Ringraziamo il giornalista Giuseppe Guastalla del Corriere della Sera per l'articolo riportato in calce apprezzando il grande senso del dovere all'informazione e l'impegno della sua diffusione.
Un particolare riconoscimento ai NAS di Milano per l'egregio lavoro svolto nel cercare di portare alla luce ciò che da molti anni viene volutamente tenuto nell'ombra.
I traffici di animali abbandonati (o sottratti) dall'Italia, e da tutto il sud Europa rivenduti poi in Germania, Austria, Svizzera non sono frutto della fantasia di alcuni animalisti, bensì un allarme lanciato dal Ministero della Sanità con la circolare n. 33 del 1993.
Perché i traffici di cani e gatti dal sud al nord Europa sfuggono all'attenzione delle grandi associazioni animaliste?
Perché sfuggono all'attenzione delle istituzioni?
Noi dichiariamo  il nostro forte sdegno e chiediamo pertanto alle istituzioni competenti, al Ministero dell'Ambiente, della Sanità, di emanare al più presto disposizioni affinché questi traffici vengano resi impossibili.
Chiediamo alle ASL le sterilizzazioni come previste dalla legge 281; ai comuni il controllo del rispetto delle clausole contrattuali indicate nelle convenzioni, e il controllo del benessere dei cani affidati ad associazioni o privati; chiediamo che venga imposto alle forze dell'ordine, agli organi di vigilanza e controllo, alle frontiere e in ogni  altra sede, di verificare attentamente i veicoli che trasportano animali.
Se vogliamo che il mondo cambi dobbiamo cambiare.
In uno Stato di diritto non dubitiamo che chi ha a cuore il diritto, sappia (ma speriamo che anche voglia) fare il suo dovere.
Ci appelliamo alle persone con coscienza morale affinchè con civiltà guardino a un cambiamento di direzione .
 
 
 
 
........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

CORRIERE DELLA SERA
05/07/06
 
MILANO - Un traffico illegale di cani accalappiati in Italia .....
 
Inchieste a Brescia e Bolzano, truffati i Comuni
"Traffico illegale di cani per la vivisezione: 300 euro ogni animale"
Diretti in Germania, dieci indagati 
 
MILANO - Un traffico illegale di cani accalappiati in Italia che finiscono in Germania come cavie in «sperimentazioni chirurgiche o di farmaci»: quello che per anni è stato solo un sospetto degli animalisti ora diventa una certezza nelle carte di due inchieste aperte dalla magistratura a Brescia e a Bolzano al termine di un’indagine dei carabinieri del Nas di Milano. Indagate dieci persone, tra cui i responsabili di tre associazioni che gestiscono alcuni canili e due veterinari. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata al falso, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e maltrattamento di animali. Quella scoperta dai carabinieri rischia di essere solo la punta di un iceberg che, però, non deve gettare un’ombra ingiusta di sospetto sul lavoro di migliaia di volontari, i quali, con fatica e amore, accudiscono gratuitamente gli animali abbandonati. L’indagine comincia nell’ottobre 2004 quando, nel Bresciano, una pattuglia ferma sull’autostrada A4 due furgoni e un’auto di un canile lombardo. Dentro sono stipati una cinquantina di cani. «Saranno adottati in Germania» dichiarano i conducenti. Quando i militari del Nas vanno a controllare i documenti nel canile e in altri collegati scoprono incongruenze sospette. A partire dal numero di cani affidati ufficialmente a privati cittadini che a volte è minore, a volte maggiore di quello reale. Irregolarità formali, si giustificano i responsabili. Secondo gli investigatori, invece, sono la prova di una truffa a danno dei Comuni che potrebbe nascondere un traffico internazionale. In genere i Comuni convenzionati, precisano gli investigatori, pagano le strutture per il mantenimento (pochi euro al giorno) degli animali o (40 euro in Lombardia) per ogni cane affidato ufficialmente. Come a dire che qualcuno potrebbe aver giocato sui numeri per gonfiare i rimborsi. Nei guai finiscono anche due veterinari per i certificati (sospettati falsi) delle vaccinazioni che servono al rilascio dei passaporti sanitari europei, senza i quali i cani non possono andare all’estero. Un anno dopo, un altro furgone viene fermato al valico del Brennero diretto in Germania. Dentro ci sono una dozzina di cani che viaggiano senza acqua e cibo, in gabbie anguste o liberi di sbranarsi tra loro. Il conducente, legato a una delle associazioni coinvolte, viene denunciato alla Procura di Bolzano per maltrattamento di animali.
Negli atti d’indagine si sostiene che in Germania i cani vengono pagati tra i 200 e i 300 euro ciascuno e si ipotizza che finiscano nel giro tedesco della vivisezione, destinati alla sperimentazione di farmaci e di tecniche chirurgiche. «Sono 20 anni che si parla di questi sospetti in riferimento alla Germania. Non sono mai state trovate prove, al di là di un traffico sospetto, quantomeno per il numero enorme di cani che coinvolge e che è sproporzionato alle possibilità di ricezione di quel Paese» lamenta Gianluca Felicetti, presidente della Lega Antivivisezione. Il quale ricorda che in Germania chi vuole adottare un cane legalmente deve pagare tra i 50 e 350 euro come rimborso spese a chi l’ha mantenuto. Un incasso su cui qualcuno potrebbe speculare rifornendosi da complici italiani. «Noi siamo contrari a ogni forma di vivisezione, ma sappiamo che le sperimentazioni legalmente autorizzate avvengono solo su animali iperselezionati e codificati su animali appositamente allevati, non certo sui randagi. Quei poveri cani potrebbero finire in esperimenti di basso livello e del tutto illegali».
 
IL CASO
  1. Sotto inchiesta veterinari e responsabili di canili
    Indagati i responsabili di tre associazioni che gestiscono canili e 2 veterinari (falsi certificati)
  2. Le accuse: truffa aggravata e maltrattamento di animali
    L'ipotesi è che gli indagati abbiano truffato i Comuni incassando rimborsi non dovuti   
IL GIRO D'AFFARI
 
 
500 MILIONI i fondi pubblici destinati ogni anno ai canili. Una struttura che ospita mille cani può ottenere anche 2,5 milioni di euro all'anno
 
640 mila I cani randagi in Italia secondo il ministero della Salute. Ma per la Lega Antivivisezione in realtà sono almeno un milione
 
990 I canili autorizzati in Italia. Oltre al finanziamento base, i Comuni pagano un ticket giornaliero per ogni cane ospitato, almeno 2 euro.
 
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