Egregi signori
Ai cacciatori carta bianca: pensano loro a uccidere gli animali.  Siano essi cinghiali, cormorani, gabbiani, volpi, colombi, scoiattoli......... o... nutrie.
Un colpo d fucile in testa e una vita si spegne.
Le amministrazioni premono il bottone, non vedono le convulsioni della morte, non vedono il sangue, non sanno storie di mamme e di cuccioli, di vita, di rapporti sociali, non sanno niente. Premono il grilletto: uccidono.
Questo comportamento lo chiamano civiltà.
Perchè a monte c'è il problema, "del contenimento del dannoso animale", come dicono, per giustificare lo sterminio.
Gli eufemismi sono pronti e, per non fare inorridire la civiltà si dice "abbattere" perchè è più facile mascherare la brutalità dell'uccisione.
Si vuole estirpare un animale perchè ha avuto il torto di essere importato dall'America per essere trasformato in pelliccia.
Ha avuto  il torto di non essere più richiesto sul mercato e quindi liberato da quegli stessi allevatori che,  tanto incoscientemente, con l'approvazione di tutti, lo avevano italianizzato (prigioniero di gabbie,  costretto a  una breve e orrenda vita seguita da altrettanto spietata morte).
Le istituzioni, indirizzano la natura, stabiliscono l'ordine a cui deve assoggettarsi e impongono le  regole a cui deve soggiacere dopo che quelle intrinseche sono state ampiamente stravolte e inquinate dagli interessi umani.
La nutria vive nei canali, nei fiumi, quali danni ai campi coltivati potrà mai arrecare? Quanto lontano dalla riva può spingersi un animale rigorosamente acquatico?
Inoltre nessuna certezza scientifica può essere avallata poichè  essendo la nutria un animale proveniente da altro continente, non è disponibile e facilmente reperibile, una sufficiente quantità di notizie sulla sua etologia, notizie comunque che le istituzioni si guardano bene dal ricercare e studiare perchè l'assalto (dei cacciatori) preme ai confini....e non lascia margini per un rigoroso esame di scienza e coscienza.
Siamo disgustati da tutta questa spietata crudeltà, ma crediamo che, fra i tanti, ci siano coloro capaci di condannare  così tanta violenza e ingiustizia. Se le parole hanno ancora il significato per cui sono state coniate, ci rivolgiamo a queste persone, affinchè propongano azioni incruente e preservino la coscienza dalla vergognosa brutalità.

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

firme dei sostenitori del messaggio:

 

p.s. articolo di cronaca in allegato
 


 

IL CITTADINO (BASSO LODIGIANO)
13/05/2006
 
Carta bianca ai volontari, potranno sparare alle nutrie 
 
provincia di Lodi
Intanto provincia e cacciatori scendono in campo per far fronte all'emergenza nutrie. Le associazioni venatorie e l'istituzione lodigiana hanno raggiunto un accordo “epocale” volto a potenziare il contenimento del dannoso animale, vera e propria piaga ecologica nelle campagne lodigiane. Se anche la prefettura darà il suo assenso, le guardie volontarie venatorie potranno sparare alle nutrie senza la presenza degli uomini della polizia provinciale, attualmente obbligatoria. L'accordo fra provincia e cacciatori è stato raggiunto dietro le continue pressioni delle associazioni venatorie, a loro volta sollecitate dal mondo agricolo. Tra i protagonisti della trattativa, Mario Ghidelli, vicepresidente dell’Ambito territoriale della caccia Sud, che ha citato gli esempi delle province di Piacenza e Cremona, dove la pratica ha già fruttato discreti risultati: «La presenza della nutria nelle nostre campagne è forte e per di più in espansione, anche se gli ultimi dati ufficiali che ho a disposizione risalgono a due anni fa». Nonostante questo, non ci sono dubbi sull'aumento della popolazione del Myocastor Coypus, il quale, come è noto, apporta gravi danni alle coltivazioni ma anche alle strutture idrauliche. «Siamo partiti dalla considerazione che il sistema delle gabbie è efficace ma non sufficiente - prosegue Ghidelli - e che lo sparo può costituire un'arma di dissuasione ulteriore». Come detto, la possibilità di caccia con il fucile non è una novità in assoluto, ma l'obbligo di presenza della polizia provinciale rendeva necessaria un lavoro di programmazione degli interventi insostenibile. «In ogni caso, anche il sistema delle gabbie viene incrementato. La settimana prossima, in cinque paesi del Basso Lodigiano, verranno installate 80 nuove trappole, in modo da aumentare le catture». Lo scorso anno, nei cinque territori cui Ghidelli fa riferimento, le nutrie finite in gabbia furono circa 250, cui vanno aggiunte quelle eliminate al di fuori delle procedure ufficiali. Il prevedibile aumento di nutrie morte cui si assisterà quest'anno obbliga ad una seria programmazione per gli smaltimenti: «Sto già intervistando i diversi comuni sulla disponibilità ad attrezzarsi degli appositi freezer. Le carcasse delle nutrie devono infatti essere chiuse in sacchetti di plastica e poi congelate prima dello smaltimento».
P. M.
 
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