Gentili signori
Leggiamo questa lettera e non possiamo trattenere la commozione.
Quanta distanza tra questo amore e l'odio crudele verso gli agnellini che in questo periodo a migliaia verranno uccisi per festeggiare la Pasqua dei cattolici.
Quanta distanza tra i sentimenti di amore, di comprensione e di dolore per Freddy e l'indifferenza colpevole, superficiale, agghiacciante di chi farà sgozzare una creatura appena nata.
Quanta distanza tra cuore e mancanza di cuore, tra coscienza e mancanza di coscienza, tra amore e odio.....
Siamo vicini a Freddy e alla sua padrona che illuminano questo cammino lento, tortuoso e stracolmo di un  dolore incommensurabile che chi ama e rispetta gli animali deve percorrere.

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articolo di cronaca in allegato

 
 
IL MATTINO (NAZIONALE)
28/03/2006
 
Al mio Freddy un saluto d’amore
 

Al mio Freddy, golden retriever, otto anni. Da pochi giorni ho saputo del mostro che ti ruberà al mio affetto. Il responso, melanoma, ha un che di dolce, ma purtroppo non ti lascerà vivere. Ti ho desiderato tanto e quando sei nato, per non restare delusi dal rifiuto del capo di casa, non venimmo neppure a conoscerti. Ero in un momento difficile, inchiodata a letto da una patologia sconosciuta senza sollievo e senza riposo. Poi una domenica mattina la "nonna" ti ha portato a casa e sei arrivato, mio piccolo batuffolone di pelo rosso e dorato. Mio figlio, fan di Freddy Mercury, volle chiamarti come il suo idolo. Subito la tua presenza morbida e calda mi ha aiutata a lasciare il letto. Ci hai allietato e rallegrato; il tuo tartufone ci perseguitava: dovevamo giocare. Hai avuto un rapporto diverso con ciascuno di noi, ma sempre con tenera fedeltà verso tutti. Cosa non abbiamo fatto insieme, al mare, al lago, al fiume. Mi hai riempito la vita. Sempre pronto, solerte, riuscivi a capire l'orario di scuola e mi svegliavi in tempo. Distinguevi la domenica e mi lasciavi dormire tranquilla. A ogni risveglio continui a cantarmi la tua canzone gioiosa fatta di gorgoglii e brontolii; mi hai riscaldato nelle notti fredde sdraiandoti lungo la mia schiena; mi hai confortata nei momenti tristi: tutto comprendi e tutto sai, forse hai capito anche il destino crudele, perché oggi fissi i tuoi occhi in fondo ai miei. Ogni mio passo è un tuo passo, ogni mio gesto ha il suo corrispettivo nei tuoi. Mi sembra che tu pensi i miei pensieri e senti i miei sentimenti. Sono certa che vivrò nel tuo ricordo e pavento i giorni a venire. Vorrei che mai il dolore ti sfiorasse; al Signore chiedo di guidarmi per sostenerti nel trapasso. Anche adesso, mentre scrivo, mi chiami col tuo tartufo roseo e mi dai la zampa. Tra proteste e ragionamenti, un triste saluto a un cane. Chi c’è passato, sa cosa si prova. Ma i miracoli possono interessare pure gli animali.

 

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