Egregi signori
quando leggiamo articoli come quelli in calce indicati ci meravigliamo sempre di come, con spirito allegro, le istituzioni lamentino una caterva di insufficienze (dal denaro in poi).
Ma la vera insufficienza è una sola: l'assoluta mancanza di rispetto della legge che rispecchia l'assoluta mancanza di determinazione, di comportamento sociale, di servizio, di attenzione, di capacità di scelta di quelle strategie che combattano il randagismo e tutelino gli animali d'affezione.
Questi non sono soprammobili ma esseri viventi, coinquilini delle nostre case, cittadini delle nostre città perchè da tempo immemore li abbiamo strappati alla vita selvaggia.
Allora?
Fino a che ci lamenteremo, ci piangeremo addosso, alzeremo le braccia al cielo per invocare la manna, il problema del randagismo non si risolverà e gli animali continueranno a preoccupare ma, soprattutto a vivere come poveri stracci perseguitati, malati, affamati, trattati come zecche anzichè come gli esseri  meravigliosi  e innocenti che sono: amici dell'uomo, compagni, ausiliari.
Ma la retorica avanza e la retorica, sempre uguale a se stessa,  riempie le labbra di tutti senza che niente cambi. Niente cambia se niente si vuole cambiare.
A Dio la soluzione, l'uomo è assente.

 
........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 

firme dei sostenitori del messaggio:

p.s. articoli di cronaca in allegato

 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (LECCE)
20/06/2006
 
L'estate entra nel vivo e le marine si scoprono invase dai cani abbandonati. Da Patù e Gagliano lanciano l'allarme e Gianfranco Casilli risponde   
Emergenza randagi, i sindaci dal prefetto
Questa mattina un tavolo tecnico. Al vaglio le soluzioni per tentare di correre ai ripari
 
provincia di Lecce
I randagi invadono le marine e i sindaci bussano in Prefettura. Con la stagione estiva che entra nel vivo, le località marine salentine tornano a fare i conti con le decine e decine di cani abbandonati che vagano alla ricerca di cibo. Una situazione che preoccupa non pochi primi cittadini, che lanciano l'allarme e chiedono interventi tempestivi, viste anche le numerose segnalazioni relative a ferimenti e cadute causati dagli amici a quattro zampe, che stanno facendo lievitare i faldoni di contenziosi sulle scrivanie dei municipi. Il primo ad alzare la voce è stato il sindaco di Patù Angelo Galante, che ha preso sotto braccio il presidente dell'Unione dei Comuni «Terra di Leuca», il sindaco di Gagliano Antonio Buccarello, e giovedì scorso si è recato dal prefetto Gianfranco Casilli. «Il prefetto ci ha risposto di non avere grandi poteri per intervenire sul problema - lamenta Galante - ma bisogna guardare in faccia la realtà e affrontare l'emergenza di petto. Durante l'inverno - osserva Galante - assistiamo ad un incremento dei cani randagi nelle marine, dovuto in gran parte all'abbandono indiscriminato dei cani da parte di alcuni turisti. Qualcuno poi si preoccupa di alimentarli, oppure questi animali vanno a cercarsi il cibo da soli e quando si riuniscono in grossi branchi possono rappresentare un pericolo. Quando torna l'estate - aggiunge il sindaco - questi gruppi di randagi incutono terrore e molto spesso ci giungono segnalazioni di aggressioni». A livello dell'Unione dei Comuni, va ricordato, il problema è sul tavolo da tempo ed è in arrivo la firma di un protocollo d'intesa tra il gruppo di sette comuni del Capo di Leuca (Gagliano, Patù, Morciano di Leuca, Salve, Corsano, Tiggiano e Alessano), la Asl Le/2 e le associazioni di protezione degli animali, per un programma di sterilizzazione e inserimento di microchip, per snellire la popolazione dei randagi in modo naturale, senza ricorrere ad abominevoli rimedi che pure qualcuno pensa ancora di riproporre. «Al prefetto - rimarca Antonio Buccarello - abbiamo rappresentato come l'Unione non sia rimasta a guardare, ma ha elaborato un progetto da 400mila euro, riuscendo ad ottenerne 40mila dal ministero della Sanità. Purtroppo - conclude il sindaco di Gagliano - siamo privi di altre risorse, ma il numero dei randagi cresce in maniera preoccupante e non rappresenta certo un bel biglietto da visita per le nostre località turistiche». Il prefetto così ha convocato un tavolo tecnico per questa mattina alle 12, cui parteciperanno tutti i sindaci della provincia di Lecce i cui comuni superino i 15mila abitanti, oltre a tutti i presidenti delle varie Unioni dei Comuni del territorio provinciale, per affrontare l'emergenza. Se dal tavolo non emergesse nulla di concreto c'è già qualcuno pronto ad azioni eclatanti, come lo stesso sindaco di Patù, che si dice disposto a riempire un furgone con i randagi raccolti nel suo territorio per scaricarli, per protesta, nell'atrio della prefettura.
Mauro Ciardo
 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (LECCE)
20/06/2006
 
La proposta lanciata dai Comuni dell'Unione «Terra di Leuca»   
«Seguire il modello Basilicata»
Campagna di sterilizzazione con un presidio itinerante della Asl
 
«Bisogna seguire il modello Basilicata». L'Unione dei Comuni «Terra di Leuca» offre la sua soluzione per risolvere il problema del randagismo e questa mattina la porterà sul tavolo convocato in Prefettura. Tra i sette Comuni del Capo di Leuca e la Asl Le/2 di Maglie è già stato avviato un tavolo tecnico da cui è uscito un protocollo d'intesa che stabilirà, una volta per tutte, le competenze dei vari enti. All'Unione spetterà la campagna di sensibilizzazione, oltre all'istituzione in ogni comune di un locale in cui si possa effettuare l'anagrafe canina, la sterilizzazione e l'inserimento dei microchip, mentre la Asl dovrebbe inviare un suo veterinario per tutte le operazioni necessarie. In più si chiederà alla Regione Puglia di dotare tali uffici di un software, che colleghi i dati del censimento a livello nazionale. Ma non è tutto. La stessa Regione dovrebbe essere l'attore principale, su esempio della Basilicata, per fornire ad ogni distretto sanitario un camper-laboratorio. Questo mezzo, così com'è avvenuto in quella regione, ha il compito di toccare periodicamente tutti i comuni del distretto e procedere immediatamente alla sterilizzazione dei cani, non solo randagi ma anche quelli cosiddetti «padronali», cioè quelli in possesso di privati. Nel territorio della Asl 2 di Potenza il fenomeno del randagismo è stato quasi debellato. Ora si punta a ripetere l'esperimento nell'Unione «Terra di Leuca», attraverso un progetto pilota da estendere a tutta la regione Puglia. m.c.

 
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