restanti canili della provincia o nell'altra grande struttura di Terni, quella di Monte Argento, che è invece privato, o persino fra i cani domestici.
È certo, invece, che il Comune sta correndo ai ripari per quanto riguarda il canile di cui è proprietario. L'ordinanza prevede anche la definizione di un protocollo di disinfestazione del canile con cadenza almeno mensile, oltre all'uso dei collari e il monitoraggio sierologico dei cani ogni anno. La malattia può avere un'incubazione di oltre otto mesi. Questo significa che i cani che a dicembre risultavano sani, potrebbero in seguito, specie in primavera, sviluppare la malattia.
La leismaniosi si manifesta nei cani con perdita di pelo intorno agli occhi e alle orecchie, allungamento delle unghie, eczema sul corpo. È causata da un protozoo chiamato leishmania, che parassita il sistema ematico e che all'apparenza è simile alla rogna. Si trasmette attraverso la puntura di insetti vettori, i flebotomi (più noti con il nome di pappataci). Se presa in tempo, è curabile, anche se cronica. Quando il cane comincia a soffrire di anemia, perde sangue dal naso e dimagrisce in modo vistoso, spesso non c'è più cura che tenga. Resta da verificare se i cani abbattuti fossero allo stadio finale, se potessero essere curati e quanto sarebbe costato. «I cani abbattuti erano allo stato terminale, non c'era altra soluzione. Estenderemo i controlli anche al canile di Montargento, ma finora non ci sono arrivate segnalazione di casi in quella struttura» afferma l'assessore competente, Gianfranco Salvati.

 

Risposta di Paolo Raffaelli dell'amministrazione comunale più allegato

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