Egregi signori
ci riferiamo agli articoli allegati.
Perchè fare la domanda: "Professor Garattini, cosa può essere successo?" a un vivisezionista?
Costui non può conoscere nè la pietà nè il rispetto perchè nella sua pratica quotidiana non usa nè pietà nè rispetto ma i loro contrari.
Perciò la risposta è scontata: soltanto  un «brutto incidente di percorso». 
Incidente per chi sta giocando con un videogame ma non per coloro che l'hanno subìto sul proprio corpo.
E non per i milioni di animali destinati da Garattini e colleghi alle atroci sofferenze, mutilazioni e morti.
Come si può chiamare chi commette "il crimine più nero tra i neri crimini dell'uomo"? (Gandhi).
Come si può chiamare chi tortura e uccide una creatura considerato "che verrà il giorno in cui uccidere un animale sarà considerato criminale quanto uccidere un uomo"? (Leonardo).
Che nome si può dare a coloro che "provando e riprovando", hanno sterminato vite e miliardi in sperimenti pluridecennali senza arrivare al segreto della malattia del secolo? Che da un lato considerano gli animali uguali all'uomo (convenienza, sadismo, insensibilità) e dall'altra li considerano cose (aridità, empirismo, ottusità)?
La ricerca sugli animali è stata definita un errore da studiosi antivivisezionisti  di fama mondiale con l'avallo della prestigiosa rivista scientifica Nature, punto di riferimento della scienza mondiale che, in un articolo pubblicato il 10.1.2005, ha dichiarato la vivisezione inutile.
Alcuni sicenziati hanno infatti dichiarato:
- I test di tossicità che abbiamo utilizzato per decenni sono semplicemente cattiva scienza. Oggi abbiamo l’opportunità di incominciare da zero e di sviluppare dei test basati su prove evidenti, che forniscono una reale opportunità per la tossicologia di diventare infine una scienza rispettabile.
- E’ stata riconosciuta la cattiva qualità della maggior parte dei test su animali, che non sono mai stati sottoposti ai rigori della validazione oggi imposta ai metodi alternativi in vitro. La maggior parte dei test su animali sovrastimano o sottostimano la tossicità, o semplicemente non sono in grado di fornire dati precisi sulla tossicità riferita all’uomo (il 75% dei test su animali vengono fatti per prove di tossicologia, ndr)
- I test di tossicologia embrionale fatti su animali non sono affidabili per la previsione nell’uomo: quando scopriamo che il cortisone è tossico per gli embrioni di tutte le specie testate, eccetto quella umana, cosa dobbiamo fare?”
- I test sugli animali sono economicamente insostenibili, oltre che inadatti, per motivi diversi, a tutelare la salute umana. Il giornalista che farà capire questa impossibilità e raccomanderà il ricorso ai test scientifici e rapidi, renderà davvero un gran servizio all¹intera umanità. (Claude Reiss è tossicologo molecolare, già direttore di ricerca al CNRS parigino).
- Le sperimentazioni sugli animali rappresentano in certi casi un metodo operativo obsoleto e gratuitamente violento; la vera alternativa secondo Wilmut sono gli embrioni soprannumerari e le cellule staminali embrionali, nonché il trasferimento nucleare somatico.
...................
Ma il riconoscimento dell'errore di tutta una vita è duro da accettare, solo le menti superiori e libere e le coscienze sane possono farlo.
Perciò si continuano a impiegare modelli approssimativi, animali/cose (come quelli dell'esperimento riportato nell'articolo di Repubblica allegato che spiega perfettamente quanto utili ed etiche siano le ricerche), per essere incapaci  del coraggio di procedere verso nuovi orizzonti come quelli offerti dai metodi alternativi per i quali in Italia (IPAM) e in Europa (ECVAM) sono stati creati specifici istituti.
E continuano "gli errori di percorso", soltanto e semplicemente liquidati come "errori di percorso".
Noi auspichiamo una scienza evoluta che, proprio per questo, andrà a braccetto dell'etica.
Si dice che da un cattivo seme nasca una cattiva pianta.

