Egregi signori
Forse ci dobbiamo chiedere perchè tanta crudeltà viene autorizzata ed eseguita impunemente, perchè tanta durezza di cuore, tanta inciviltà, tanta arretratezza morale albergano nella società contemporanea. Istituzioni e gruppi sportivi (???) si impegnano nello sterminio degli animali alloctoni (ma anche di quelli autoctoni - ogni scusa è buona per uccidere) dimenticando che loro stessi sono i responsabili dell'immissione e, soprattutto, dimenticando che alloctoni o autoctoni gli animali hanno una vita e sono innocenti.
Perchè la loro sofferenza non muove neppure un pelo dell'animo di chi ordina di uccidere, uccide o resta indifferente all'uccisione?
Che persone alloctone siamo noi che invece soffriamo e respingiamo la crudeltà?
Come alloctoni dovreste eliminarci e siamo certi che, legalizzando tale impresa, lo fareste.
Poichè ancora non siamo stati eliminati e ci è consentito protestare, protestiamo per la motivazione dell'uccisione, per la spietatezza dell'uccisione, per la reiterazione dell'uccisione.
Chiediamo che non venga ripetuta, che i cittadini etici vengano ascoltati e che le istituzioni (le province sempre pronte a ordinare eradicazioni) tengano conto del servizio che devono rendere a tutta la cittadinanza, rispettando quella maggioranza che vuole gli animali vivi e protetti.

 

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articoli di cronaca in allegato

 

 
VILLAGGIO GLOBALE
28 MARZO 2006
 
Mattanza di pesce siluro nel Mincio
È accaduto a Pozzolo (Mantova), «animali lasciati agonizzare per ore e metodi di cattura al limite della legalità» e si dovrebbe replicare il 1° aprile sul lago Endine (Bergamo)

 
Pozzolo (Mantova)
Domenica scorsa, sul fiume Mincio, a Pozzolo (Mantova), si è svolta con inaudita crudeltà una vera e propria caccia al pesce siluro, animale alloctono ritenuto «nocivo» per l'habitat fluviale, quindi oggetto di uno sterminio legalizzato.Le federazioni sportive di pesca, infatti, con l'autorizzazione della Provincia di Mantova, hanno organizzato la caccia a questi pesci abbassando il livello delle acque per consentire l'immersione di circa 25 sub armati di fucile subacqueo che hanno rastrellato 2 km di fiume e catturato circa 30 pesci siluri, trascinandoli fuori dall'acqua legati ad arpioni e uncini metallici, in alcuni casi ancora vivi e lasciati agonizzare per ore ammassati sul rimorchio di una jeep.La mattanza si è svolta in un clima di festa, con banchetti imbanditi e famiglie con bambini, alla presenza di guardie ittiche, guardia pesca volontarie e agenti provinciali. La caccia, documentata con foto e immagini realizzate dalla Lav presente sul posto, ha avuto inizio alle 8 è si conclusa intorno alle 13, quando gli animali uccisi sono stati portati via. La Lav denuncia pubblicamente l'inaccettabile crudeltà di questa pesca, chiede che simili iniziative non siano più ripetute e rivolge un appello affinché l'analoga «caccia» prevista per il 1° aprile sul lago di Endine, in provincia di Bergamo, sia annullata.«La presunta “nocività” di questo pesce predatore vorrebbe giustificare l'uso di metodi di per sé invasivi e al limite della legalità, laddove la minaccia che ne deriva rappresenta soltanto l'ultimo anello di una catena distruttiva innescata dall'uomo con l'introduzione indiscriminata di pesci alloctoni nei nostri ecosistemi, e che andrebbe risolto in maniera differente - dichiara Ciro Troiano, responsabile nazionale Lav e testimone della mattanza -. Si tratta di una caccia inutile e gratuita che non produce altro che un'inaccettabile sofferenza per gli animali uccisi. La fauna del Po, così come quella degli altri fiumi, è certo minacciata ma da inquinamento e degrado ambientale che, oramai, non risparmiano né mari né acque interne».«Se l'obiettivo dell'iniziativa svoltasi domenica scorsa era quello di tutelare le specie autoctone, la soluzione è scientificamente ed eticamente inaccettabile – dichiara Maria Teresa D'Agostino, responsabile nazionale Lav Settore Pesca e Itticoltura –. La scelta di organizzare una vera e propria “caccia alle streghe”, con tanto di leggende sinistre sulla voracità del pesce siluro non può rivelarsi un razionale metodo per la soluzione del problema. La scelta di introdurre questo e altri pesci alloctoni nei nostri habitat, soprattutto per la pesca e per l'allevamento, ha dato luogo a numerose condizioni di coesistenza “forzata” e innaturale che vanno risolte alla base, ripensando il nostro modo di rapportarci con la natura e con gli animali».
 
 
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Animalieanimali
30 MARZO 2006
 
Provincia prepara uccisione pesci siluro in Lago d'Endine
 
Bergamo: E' allarme per il costante incremento della presenza di esemplari di pesce siluro nelle acque del lago di Endine. Per questo la Provincia di Bergamo sta cercando di correre ai ripari per contrastare quella che, per l'assessore provinciale all'Agricoltura, Luigi Pisoni, e' una vera e propria ''esplosione demografica''.
''A rischio - sottolinea Pisoni - c'e' l' intero ecosistema lacustre. Da tempo abbiamo deciso di intervenire in tutti i modi possibili per cercare di contenere lo sviluppo di questo pesce che nell' arco di pochi anni potrebbe avere il sopravvento sull' altra fauna ittica''.
Domenica prossima ad entrare in azione saranno quindi i pescatori subacquei affiliati alla Fipsas, la Federazione italiana di pesca sportiva. A loro sara' affidato il compito di prelevare alcuni esemplari di pesce siluro attraverso un'azione concertata che si affianchera' ai prelievi selettivi tramite elettropesca effettuata nel corso dell' anno. Il pesce siluro ha trovato nelle acque del lago d'Endine il suo habitat ideale: l' acqua con temperature oltre i 18 gradi nel periodo primaverile ed estivo gli consente una perfetta deposizione e schiusa delle uova. ''Inoltre - aggiunge Alberto Testa, responsabile del settore Pesca della Provincia - non essendo aggredito dagli altri pesci ittiofagi, puo' crescere senza alcun pericolo arrecando solo danni ai suoi consimili''.
Dal 2002 la Provincia e la Comunita' Montana Valle Cavallina sostengono l'iniziativa 'Caccia al siluro' promossa dall' Associazione Pesca ValCavallina che per prima aveva segnalato quello che stava succedendo. ''Per quanto i pescatori si diano da fare - aggiunge pero' Pisoni - ogni anno riescono a prelevare al massimo dai 600 ai 700 esemplari che non vanno neppure a pareggiare il numero di uova deposte annualmente da un paio di femmine di siluro. Ecco perche' abbiamo deciso di agire con interventi coordinati e diversificati''. (ANSA)
 
 
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