Egregi signori
"tutta l'economia della nostra provincia ruota attorno alla caccia alle foche" dichiara il premier Okalik con lo spirito di chi pronuncia una massima del vangelo.
Per costui la barbara uccisione delle foche sarebbe un "luogo comune"
Come dire che "tutta l'economia italiana ruota intorno alla guerra e quindi la guerra va promossa, sostenuta, alimentata" (naturalmente uccidendo e distruggendo per poi costruire nuove armi, ricostruire nuove città........)  e chi contraddice tale massima è un reprobo.
Questo modo di ragionare, questa forma mentis, questo disprezzo delle più elementari regole etiche che il nostro tempo ha coniato con tanti sforzi e dopo tanta immane crudeltà, viene smentita, dileggiata dalle ragioni dell'economia.
L'economia avanti a tutto e, se per l'economia occorrerà ammazzare nostro padre e nostra madre che si oppongono, ammazziamo nostro padre e nostra madre.
Un popolo di gente civile parla mentre occhi di foca implorano in mezzo al sangue
 

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

CORRIERE CANADESE
27/03/2006
 
 
Caccia alle foche, fermati 7 attivisti
Il premier inuit del Nunavut difende la seal hunt
 
 
Sette attivisti della Humane Society e un cameraman della Reuters sono stati arrestati per aver violato la legge che regola la caccia alle foche. Gli animalisti - fermati dagli agenti dell'Rcmp su una banchina di ghiaccio del Golfo di San Lorenzo, interrogati e poi rilasciati - si sarebbero avvicinati ad una imbarcazione di cacciatori ad una distanza minore di dieci metri. L'episodio è avvenuto domenica, ma solamente ieri è stato reso noto. Rebecca Aldworth, una delle portavoci dell'associazione animalista, ha confermato ieri che non potrà più partecipare alle azioni dimostrative della Humane Society fino a quando non sarà conclusa l'indagine.
Gli agenti hanno sequestrato telecamere e videocassette degli attivisti, nelle quali sono state documentate le battute di caccia di questi primi giorni di seal hunt.
«Sono una cittadina canadese - ha aggiunto la Aldworth - e mi sento davvero umiliata per quello che è successo. Noi siamo rimasti a distanza di sicurezza dall'imbarcazione dei cacciatori: sono stati loro ad avvicinarsi».
Sempre ieri il premier del Nunavut ha difeso la caccia alle foche. «Basta con i luoghi comuni - ha dichiarato Paul Okalik - tutta l'economia della nostra provincia ruota attorno alla seal hunt. La foca - ha poi aggiunto il premier inuit - è alla base della nostra dieta, non possiamo certo coltivare patate». Secondo Okalik, sull'argomento molto spesso viene spesa troppa retorica: «Si continua a sostenere che molto spesso vengano cacciati i cuccioli delle foche, quando in realtà ci sono delle leggi ben precise che lo vietano». La caccia alle foche nel 2006 continuerà fino a quando non verrà raggiunta la quota limite di 325 mila animali uccisi.

 
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