Egregi signori
Ringraziamo del chiaro, bello ed essenziale articolo del giornalista di Libero, Mattias Maniero.
L'intelligenza e il rigore morale, la capacità di pensare liberamente e di riuscire a discernere il male dal bene, evidentemente non appartengono a tutti, anzi, appartengono a pochi.
Solo questi pochi eletti si accorgono delle contraddizioni di certi concetti, di certe equazioni; gli altri pretendono di coniugare il male come fosse bene, l'ingiustizia come fosse giustizia  e il disprezzo come fosse rispetto.
Le piazze e le strade non sono fatte per le zampe dei cavalli e chi li usa in questi terreni non è degno di amarli.
Nei palii molti cavalli sono morti e fino a che si correranno molti cavalli ancora moriranno ma per chi non sa riconoscere nel coctail della tradizione lo sciroppo dal veleno, la ragione, l'etica, la giustizia resteranno incomprensibili enigmi.
Ci auguriamo una crescita dell'intelligenza e con essa la capacità di discernere.
 
........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articolo di cronaca in allegato

LIBERO
2 LUGLIO 2006

Le tradizioni i cavalli nei palii e le corse di F1

 

L'Italia è il " bel paese" perché assieme ai luoghi meravigliosi che la compongono ci sono tradizioni secolari che ne contraddistinguono il carattere e la cultura. L'Italia è questo insieme di usi e costumi. Tra questi, anche i palii, il cui scopo non è quello della mattanza dei cavalli ma quello di mantenere viva una tradizione. Ecco perché sono contrario alla raccolta di firme organizzata da Libero sull'onda emotiva del sacrificio di alcuni cavalli al palio di Ferrara. O forse dovremmo proporre una raccolta di firme per fermare le corse automobilistiche in considerazione del fatto che ogni tanto i piloti vi perdono la vita? Vittorio Baccara e. mail
 
Risponde Mattias Mainiero
Caro Baccara, i cavalli, da piccoli, non sognano di diventare corridori di palio, i fratelli Schumacher, forse già nel passeggino, provavano ad accelerare per assaporare il brivido della velocità. Intendo dire che la Formula 1 è senza dubbio pericolosa, ma è anche una libera scelta dei piloti che sanno perfettamente quali sono i rischi ai quali vanno incontro, che almeno un po' di voce in capitolo ce l'hanno e che al momento opportuno possono sempre decidere di parcheggiare l'auto nei box e portare la pelle a casa. Non mi risulta, invece, che prima di correre un palio si chieda il parere del cavallo. Del fantino magari sì, del cavallo no. Comunque, non c'è dubbio: se anche le gare automobilistiche dovessero diventare una mattanza o andare al di là di un certo limite, sarebbe obbligatorio intervenire, come del resto si è intervenuti in passato introducendo particolari accorgimenti tecnici per evitare che i piloti si schiantassero alla seconda o terza curva. Lo sport, come il rispetto delle tradizioni, non presuppone né l'eroismo né la crudeltà, e non sta scritto da nessuna parte che se si limita la velocità di un'auto a risentirne sia lo spettacolo. E veniamo agli usi e ai costumi. Vero, c'è un'Italia antica che non deve scomparire ( e questo, ovviamente, vale per qualsiasi altro Paese del mondo), ma è altrettanto vero che non tutto ciò che è antico è necessariamente buono e necessariamente da conservare ( e anche questo vale per l'Italia e qualsiasi altro Paese). Se così non fosse, oggi nel Colosseo ci sarebbero ancora i gladiatori e i leoni, che invece sono scomparsi, senza che il Belpaese e la nostra cultura ne risentissero. Anzi

 

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