Egregi signori
dall'articolo in calce deduciamo che per la Chiesa riconoscere il diritto al benessere e alla vita degli animali è una cosa ridicola. Ma non sono anch'essi parte della creazione?
Non sono quei fratelli e quelle sorelle di cui Francesco si riempiva lo spirito e attraverso i quali lodava il "Signore"?
Non sono, dopo le donne,  in un lontano futuro, i prossimi candidati al riconoscimento dell'anima?
Certo, la Chiesa non dà un bell'esempio anzi, se questo è l'esempio, ogni crudeltà è consentita all'uomo, basta siano fatti salvi dogmi, dottrine, comandi.
Non "comandamenti". Perchè il "comandamento" dichiara categoricamente e senza interpretazioni: non uccidere. Nessuno!
Evidentemente nella società civile si è molto più avanti in questioni di etica: qualcuno difende diverse forme di vita,  vita nata, viva, che respira, che soffre.
Altri invece preferiscono difendere agglomerati di cellule,  vita non nata, non viva, che non respira e non soffre.
Un mondo capovolto.
A noi la scelta.

 
........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 

firme dei sostenitori del messaggio:

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

IL MATTINO (CIRC_SUD)
21/06/2006
 
«Diritti umani per le scimmie»
 
Tra polemiche e ironie, la Spagna di Josè Luis Rodriguez Zapatero ha deciso di scendere in campo in difesa delle scimmie. Madrid sarà la prima capitale europea a garantire a scimpanzé, orangutan, gorilla e bonobo i loro diritti fondamentali. Il Parlamento ha accettato di dibattere un progetto di iniziativa socialista per chiedere al governo la protezione all’interno del Paese e sul piano internazionale del diritto di questi animali a non essere maltrattati, messi in schiavitù, uccisi e condotti all’estinzione. La proposta sarà discussa in commissione a fine giugno, poi verrà portata al Parlamento Europeo, mentre in futuro in Spagna si pensa di convertirla in una vera e propria legge, la prima del genere nel mondo. La stampa conservatrice ha titolato «i socialisti vogliono diritti umani per le scimmie» e la Chiesa ha invitato a non cadere nel ridicolo e a non dare ai primati ciò che viene negato agli embrioni. Ma i promotori dell’iniziativa non si sono lasciati intimidire. «Che piaccia o no, gli esseri umani sono grandi scimmie» e proteggere i diritti di queste ultime «è una responsabilità etica», ha spiegato Joaquin Araujo, presidente spagnolo del «progetto internazionale grande scimmia». La legge che sarà discussa dal parlamento spagnolo - e che guarda soprattutto all’esempio della Nuova Zelanda dove negli anni scorsi è stata approvata una normativa ad hoc - ha trovato l’appoggio esplicito del governo grazie al ministro all’ambiente Cristina Narbona. La quale ha tuttavia sottolineato, di fronte alle polemiche, che questa legge «non vuol equiparare i diritti umani a quelli delle grandi scimmie» ma salvare questi animali dalla schiavitù e dalla morte. Il «progetto grande scimmia», che la proposta parlamentare chiederà al governo di sostenere, è d’altra parte estremamente chiaro al riguardo e punta a quella che definisce «un’idea radicale ma semplice: includere gli antropoidi non umani in una comunità di eguali, concedendo loro la protezione morale e legale di cui godono attualmente solo gli esseri umani». E l’obiettivo finale è quello di far approvare dall’Onu una «carta dei diritti fondamentali delle grandi scimmie». La proposta ha sollevato sdegnate reazioni da parte della Chiesa. L’arcivescovo di Pamplona, Fernando Sebastian, ha invitato a «non cadere nel ridicolo per eccesso di progressismo» affermando che l’iniziativa equivale a «invocare diritti taurini per gli umani». Il «progetto grande scimmia», che ha tra i fondatori lo studioso di bioetica e filosofo australiano Peter Singer, è un’iniziativa sostenuta da scienziati di fama mondiale - tra cui la primatologa Jane Goodall - e che parte dal presupposto che gli antropoidi non umani «possiedono facoltà mentali e una vita emozionale sufficienti per giustificare la loro inclusione nella comunità degli eguali». E ricorda che studi scientifici hanno stabilito che l’uomo condivide con le grandi scimmie circa il 98 per cento dei geni.

 

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