Egregi signori
Il comportamento tenuto dai proprietari della caffetteria di Viale Aldo Moro a Galatone denota quanto sia loro connaturata una cultura estranea al mondo occidentale che, tra  conquiste civili e tremendi peccati, ha camminato lungo il faticoso sentiero dell'etica distribuendo per il mondo (sempre occidentale), oltre che statue di poeti ed eroi anche monumenti ai cani.
I signori proprietari immaginavano forse che il cane della signora Marzia Zenobini fosse l'animale immondo, simbolo del demonio, capace di profanare quel luogo sacro e puro che è la caffetteria di Viale Aldo Moro?
Oppure hanno pensato che un cane, creatura innocente di un paradiso per noi umani da tempo  perduto, potesse assomigliare al mondo sporco nascosto nelle pieghe dei nostri feticismi, comportamenti e coscienze?
Vogliamo ricordare ai signori proprietari del bar di Galatone che proprio per questo tabù  che il meridione continua a coltivare nei confronti degli animali (per questa  mancanza di sensibilità, di accettazione nei confronti dei cani, dichiarati dalla legge nazionale animali d'affezione e per storia e tradizione nostri migliori amici,  soccorso per ciechi, sordi, malati, poliziotti, terremotati, ecc.ecc.), noi da tempo disertiamo le regioni del sud perché non vogliamo essere protagonisti nè spettatori di comportamenti tanto incivili e retrogradi.
Siamo certi che i cittadini del sud  che amano gli animali soffrano molto in una società che li respinge, irridendo a cultura, umanità  e leggi; a loro va la nostra solidarietà.
In attesa che qualcuno cambi qualcosa perché qualcosa cambi.

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
7 giugno 2006 LECCE
 
GALATONE/CANE E PROPRIETARIO CACCIATI DA UN BAR
 
Galatone (LE)
Entra con il cane nel bar e viene invitato ad uscire immediatamente dal locale. L'episodio accaduto in una caffetteria di Galatone, in viale Aldo Moro, ha mandato su tutte le furie la proprietaria del quattro zampe, Marzia Zenobini, commerciante. <<Avevo voglia di un caffè ed ho portato con me il mio inseparabile Apo, che è un animale dolce, mansueto e ben curato. Ma siamo stati entrambi invitati perentoriamente a lasciare il locale. Eppure non c'era alcun cartello che indicava il divieto d'accesso ai cani>>.
A difendere Apo e la sua proprietaria scende in campo la Lega provinciale del cane, << C'è ancora poca sensibilità nel Salento verso gli animali domestici - denuncia la rappresentante dell'associazione Maria Teresa Corsi - eppure in tutta Italia i cani sono ammessi nei ristoranti, nei bar, in tutti i luoghi pubblici. Come associazione stileremo una lista dei locali in cui Fido e compagni non sono graditi ed inviteremo tutti gli amanti degli animali a scegliere altri luoghi più ospitali e sensibili verso i nostri amici a quattro zampe>>.
Corsi ricorda a tutti i proprietari che è indispensabile tenere sempre i cani al guinzaglio  quando si è nei luoghi pubblici. <<Ma vietarne l'ingresso  è davvero un gesto di insensibilità. Il Salento si propone come terra turistica. Staremo a vedere cosa succederà quando arriveranno i turisti dal Nord Italia, molti dei quali con i loro inseparabili pet. Credo che considererebbero una grave lacuna non poter avere un bar o un ristorante in cui entrare con il proprio cane o animale domestico, spesso considerato alla stregua di un familiare>>.

 
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