Egregi signori
leggendo l'articolo in calce ma non solo, constatiamo ancora una volta quanto poco compassionevoli siano gli ecclesiastici, quanto poco francescani,  quanto poco amore alberghi nei loro cuori!
La dottrina imbavaglia la loro voce e la loro coscienza, ottunde i sentimenti, irretisce la poesia di cui č piena la natura con tutte le sue creature.
Quanto mondo deve ancora sfilare davanti al loro intelletto affinchč l'immobilitā, il meccanicismo, l'automazione dei loro comportamenti spacchi la corazza dentro cui si sono rinchiusi?
Non sarebbe tanto pių incisivo, intenso, trascinante un atteggiamento di apertura, di disponibilitā, di comprensione autentica che come una sorgente invadesse ogni essere?
Quanto vorremmo che tra di noi circolasse come un fluido benefico e travolgente quello straordinario, unico esempio di Francesco! Non ci sarebbero nč laici, nč religiosi, nč fedeli, nč atei ma semplicemente creature.
Non dovrebbe essere questo l'intento principale di una Chiesa?
Noi, nel frattempo e nell'attesa, lottiamo per la salvezza degli animali nostri fratelli e compagni di strada, creature dimenticate, abbandonate a qualcuno che le tortura, le imprigiona, le sfrutta e le uccide continuando a costruire per loro l'altare del sacrificio.

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

IL GAZZETTINO DI PADOVA
Mercoledė, 22 Marzo 2006
 
Una mia amica ieri sera, tornando ... 
 
Una mia amica ieri sera, tornando dalla passeggiata con il cane, passava davanti ad una chiesa nei pressi della sua abitazione. Le veniva voglia di entrare un attimo per pregare. La Messa era in corso, lei si metteva in fondo alla chiesa, proprio vicino alla porta di ingresso, il cane si accucciava in silenzio ai suoi piedi. Il sagrestano, visto il cane, andava a riferire la cosa al parroco che si precipitava dalla mia amica intimandole, in malo modo, di uscire immediatamente dalla chiesa come se fosse appestata.
Mi viene da pensare ad un fatto che mi č stato riportato questa mattina da alcune volontarie. Nel cimitero di Campagnano, nel Lazio, un cane vive da 2 anni vicino alla tomba del suo amico umano morto nonostante sia stato pių volte picchiato e maltrattato da "persone molto civili". Č entrato al seguito del funerale del padrone e non si č pių riusciti a staccarlo di lė, alcune signore gli portano da mangiare. Si trascina stancamente solo e ammalato. Penso sia sufficiente mettere insieme questi due fatti senza fare alcun commento. Desidero solo ricordare S. Francesco e il suo "Cantico delle creature" cosė lontano dalle posizioni passate e attuali della Chiesa nei confronti degli animali, e non solo...
Annamaria Mattoschi
Franco Milvia

 

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