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articoli di cronaca in allegato

 
 
La Provincia di Cremona
16/03/06
 
 
Sei 'cavie' umane in gravi condizioni
Testavano farmaci
 
 
LONDRA
Erano in perfetta salute, e si erano offerti come volontari pagati per un test di un nuovo farmaco anti-infiammatorio. Ma qualcosa è andato storto. e ora sei uomini sono in gravi condizioni al Northwick Park Hospital a Londra, tutti ricoverati in terapia intensiva dopo una violenta reazione alla medicina. L'incidente è avvenuto in una sezione dell'ospedale gestita privatamente dalla società per la ricerca farmaceutica Parexel che ha affermato di aver seguito tutte le norme. Myfanwy Marshall. la ragazza di uno dei volontari in condizioni più gravi, ha raccontato che il suo fidanzato, che ha 28 anni, si è gonfiato fino a diventare irriconoscibile, e molti dei suoi organi hanno iniziato a cedere.
<È qualcosa che non sanno come affrontare>, ha affermato la ragazza. <la sua faccia era così gonfia che sembrava Elephant Man. I suoi amici non potevano neanche guardarlo>.
 
I giovani prendevano parte alle fasi iniziali della sperimentazione umana del farmaco Tgn1412 prodotto dalla tedesca TeCenero, il cui uso è previsto in malattie come l'artrite reumatoide e la leucemia. Due dei volontari sono in condizioni critiche, mentre quattro hanno mostrato segni di ripresa. Tutti venivano pagati 150 sterline al giorno. 220 euro circa, per partecipare alla sperimentazione. L'agenzia che regola i test delle medicine (Mhra) ha immediatamente ritirato l'autorizzazione per la sperimentazione del Tgn1412, lanciando contemporancamente un allarme internazionale per evitare che il farmaco sia testato in altri Paesi. L'autorizzazione alla Parexel era stata data dopo alcuni test sugli animali, che avevano avuto effetti positivi.
 

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IL MATTINO
16 MARZO 2006
 
SILVIO GARATTINI
«Un brutto incidente di percorso»
 
 
Per Silvio Garattini, farmacologo e direttore dell’Istituto di ricerca Mario Negri di Milano, quello accaduto a Londra è un «brutto incidente di percorso». Professor Garattini, cosa può essere successo? «Quello che è stato somministrato ai volontari è un farmaco nuovo sperimentato nella cosiddetta fase I, quella in cui viene testata, appunto la tossicità della sostanza. È la prima volta, quindi, che la molecola è passata dal laboratorio all’organismo umano. In questa fase gli effetti tossici non sono rari, ma generalmente non sono mai di questa gravità e poi spariscono». Che cosa può essere andato storto? «È probabile che non siano state prese tutte le precauzioni. Magari si è cominciato con dosaggi troppo alti. O forse non è stato corretto testare un farmaco che dovrebbe essere usato anche contro la leucemia su persone sane. Ma siamo nel campo delle ipotesi». Come si arruolano i volontari per le sperimentazioni? «Ogni azienda ha il suo giro. Ma ci sono comunque delle regole fisse che impediscono che ci si possa prestare a degli studi per più di 2-3 volte l’anno». C’è gente che fa la cavia per mestiere? «Le regole lo vietano. E comunque solo chi partecipa alla fase 1 della sperimentazione riceve denaro. Si tratta di un rimborso spese per i pochi giorni in cui si è impegnati, che possono far comodo magari ad uno studente, ma certo non possono rappresentare una fonte di reddito». Che tipo di controlli ci sono nelle sperimentazioni? «C’è un comitato etico che deve autorizzare la ricerca dopo aver verificato che tutto sia in regola, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza e la tossicità della sostanza sperimentata prima sugli animali». È possibile che per abbreviare i tempi lunghissimi della sperimentazione sia saltata qualche fase nei controlli? «È molto difficile. Queste sperimentazioni, oltre all’azienda farmaceutica, coinvolgono medici, ricercatori, strutture che difficilmente si espongono a certi rischi». ga. se.
 

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REPUBBLICA
16 MARZO 2006

 

Cervello "spento" per 5 giorni con ecstasy e musica forte

 

La musica ad alto volume esaspera gli effetti dell'ecstasy sul cervello. Lo ha scoperto l'Istituto di Scienze Neurologiche di Catanzaro, provando su 20 ratti gli effetti della 3,4-metilenediossimetamfetamina (ecstasy), in associazione alla musica ad alto volume. Gli animali drogati e esposti a musica a 95 decibel, massimo consentito per legge, hanno impiegato cinque giorni per ripristinare la normale attività cerebrale, contro le 24 ore di quelli drogati ma non esposti ai 95 decibel.


 
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