Egregi signori
proprio così.
C'è chi si prepara alla Pasqua, cioè al giorno della resurrezione di Cristo (dopo il sacrificio e la morte), rinnovando il sacrificio e la morte di piccole creature innocenti e ignare della crudeltà cui saranno sottoposte.
Gente barbara  e indifferente li strapperà alle madri mentre i belati degli uni e delle altre si confonderanno con i lamenti e il sangue di quelli già sgozzati.
Un mano sporca e feroce affonderà il coltello nella loro gola e poi appenderà i corpi convulsi per i piedi come stracci sanguinanti affinchè per ore il sangue  dei cuccioli scorra  e l'ultimo fremito si acquieti.
Questa è la Pasqua dei cattolici, gente generosa, gente caritatevole, gente che va in chiesa e prega...ma per cosa prega? Per la ripetizione anno dopo anno del martirio di migliaia di agnellini candidi, soffici, belanti strappati alla vita.
Che differenza c'è con l'uccisione dei cuccioli di foca per i quali il governo italiano, sommerso dal raccapriccio,  ha proibito l'importazione?
E, intanto, nessuna parola di pietà arriva dall'alto dei cieli!

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

LA SICILIA (CATANIA_CRONACA)
28/03/2006
 
LO DICO A LA SICILIA
Pasqua «Avete mai pensato agli inermi agnellini?»
 
C'è chi si prepara alla Pasqua partecipando alle funzioni religiose (magari spettegolando del vicino di banco), chi fa dei piccoli fioretti (sentendosi Santo dopo un minuto) e chi osserva il digiuno dalla carne (divorando l'agnello il giorno di festa). Se fate parte della terza categoria allora queste poche righe sono rivolte a voi. Vi siete mai domandati a quali sofferenze vanno incontro gli agnellini prima di finire sui vostri piatti? Sì, mi riferisco agli stessi piccoli batuffoli bianchi che, magari incontrandoli al pascolo con le loro mamme, fate ammirare ai vostri figlioletti per poi propinarglieli morti il giorno di Pasqua! Perché non spiegate ai vostri bimbi che quella tenera scena finirà in tragedia? Un piccolo suggerimento: dopo esservi ingozzati a dovere (fate attenzione a non esagerare, mi dispiacerebbe sapere che qualcosa vi abbia fatto indigesto!) fate un esame di coscienza e chiedetevi se ne valeva veramente la pena. Mi auguro che la vostra Pasqua sia ricca di sensi di colpa per aver contribuito alla carneficina dell'animale più innocente del mondo. P.S.: io sono vegetariana da sedici anni ed ho la coscienza pulita!
Laura Q. (Mascali)

 
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