Egregi signori
E' veramente vergognoso che ancora si faccia distinzione fra uccisioni  giuste e uccisioni ingiuste, tra massacri accettabili e massacri inaccettabili.
L'uccisione è uccisione e il massacro è massacro. Nessun aggettivo può cambiarne l'intrinseco significato.
La politica delle stragi di animali innocenti ci trova oppositori e non ci meravigliamo che il WWF che aveva nel suo consiglio direttivo un vivisettore pronunci sentenze tanto blande (come quelle dell'articolo in calce) e parli del massacro delle nutrie come descrivesse una merenda sul prato. Ma non sono proibite dalla legge le trappole?
Inoltre, con quale serietà si accusa la nutria di creare danni? Danni di ogni tipo pur di nascondere, dietro la menzogna, l'ignoranza e la sete di violenza.
Nessuna certezza scientifica può essere infatti avallata poichè,  essendo la nutria un animale proveniente da altro continente, non è disponibile e facilmente reperibile, una sufficiente quantità di notizie sulla sua etologia, notizie comunque che le istituzioni si guardano bene dal ricercare e studiare perché l'assalto (dei cacciatori e simili) preme ai confini....e non lascia margini per un rigoroso esame di scienza e coscienza.
I metodi ignobili e arroganti della Provincia di Cremona e di tutte quelle istituzioni, parchi lombardi compresi (Oglio, Ticino.....), che intendono ricreare equilibri rotti  da decenni (da secoli!) in Italia (sul pianeta Terra!) e, girando l'angolo, ancora sistematicamente rotti  a spese di animali e piante, depongono per una società ancora barbara dove la cultura non attecchisce. Perché se "cultura" è trucidare dite: che cos'è la barbarie?
Piante e animali "alieni" per nostra somma ignoranza, cupidigia e malvagità, sono stati importati, esportati, deportati, sfruttati, utilizzati, mercificati  da e per ogni dove ma, a convalida dell'alto senso morale dell'uomo moderno  sulla bandiera della violenza si dipinge il volto della mistificazione: equilibrio.
Ma quale equilibrio se tutto cambia, se la coca cola si vende a New York come a Nairobi, se la cravatta la porta il business man e il capo tribù?
La società contemporanea non ha ancora capito che da un cattivo seme nascerà una mala pianta?
Non sembra a tutti che sia ora di cambiare metodo? Che sia ora di abbandonare la violenza di ogni ordine e grado che sempre violenza resta, sempre dittatura del più forte resta, sempre prepotenza e prevaricazione del diritto alla vita resta?
Noi che crediamo nella sacralità di tutte le vite ci riteniamo un'avanguardia, ancora sparuta ma forte della forza e della nobiltà di un valore da difendere. Forti e umili davanti alla vita come chi sa di sapere di non sapere.
Sarà possibile una riflessione che non guardi né all'interesse, né alle pressioni, né ai cattivi consiglieri?

 

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

LA PROVINCIA DI CREMONA

3 LUGLIO 2006

 

Castelleone. «Utilizzate per le nutrie, sono disastrose per l’intera fauna»
Il Wwf boccia le gabbie
Volpe salvata: è al centro Riboni: animali a rischio

 

di Matteo Berselli

 

CASTELLEONE (CR)— Le chiamano trappole per nutrie. In realtà sono trappole e basta, e costituiscono una minaccia di morte per qualsiasi animale. L’ultimo a finire imprigionato nella rete di gabbie metalliche sparsa in tutta la provincia, è un cucciolo di volpe. Ad avvistarlo è stato un ristoratore di Casalmorano. Attento a scovarlo in mezzo alla vegetazione, e tempestivo nella segnalazione a Cascina Stella. Ma dopo l’ennesimo episodio, stavolta documentato, il Wwf regionale attacca la Provincia sollevando seri interrogativi sulla reale efficacia di questa pratica di cattura. «Sul contenimento delle nutrie — spiega Bassano Riboni, responsabile del centro — siamo tutti d’accordo. E’ da dimostrare che rappresentino un pericolo igienico-sanitario ma è indubbio che rechino danni al reticolo idrico e quindi vanno tenute sotto controllo. Il problema è come: per legge quelle catturate nelle trappole andrebbero anestetizzate con 10 ml di cloroformio e poi abbattute. In realtà non è così, vengono brutalmente trucidate con punte di ferro e badili o addirittura annegate». Ma l’allarme vero è un altro. E Riboni lo lascia chiaramente intendere. «Siamo sicuri che in queste gabbie finiscano solo le nutrie? I dati in nostro possesso dicono il contrario, e l’esempio del volpacchiotto lo dimostra. C’è di più: recenti monitoraggi indicano che nelle campagne cremonesi la popolazione di fagiani, anatre e lepri è drasticamente calata. Ripeto: siamo proprio sicuri che non vengano imprigionati anche animali diversi dai roditori? Siamo sicuri che i cacciatori non abbiano trovato un nuovo modo per procurarsi selvaggina?». Tra l’altro, come spiega l’esperto Wwf, se davvero si vuole contenere le nutrie, salvaguardare le volpi — il loro unico nemico naturale — diventa indispensabile. Invece no, nelle maglie di ferro delle gabbie finiscono molto spesso anche loro. E non tutte hanno la fortuna di essere trovate da persone sensibili come il ristoratore di Casalmorano. Anzi, alcune non vengono trovate e basta. Muoiono di fame all’interno della loro prigione.
 

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