Egregi signori
questa storia è il classico esempio dello "scarica barile".
Vergognosi  "scarica barile" sono gli italiani che hanno partecipato alla morte di un povero cagnolino e magari si sono commossi a quella di Bruno, l'orso ucciso dai tedeschi. D'altra parte la commozione a parole, a chiacchiere, a logorrea..... non costa niente e ci dipinge quali non siamo anche davanti ai nostri stessi occhi assetati di illusioni.
Nessuno degli attori della storia ha saputo aprire il cuore e la coscienza. La macchina che si sporca, la mancanza di competenza, l'assenza, l'indifferenza e soprattutto il classico, imperterrito, immutabile atteggiamento: che gli altri facciano quello che io non voglio fare.
Una società che avanza dinieghi e giustificazioni di questo genere è una società morta, una società senza sentimenti e senza etica. Nessuno slancio, nessuna emozione, nessun senso dei valori, la rende automa, meccanica, inerte.
E una società morta è disposta a tutto, anche a lasciare agonizzare un proprio simile sul bordo di una strada, è successo, è cronaca.
Gli animali, i più facili da aiutare, vengono abbandonati alla loro sorte; com'è possibile quindi che i più difficili da aiutare (uomini, donne, bambini, terzo mondo, quarto mondo.....) possano essere aiutati?
Soltanto grazie ai vivi come noi, il mondo può ancora sperare.
 
 
........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

IL TIRRENO
5 LUGLIO 2006
 
Nessuno lo soccorre: muore cagnolino
Investito da un’auto a San Romano è rimasto in strada nell’indifferenza
Qualcuno ha chiamato la clinica veterinaria «Ma non potevamo intervenire, è solo competenza comunale»
 
FRANCESCA SUGGI
 
MONTOPOLI (PI). Lo hanno lasciato morire in mezzo alla toscoromagnola di San Romano. «Mancato soccorso» sarebbe l’accusa da imputare a chi lo scorso fine settimana si è rifiutato di trasportare un cagnolino investito dal veterinario. Un senza famiglia. Un amico a quattro zampe abbandonato. «Una signora ci ha telefonato chiedendoci di intervenire - dicono da una clinica di animali della zona - ma non possiamo farlo. Per legge un cane abbandonato è di proprietà del sindaco, quindi di palazzo comunale»
E ancora: «Abbiamo sollecitato la persona a chiamare l’ufficio preposto a svolgere questo servizio». Comune di Montopoli avvisato, quindi. Nessun addetto si è, comunque, presentato in soccorso di “Fido”: «Questa donna ci ha richiamato dicendoci che il personale incaricato non poteva intervenire perchè già fuori in servizio».
Il buon cuore della “soccorritrice” avrebbe potuto, in ogni caso, salvare la situazione: «Abbiamo suggerito alla signora - raccontano - di caricare l’animale in auto per portarcelo. La legge, in questi casi, prevede che chi trova un cane incidentato può prendersi la responsabilità di trasportarlo dal veterinario, accollarsi le spese e poi rifarsi sul Comune per essere rimborsato».
La proposta non è andata a buon fine. Tutt’altro. «La signora - proseguono - ha risposto che non sapeva come raccogliere il cane. E che comunque non voleva sporcare la macchina».
Morale della favola “Fido” da quell’asfalto non si è mai più alzato. Riportando bruscamente all’attenzione il problema dell’emergenza cani-randagi: «Si tratta di una questione drammatica che in ogni periodo dell’anno si ripete. Ma è soprattutto l’estate che fa centinaia di vittime a quattro zampe, tra abbandoni, maltrattamenti e casi di degrado. Purtroppo mancano strutture adeguate per ospitarle» conclude Alessio Giani, presidente provinciale Dav - difesa ambientale e vita.
 
 
pagina iniziale bairos@tin.it torna alla pagina dei messaggi